Il Punto

L'opinione

Esiste una parola per definire l’ossimorico sentimento degli emigrati?

Se dovessi riassumere quello che si prova quando non si vive in Sardegna, pur avendoci le radici, è l’istantanea del porto che si allontana. Il momento in cui la nave si stacca dalla banchina e le luci di Porto Torres, Olbia, Golfo Aranci, Cagliari si fanno sempre più lievi e sfumate, sino a sciogliersi in un impalpabile contorno che lascia spazio a un mare che sembra sconfinato e che collima con uno straziante stato d’animo. È la sensazione di ignoto, il martellante presentimento di non poter far ritorno a breve, la percezione di scollamento da qualcosa che, anno dopo anno, comincia inevitabilmente a non appartenerti più. Da quel preciso istante in cui l'immagine della banchina si stropiccia come una vecchia foto riparte, in un ciclo infinito, una ruota sentimentale fatta di contrasti, ossimori, consapevolezza e speranza, malinconia ed entusiasmo che dialoga con un calendario diverso da quello della quotidianità. Un calendario di ricorrenze, occasioni, ponti, ferie. Il calendario di chi non vive più in Sardegna con il corpo, ma vi ha lasciato un pezzo d'anima. 

Esiste una parola per definire l’ossimorico sentimento degli emigrati?

La Costa Smeralda di Karim Aga Khan. Dagli stereotipi sulla Sardegna alle verità celate.

Karim Aga Khan IV, P r i n c i p e e Imam musulmano della comunità degli Ismailiti Sciiti, cui venne attribuita tra gli anni cinquanta e sessanta, la creazione della Costa Smeralda, è venuto a mancare il quattro febbraio all’età di ottantotto anni. La sua dipartita, ma anche tutta la sua vita e il legame con la Sardegna ha però suscitato, come era ragionevole aspettarsi, una serie di reazioni e prese di posizione contrastanti sia all’interno che fuori dall’isola. 

La Costa Smeralda di Karim Aga Khan. Dagli stereotipi sulla Sardegna alle verità celate.

Il benessere che ci ha reso più soli

Nel cuore della cultura sarda, come ben descritto da Salvatore Cambosu nella sua opera Miele Amaro, convivono due anime apparentemente contrastanti: un forte individualismo nelle attività lavorative e imprenditoriali e una profonda solidarietà nei confronti del prossimo nei momenti di necessità. Questa duplice natura ha forgiato nei secoli l'identità dell'isola, creando un tessuto sociale basato su un equilibrio sottile tra autonomia e appartenenza comunitaria. Tuttavia, con il trascorrere del tempo e l'avvento della modernità, questa rete di protezione collettiva si sta lentamente dissolvendo, lasciando il posto a dinamiche sociali più fluide e meno vincolanti.

Il benessere che ci ha reso più soli

Da persone di parola a persone di parole

Il concetto di "besa" in Albania rappresenta un pilastro fondamentale della cultura tradizionale, incarnando un impegno sacro e inviolabile che lega le persone all'onore e alla responsabilità reciproca. Questo valore, fortemente radicato nel contesto sociale albanese, trova sorprendentemente delle similitudini con la tradizione sarda, specialmente nell'ambito agro-pastorale.

Da persone di parola a persone di parole

Tornerete in Serie bee

Ebbene sì, io c’ero sabato sera a San Siro a tifare Cagliari, in silenzio, nel settore dei milanisti, ma con la maglietta dei 4 Mori. Tifo per questa squadra da quando avevo 8 anni, dai tempi di Gigi Riva.
Tornerete in Serie bee
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