Sono nata dall’incontro di due terre forti e diverse: la Sardegna e la Puglia.
Sono nata dall’incontro di due terre forti e diverse: la Sardegna e la Puglia.
“Sono ben lontana dalla figura dell’emigrato nostalgico che vive quel ‘mal di Sardegna’ come argomento principale della propria esistenza. Amo la mia terra natìa, ne riconosco i pregi, ma ne vedo anche i difetti e le criticità. Ho avuto la fortuna di nascere su quest’Isola bellissima, ma ho scelto di vivere in una città altrettanto bella e, soprattutto, stimolante. Alla Sardegna guardo con affetto e sofferenza, talvolta persino insofferenza. A Berlino guardo con amore e immensa gratitudine.”
Una vita dedicata alla promozione della Sardegna. Attorno alla passione per l’Isola, la sua cultura e le sue tradizioni ha costruito la sua competenza e professione. Lei è Simona Dedoni, nata a Cagliari nel 1975, barbaricina per stirpe e per indole.
Lanfranco Dettori, conosciuto da tutti con il nome Frankie, è il fantino sardo più celebre al mondo. A fine anno compirà 50 anni. L’unica certezza che ha nella sua vita è quella di non avere alcuna intenzione di scendere da cavallo. «Ogni giorno c’è qualcuno che mi chiede quando andrò in pensione, ma per il momento la cosa non è in programma». Carta d’identità alla mano, Dettori è conscio d’aver imboccato l’ultimo rettilineo della sua straordinaria carriera, ma fintanto che seguiterà ad essere così richiesto, resterà in sella.
Un anno nel deserto ghiacciato dell'Antartide a sperimentare l'atmosfera, il cielo, la terra e la biologia dell'uomo. Sono questi i temi al centro degli studi che il PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), l'ENEA (Agenzia per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), e il CNR (Consiglio Nazionale delle ricerche), in collaborazione con l'IPEV francese (Institut Polaire Paul-Emile Victor) affronteranno, inviando tredici professionisti europei in una mission quasi impossible.
Cosa ha comportato e cosa comporterà la proposta del referendum sulla Brexit per gli italiani che vivono a Londra e in Inghilterra? Nel giorno della votazione, a poche ore dal verdetto, ne abbiamo parlato con Filomena Campus, artista sarda attiva nel panorama musicale e teatrale londinese dal 2001.
Anno 2005, vivevo a Valencia, capoluogo della Comunità Valenciana, terza città della Spagna, a sud-est del Paese a circa metà strada da Barcellona (più a nord lungo la Costa) e Madrid, che si trova esattamente al centro della Penisola Iberica.
Quante volte abbiamo preso il bus Barcelona-Valencia per rientrare a casa assieme agli amici Erasmus che partivano con me dalla Sardegna. Spesso eravamo stanchi, l’aereo Alghero-Girona partiva alle 22.30 ed entro l’1 di mattina dovevamo essere alla Estación del Norte di Barcellona. Spesso non riuscivamo a salire per qualche piccolo ritardo o perchè il bus era pieno. Non si poteva prenotare ancora il posto online. Allora dovevamo stare tutta la notte in giro, e poi, stremati sul bus, crollavamo.
Volete sapere cosa si prova a stare in una città che é sotto attacchi terroristici? PAURA.
Io ho avuto la sfortuna di saperlo. Sapete quando si dice ‘trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato’. Ecco io ero lì. Ma ringraziando il cielo sto bene.
Vivo in Francia da due anni e mezzo, faccio parte dei tanti ‘sardi emigrati’ all’estero, che partono con la speranza di costruire un futuro migliore, ma con sempre il sogno di poter tornare a casa un giorno. Questo desiderio diventa ancora più forte quando ti rendi conto che la tua vita potrebbe essere in pericolo e inizi a chiederti se valga la pena stare lontana.
All’ombra della Bela Madunina, i milanesi non rinunciano a piccoli momenti di relax per stare con se stessi. Piazza Duomo è indubbiamente un punto strategico per osservare il mondo, conoscere culture e modi di essere, espressioni di un’umanità di passaggio che si incontra freneticamente. Alle volte ti soffermi, supportata dall’imponente monumento equestre a Vittorio Emanuele II, e permetti al tempo di tatuarti addosso la varietà di persone che quella piazza offre.
Si è svolto in Sardegna nel corso dell’ultimo week end, un educational organizzato da Eurotarget – F.A.S.I. che ha interessato i responsabili delle associazioni degli emigrati sardi coinvolti nella bigliettazione da e per la Sardegna. Un momento conviviale, una forma di riconoscenza dei vertici F.A.S.I. per l’impegno profuso in questi anni di grande lavoro per fornire un servizio importante per tutti coloro che hanno voluto trascorrere il loro periodo di vacanza nell’isola: sardi e non, va specificato.
Faceva freddo quel 1 gennaio 1944, ma Dionigi Puddu non ci fece così caso.
Ogni volta che torniamo, aspettiamo con ansia il momento dello sbarco. Ci coglie questo sentimento, che si scioglie poi nel sollievo, sentendo sotto i piedi la nostra terra. Nel momento della partenza, invece, il magone ci assale. Figuriamoci com'era un tempo, quando "zumpare su mare!" era un fatto eccezionale, un salto verso l'ignoto. E' un timore antico, da isolani, che ci portiamo dentro. Un timore che è diventato paura e dolore per centinaia di migliaia di persone in questo dopoguerra, quando hanno preso la strada dell'emigrazione. Migliaia di storie: ognuno ha i suoi ricordi, la sua personale esperienza.
Maria Adelasia Divona, nata a Nuoro 39 anni fa, è cresciuta a Sassari. Il padre è originario della provincia di Rieti. La madre è di Bono. Nel suo dna, l’emigrazione: vive in Friuli dove svolge l’attività professionale di sociologa con un passato da atleta come giocatrice di pallamano ad Enna. Laurea in Scienze Politiche all’Università di Palermo, e poi il dottorato di ricerca in sociologia ma, soprattutto, l’incontro con i Gesuiti dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” di Palermo, presso il quale ha frequentato il master in politiche pubbliche e ha avuto la possibilità di specializzarsi in Spagna e negli Stati Uniti. Ora che vive in provincia di Udine, ha imparato a sentirsi a casa e vicina affettivamente a quei sardi che in queste terre hanno fatto la storia con la Brigata Sassari nella Prima Guerra Mondiale. E del suo forte legame e il senso di appartenenza ai “Dimonios”, è nato quell’ambizione di avvicinamento alla carriera militare.
È una dei trenta esperti, quasi tutti under 40, reclutati nell’Ufficio del Gabinetto di David Cameron(l’equivalente italiano di Palazzo Chigi). Con un compito importante: riformare il sistema legislativo britannico. Alice Pilia, 35 anni, sposata da nove, è originaria di Ussana in provincia di Cagliari e dal 2004 vive a Londra. Di sé dice: “Non mi sento una cittadina inglese, mi sento una londinese: a Londra – spiega – il 42 per cento delle persone è nata fuori dall’Inghilterra. Qui è un melting pot e io ci sto benissimo”.