C’è una nuova economia che prospera silenziosamente sotto i nostri occhi. Non produce beni, non innova processi, non risolve problemi.
C’è una nuova economia che prospera silenziosamente sotto i nostri occhi. Non produce beni, non innova processi, non risolve problemi.
L’Europa si trova oggi davanti a un bivio che non riguarda soltanto la sua collocazione geopolitica, ma la sua stessa capacità di esistere come soggetto politico nel mondo che sta emergendo.
C’è una frase che attraversa i secoli con la leggerezza inquietante delle verità semplici: gli uomini sono portati a credere in quello che hanno più piacere.
PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI - Titolo originario
Se dovessi riassumere quello che si prova quando non si vive in Sardegna, pur avendoci le radici, è l’istantanea del porto che si allontana. Il momento in cui la nave si stacca dalla banchina e le luci di Porto Torres, Olbia, Golfo Aranci, Cagliari si fanno sempre più lievi e sfumate, sino a sciogliersi in un impalpabile contorno che lascia spazio a un mare che sembra sconfinato e che collima con uno straziante stato d’animo. È la sensazione di ignoto, il martellante presentimento di non poter far ritorno a breve, la percezione di scollamento da qualcosa che, anno dopo anno, comincia inevitabilmente a non appartenerti più. Da quel preciso istante in cui l'immagine della banchina si stropiccia come una vecchia foto riparte, in un ciclo infinito, una ruota sentimentale fatta di contrasti, ossimori, consapevolezza e speranza, malinconia ed entusiasmo che dialoga con un calendario diverso da quello della quotidianità. Un calendario di ricorrenze, occasioni, ponti, ferie. Il calendario di chi non vive più in Sardegna con il corpo, ma vi ha lasciato un pezzo d'anima.
Negli ultimi anni, il mondo ha assistito a un progressivo allontanamento dai principi democratici in molte nazioni un tempo considerate bastioni della libertà e della partecipazione popolare: la democrazia sembra sempre più un orpello di cui il capitalismo può fare a meno.
Karim Aga Khan IV, P r i n c i p e e Imam musulmano della comunità degli Ismailiti Sciiti, cui venne attribuita tra gli anni cinquanta e sessanta, la creazione della Costa Smeralda, è venuto a mancare il quattro febbraio all’età di ottantotto anni. La sua dipartita, ma anche tutta la sua vita e il legame con la Sardegna ha però suscitato, come era ragionevole aspettarsi, una serie di reazioni e prese di posizione contrastanti sia all’interno che fuori dall’isola.
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via." Con questa frase, Cesare Pavese cristallizza un'idea che trascende il tempo e le generazioni: l'importanza di avere un luogo d'appartenenza, un rifugio dell'anima, un posto che dia un senso di continuità alla nostra esistenza.
Nel cuore della cultura sarda, come ben descritto da Salvatore Cambosu nella sua opera Miele Amaro, convivono due anime apparentemente contrastanti: un forte individualismo nelle attività lavorative e imprenditoriali e una profonda solidarietà nei confronti del prossimo nei momenti di necessità. Questa duplice natura ha forgiato nei secoli l'identità dell'isola, creando un tessuto sociale basato su un equilibrio sottile tra autonomia e appartenenza comunitaria. Tuttavia, con il trascorrere del tempo e l'avvento della modernità, questa rete di protezione collettiva si sta lentamente dissolvendo, lasciando il posto a dinamiche sociali più fluide e meno vincolanti.
Il concetto di "besa" in Albania rappresenta un pilastro fondamentale della cultura tradizionale, incarnando un impegno sacro e inviolabile che lega le persone all'onore e alla responsabilità reciproca. Questo valore, fortemente radicato nel contesto sociale albanese, trova sorprendentemente delle similitudini con la tradizione sarda, specialmente nell'ambito agro-pastorale.
“Sardegna, terra di contrasti e armonie, custode di una storia millenaria che si riflette nei canti, nei balli, nell'artigianato e nelle tradizioni”.
Questo patrimonio unico rappresenta l'identità profonda di un popolo, ma in un mondo sempre più globalizzato e standardizzato, le sfide per conservarlo senza banalizzarlo sono immense e ricche di pericoli.
Sardegna, terra di contrasti e armonie. Mosaico culturale che racconta la sua storia millenaria attraverso le tradizioni, i canti, i balli, e l'artigianato. Tuttavia, in un mondo sempre più globalizzato e standardizzato, la sfida di preservare queste eredità senza scivolare nella banalizzazione o nella folklorizzazione è più urgente che mai.