Il Punto

L'opinione

Pandemia, un anno dopo

Di Emiliano Deiana

Scrivere aiuta. Prendere appunti, segnarsi date e accadimenti, tenere un diario (più o meno) segreto, ci serve per ricordare. Un anno fa, in Sardegna, ancora non era comparso il Paziente Zero: di Covid19 se ne parlava - reduci dal Carnevale - come un’eventualità lontana. Adesso, in Zona Bianca, è utile ripercorre a ritroso il cammino difficilissimo intercorso fino a qua.

Pandemia, un anno dopo

Next Generation UE - Recovery Plan: facciamo un esperimento

Di Emiliano Deiana

La Sardegna è un’isola di santi, di navigatori e di “disquisitori di politiche di contrasto allo spopolamento”. Alla vigilia della decisione sulla programmazione dei fondi sul Recovery Plan Next Generation Ue questi ultimi si sono eclissati; sono restati i santi - pochi, in verità - e i navigatori.

Next Generation UE - Recovery Plan: facciamo un esperimento

Rosi e Matti: storia di un legame

*DI MATTEO PORRU

La pioggia scende forte, pare spacchi i vetri.

Inizia così l’intervista che Rosaria Floris fece al me sedicenne, qualche mese prima dell’uscita del mio primo romanzo. Le sarebbe servita per il suo nuovo libro, un sequel di Costruens: costruttori in punta di penna, che avrebbe dovuto raccogliere le storie delle personalità distinte della Cagliari moderna. Ma non lo sapevo, io, mentre chiacchieravo. Sapevo solo che voleva fare una chiacchierata con un microfono, per riascoltarla. Poi la vita le ha fatto una smorfia. Nelle ultime chiamate al telefono, la malattia le aveva reso la voce pastosa e stanca, ma non era riuscita a toccare la testa, e che testa, che aveva raccontato storie e persone per anni.

Rosi e Matti: storia di un legame

Una vecchia storia di calcio e di umanità

Di Emiliano Deiana

Fin quando ci saranno storie da raccontare il mondo non avrà il tempo per finire. Le storie non le devi andare a cercare; sono loro che vengono a trovarti se hai un cuore che non sia vigliacco. Ero in Corsica per motivi che nulla avevano a che fare con questa storia. Tornavamo verso Bonifacio per imbarcarci. Nell'ora del mezzogiorno e decidiamo di arrivare a Propriano - sul mare - per mangiare un boccone.

Una vecchia storia di calcio e di umanità

Antonino Mura Ena, un intellettuale che va riscoperto

*DI MATTEO PORRU

Il mondo, visto da Lula, è fatto di alberi e nuvole. Che poi Antonio Mura mica c’è nato, a Lula. È nato a Bono, in pieno ottobre, nel 1908. A Lula ci cresce, con lo zio Giovanni Antonio, che di lavoro fa il sacerdote ma di vocazione ne ha anche un’altra: scrive, tra l’altro non male. Pubblica un romanzo, La tanca fiorita, per i tipi di una casa editrice di Milano, nel 1935, ma Antonio ha già ventisette anni, una laurea in pedagogia con una tesi complicatissima sull’opera hegeliana, l’abilitazione all’insegnamento di storia e filosofia e parecchi testi pronti da pubblicare. C’è un solo modo per non cadere nell’omonimia con lo zio: cambiare nome. Ed è quello che fa: aggiunge il cognome della madre, usa diminutivi, gioca con le crasi. Di fatto, quest’uomo si firmerà come Antonino Mura Ena, Antonio Mura Ena e Antonio Murena: uno e trino. Insegna all’Istituto Magistrale di Nuoro, poi scavalca il Tirreno e si trasferisce a Roma e prende una cattedra al Collegio di Santa Maria.

Antonino Mura Ena, un intellettuale che va riscoperto

I Giganti di Mont’e Prama e i luoghi della memoria

*DI MARCO SECHI

Durante la pandemia influenzale il dibattito sulla scienza è divenuto celebre nell’opinione pubblica e spesso ci siamo ritrovati a mettere in discussione l’opportunità delle cure mediche, come ad esempio quella del vaccino. Generalmente, si è tentato di dare nuova forza alla dignità della medicina, ma comunque ci si è sempre ritrovati a dover rispondere alle continue insinuazioni dei cosiddetti negazionisti. Costoro rifiutano aprioristicamente qualunque risultato che derivi da uno studio accademico, senza analizzare le questioni nel merito, ma sulla base di un pregiudizio che fa dipendere la scienza dalle decisioni di una presunta élite esclusiva.

I Giganti di Mont’e Prama e i luoghi della memoria

Casa Satta a Nuoro: risolvere museificando è una forma di eutanasia


*Di MARCELLO FOIS

Vorrei che si cominciasse a discutere della faccenda “cosa fare di ciò che è rimasto della casa di Bustianu?” senza troppi manicheismi e senza la tendenza locale ad estremizzare. Quando si estremizza è solo perché manca il materiale storico, scientifico, psicologico, etico per mettere in campo gli argomenti. E occorre considerare la realtà così com’è non per destino cinico e baro, ma perché frutto di altre, precedenti, diatribe alla nuorese, cioè frutto di discussioni accesissime, ma prive di sostanza.

