Il Punto

L'opinione

Competitività delle imprese e Sardegna: un binomio impossibile

Di Emiliano Deiana*


Qualche settimana fa l’Istat ha pubblicato il “Rapporto sulla competitività e i sistemi produttivi”: un’analisi fondamentale per comprendere lo stato della nostra economia. Un Rapporto che offre uno spaccato drammatico della situazione in un contesto in cui la pandemia da Covid-19 non arretra, il Governo ha annunciato riaperture nonostante il rischio sia elevato, ci si prepara a un nuovo “scostamento di bilancio” da 40 miliardi, si presenterà - finalmente - al Parlamento la versione definitiva del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Competitività delle imprese e Sardegna: un binomio impossibile

Trent'anni fa il disastro della Moby Prince

*DI MARGHERITA ZURRU

Porto di Livorno, 10 aprile 1991. Inizialmente diedero la colpa alla nebbia. La descrissero impenetrabile, al punto da rendere invisibile l’Agip Abruzzo - una petroliera lunga 350 metri, alta sette piani, perfettamente illuminata – che era alla fonda in quel preciso punto da un giorno intero.

Trent'anni fa il disastro della Moby Prince

Gonario Pinna, essere padre

*DI MATTEO PORRU

C’è un uomo a terra fuori dal tribunale di Nuoro. Si chiama Giuseppe, ha cinquantaquattro anni, gli hanno sparato. È un avvocato, un politico, un padre di un bambino che di anni ne ha dieci e di nome fa Gonario. L’agonia dura due giorni. E il ventuno settembre mille novecento otto del bambino non è rimasto niente, o quasi. Perché Gonario, nella vita che lo attende, sarà il padre che ha perso e che ha amato tanto. Per esserlo, studia e studia ovunque. Prima a Sassari, dove inizia ad appassionarsi alla letteratura italiana, poi a Firenze, al liceo classico Michelangelo. Ma poi arriva la guerra e chiama alle armi e le chiama lontano.

Gonario Pinna, essere padre

L'Otto Marzo dentro a una storia vera

Di Emiliano Deiana


E' una storia che va raccontata. E dalle storie non si scappa. Dalle storie come questa, di una crudezza di carne macellata. Un paese, uno di quelli della Sardegna più nascosta e segreta. Un inverno che pare non finire più tanto è lungo e freddo. Le vie deserte, del paese.

L'Otto Marzo dentro a una storia vera

Di chi è l'8 marzo?

DI MARGHERITA ZURRU*

L’otto marzo è Tonina, 83 anni, la patente di guida nel cassetto da 40, sempre rinnovata con cura e tirata fuori quando suo marito, a causa di qualche problemino di salute, non ha più potuto guidare. E siccome la vita l’ha abituata a ben altre sciagure, non si è certo persa d’animo, con granitica risolutezza ha superato le resistenze di figli e nipoti, preso lezioni di guida e speso i suoi risparmi in un’auto con le marce automatiche. Poche settimane dopo, gira libera per le strade della sua città. Vedeste che sguardo fiero sfodera, mentre mi dice: “Me ne sento sessanta, non uno di più”. Vedeste con quanta ammirazione la guarda sua nipote, poco più di vent’anni e tutta una vita di sfide davanti.  

Di chi è l'8 marzo?

Pandemia, un anno dopo

Di Emiliano Deiana

Scrivere aiuta. Prendere appunti, segnarsi date e accadimenti, tenere un diario (più o meno) segreto, ci serve per ricordare. Un anno fa, in Sardegna, ancora non era comparso il Paziente Zero: di Covid19 se ne parlava - reduci dal Carnevale - come un’eventualità lontana. Adesso, in Zona Bianca, è utile ripercorre a ritroso il cammino difficilissimo intercorso fino a qua.