Casa Satta a Nuoro: risolvere museificando è una forma di eutanasia

Governo Istituzionale e Sardegna

Di Emiliano Deiana

Nel Continente si profila la costituzione, con la larghissima base parlamentare, di un Governo Istituzionale guidato dal Prof. Mario Draghi. Non interessa, in questa sede, fare l’analisi della genesi né della palingenesi delle istituzioni italiane, ma cambiare - per un attimo - il punto di visuale e di prospettiva. Se guardiamo specularmente l’arco costituzionale che potrebbe sostenere il Governo Draghi (M5S, PD, Lega, Forza Italia, UdC, LeU, Italia Viva, Azione e +Europa) e la composizione del Consiglio Regionale della Sardegna, si può facilmente verificare che la gran parte delle forze di maggioranza (PSd’Az, Lega, UdC, Forza Italia) e di minoranza (M5S, PD, LeU) si rispecchiano nella nuova compagine governativa.

Governo Istituzionale e Sardegna

Che fine ha fatto la 'questione dei pastori'?

Di Emiliano Deiana

Dal dibattito pubblico, come sempre dopo le grandi fiammate, la ‘questione dei pastori’ sembra sia stata espulsa. Il prezzo del latte - oggi come nel gennaio 2019 - lo fa il mercato e non le promesse elettorali. Le difficoltà strutturali del mondo delle campagne sono le medesime di allora, le strade rurali (insieme a quelle provinciali) in uno stato di indecoroso abbandono, le forme di cooperazione soffrono dei medesimi ritardi e incapacità di due anni fa, i tavoli di filiera che pure hanno prodotto idee sembrano fermi rispetto alla velocità con cui il mondo evolve, così come appare in un endemico ritardo la discussione sulla nuova PAC 2021-2027 legata, ancora troppo, non agli investimenti e all’innovazione, ma alle misure di ‘glaciazione’ (indennità compensativa e benessere animale).

Che fine ha fatto la 'questione dei pastori'?

Gerolamo Araolla, tanto tempo fa

*DI Matteo Porru

Gerolamo Araolla fu uno e trino, e il fu è d’obbligo per un cantore vissuto tanto, ma tanto tempo fa. Abbastanza da poter usare “C’era una volta”. Perché quest’uomo, che scrisse in sardo, italiano e spagnolo, venne al mondo a Sassari. Quando? Non si sa. Non ci è dato saperlo. La storia non ce l’ha tramandata, la sua data di nascita. Ma ci ha lasciato un mondo di altre storie, nate dalla testa di un uomo visionario nel Cinquecento.

Gerolamo Araolla, tanto tempo fa

In Marmilla nasce il Comitato spontaneo storie NOSCORIE

*Di Alberto Marceddu

Il 5 gennaio 2021, dopo anni di inerzia, è stata pubblicata dalla Sogin S.p.A. la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad accogliere il Deposito Nazionale per rifiuti radioattivi. Su 67 siti potenzialmente idonei, ben 14 si trovano in Sardegna, distribuiti in larga parte tra Marmilla, Sarcidano e Trexenta e Campidano di Oristano: Albagiara, Assolo, Genuri, Gergei, Guasila, Las Plassas, Mandas, Mogorella, Nuragus, Nurri, Ortacesus, Pauli Arbarei, Segariu, Setzu, Siapiccia, Siurgus Donigala, Tuili, Turri, Usellus, Ussaramanna, Villa Sant’Antonio e Villamar sono i comuni ad oggi interessati.

In Marmilla nasce il Comitato spontaneo storie NOSCORIE

Partito Comunista di Sardegna: un'anomalia della storia (1943-1944)

Di Emiliano Deiana*

Il 21 gennaio si è celebrato, anche un po’ stancamente, il Centesimo Anniversario della nascita del Partito Comunista d’Italia. Nel 1921, a Livorno, la componente massimalista del Partito Socialista diede vita a una delle esperienze più peculiari della vita delle istituzioni italiane: quella del Partito Comunista. Ma all’interno di questa grande storia ce n’è un’altra ancor più peculiare e misconosciuta che affonda le proprie radici in Sardegna.

Partito Comunista di Sardegna: un'anomalia della storia (1943-1944)

La Sardegna di Gramsci

*Di ANDRÍA PILI

"Gramsci è nato in Sardegna nel 1891. La Sardegna era posta in un rapporto coloniale con l’Italia continentale. Il suo primo contatto con le idee radicali e socialiste fu nel contesto di crescita del nazionalismo sardo, brutalmente represso dalle truppe inviate dalla penisola. Sebbene dopo la sua emigrazione a Torino e il suo profondo coinvolgimento con il movimento dei lavoratori della città, lui abbandonò il suo primo nazionalismo, non perse mai l’interesse (…) verso i problemi contadini e la complessa dialettica tra la classe e i fattori regionali” 

Con queste parole, il celebre sociologo e teorico dei Cultural Studies, Stuart Hall (1986), riconosceva l’importanza del contesto sardo per la formazione del pensiero di Gramsci e la sua rilevanza per lo studio dei temi riguardanti la “razza” e l’etnicità. L’elaborazione gramsciana sulla “questione meridionale” è oggi considerata imprescindibile per la lettura postcoloniale dei rapporti tra Nord e Sud globali; più recentemente lo storico Robert C. Young (2012) ha ugualmente riconosciuto la importanza della “prima vita in Sardegna” dell’intellettuale comunista come decisiva per il suo “interesse verso il colonialismo”, data la relazione coloniale tra il Piemonte, centro del potere politico ed economico, e la periferia Sardegna, che ha preceduto anche il rapporto Nord-Sud entro lo Stato italiano unificato. 

Questo articolo vuole offrire un breve approfondimento storico-economico sulla Sardegna in cui Gramsci visse tra il 1891 e il 1911, per capire perché ne forgiò profondamente il pensiero e la sua rilevanza internazionale.  

La Sardegna di Gramsci
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