Pandemia, un anno dopo

Next Generation UE - Recovery Plan: facciamo un esperimento

Di Emiliano Deiana

La Sardegna è un’isola di santi, di navigatori e di “disquisitori di politiche di contrasto allo spopolamento”. Alla vigilia della decisione sulla programmazione dei fondi sul Recovery Plan Next Generation Ue questi ultimi si sono eclissati; sono restati i santi - pochi, in verità - e i navigatori.

Next Generation UE - Recovery Plan: facciamo un esperimento

Rosi e Matti: storia di un legame

*DI MATTEO PORRU

La pioggia scende forte, pare spacchi i vetri.

Inizia così l’intervista che Rosaria Floris fece al me sedicenne, qualche mese prima dell’uscita del mio primo romanzo. Le sarebbe servita per il suo nuovo libro, un sequel di Costruens: costruttori in punta di penna, che avrebbe dovuto raccogliere le storie delle personalità distinte della Cagliari moderna. Ma non lo sapevo, io, mentre chiacchieravo. Sapevo solo che voleva fare una chiacchierata con un microfono, per riascoltarla. Poi la vita le ha fatto una smorfia. Nelle ultime chiamate al telefono, la malattia le aveva reso la voce pastosa e stanca, ma non era riuscita a toccare la testa, e che testa, che aveva raccontato storie e persone per anni.

Rosi e Matti: storia di un legame

Una vecchia storia di calcio e di umanità

Di Emiliano Deiana

Fin quando ci saranno storie da raccontare il mondo non avrà il tempo per finire. Le storie non le devi andare a cercare; sono loro che vengono a trovarti se hai un cuore che non sia vigliacco. Ero in Corsica per motivi che nulla avevano a che fare con questa storia. Tornavamo verso Bonifacio per imbarcarci. Nell'ora del mezzogiorno e decidiamo di arrivare a Propriano - sul mare - per mangiare un boccone.

Una vecchia storia di calcio e di umanità

Antonino Mura Ena, un intellettuale che va riscoperto

*DI MATTEO PORRU

Il mondo, visto da Lula, è fatto di alberi e nuvole. Che poi Antonio Mura mica c’è nato, a Lula. È nato a Bono, in pieno ottobre, nel 1908. A Lula ci cresce, con lo zio Giovanni Antonio, che di lavoro fa il sacerdote ma di vocazione ne ha anche un’altra: scrive, tra l’altro non male. Pubblica un romanzo, La tanca fiorita, per i tipi di una casa editrice di Milano, nel 1935, ma Antonio ha già ventisette anni, una laurea in pedagogia con una tesi complicatissima sull’opera hegeliana, l’abilitazione all’insegnamento di storia e filosofia e parecchi testi pronti da pubblicare. C’è un solo modo per non cadere nell’omonimia con lo zio: cambiare nome. Ed è quello che fa: aggiunge il cognome della madre, usa diminutivi, gioca con le crasi. Di fatto, quest’uomo si firmerà come Antonino Mura Ena, Antonio Mura Ena e Antonio Murena: uno e trino. Insegna all’Istituto Magistrale di Nuoro, poi scavalca il Tirreno e si trasferisce a Roma e prende una cattedra al Collegio di Santa Maria.

Antonino Mura Ena, un intellettuale che va riscoperto

I Giganti di Mont’e Prama e i luoghi della memoria

*DI MARCO SECHI

Durante la pandemia influenzale il dibattito sulla scienza è divenuto celebre nell’opinione pubblica e spesso ci siamo ritrovati a mettere in discussione l’opportunità delle cure mediche, come ad esempio quella del vaccino. Generalmente, si è tentato di dare nuova forza alla dignità della medicina, ma comunque ci si è sempre ritrovati a dover rispondere alle continue insinuazioni dei cosiddetti negazionisti. Costoro rifiutano aprioristicamente qualunque risultato che derivi da uno studio accademico, senza analizzare le questioni nel merito, ma sulla base di un pregiudizio che fa dipendere la scienza dalle decisioni di una presunta élite esclusiva.

I Giganti di Mont’e Prama e i luoghi della memoria
Image