Ho letto con grande interesse l’articolo del mio compaesano Giorgio Piras, intitolato “La mia Tiana” e pubblicato qualche giorno fa su Focusardegna.
Ho letto con grande interesse l’articolo del mio compaesano Giorgio Piras, intitolato “La mia Tiana” e pubblicato qualche giorno fa su Focusardegna.
DI MARGHERITA ZURRU*
L’otto marzo è Tonina, 83 anni, la patente di guida nel cassetto da 40, sempre rinnovata con cura e tirata fuori quando suo marito, a causa di qualche problemino di salute, non ha più potuto guidare. E siccome la vita l’ha abituata a ben altre sciagure, non si è certo persa d’animo, con granitica risolutezza ha superato le resistenze di figli e nipoti, preso lezioni di guida e speso i suoi risparmi in un’auto con le marce automatiche. Poche settimane dopo, gira libera per le strade della sua città. Vedeste che sguardo fiero sfodera, mentre mi dice: “Me ne sento sessanta, non uno di più”. Vedeste con quanta ammirazione la guarda sua nipote, poco più di vent’anni e tutta una vita di sfide davanti.
Sono nato qui. Non sono in grado di individuare un momento preciso in cui iniziano i ricordi. È una sequenza ininterrotta di raffigurazioni e sensazioni che ti porti dentro. Alcune più nitide e ben definite, altre più sfocate, forse nemmeno reali ma risultato della tua immaginazione e fantasia di bambino.
Di Emiliano Deiana
Scrivere aiuta. Prendere appunti, segnarsi date e accadimenti, tenere un diario (più o meno) segreto, ci serve per ricordare. Un anno fa, in Sardegna, ancora non era comparso il Paziente Zero: di Covid19 se ne parlava - reduci dal Carnevale - come un’eventualità lontana. Adesso, in Zona Bianca, è utile ripercorre a ritroso il cammino difficilissimo intercorso fino a qua.
Di Emiliano Deiana
La Sardegna è un’isola di santi, di navigatori e di “disquisitori di politiche di contrasto allo spopolamento”. Alla vigilia della decisione sulla programmazione dei fondi sul Recovery Plan Next Generation Ue questi ultimi si sono eclissati; sono restati i santi - pochi, in verità - e i navigatori.
*DI MATTEO PORRU
La pioggia scende forte, pare spacchi i vetri.
Inizia così l’intervista che Rosaria Floris fece al me sedicenne, qualche mese prima dell’uscita del mio primo romanzo. Le sarebbe servita per il suo nuovo libro, un sequel di Costruens: costruttori in punta di penna, che avrebbe dovuto raccogliere le storie delle personalità distinte della Cagliari moderna. Ma non lo sapevo, io, mentre chiacchieravo. Sapevo solo che voleva fare una chiacchierata con un microfono, per riascoltarla. Poi la vita le ha fatto una smorfia. Nelle ultime chiamate al telefono, la malattia le aveva reso la voce pastosa e stanca, ma non era riuscita a toccare la testa, e che testa, che aveva raccontato storie e persone per anni.
La celebrazione del Carnevale ha origini molto antiche che portano lontano nel tempo, ai greci, ai romani, alle feste in onore di Dioniso, dio del vino e del piacere, che veniva invocato attraverso riti sacrificali per il rinnovo del ciclo vitale e della fertilità della terra.
Di Emiliano Deiana
Fin quando ci saranno storie da raccontare il mondo non avrà il tempo per finire. Le storie non le devi andare a cercare; sono loro che vengono a trovarti se hai un cuore che non sia vigliacco. Ero in Corsica per motivi che nulla avevano a che fare con questa storia. Tornavamo verso Bonifacio per imbarcarci. Nell'ora del mezzogiorno e decidiamo di arrivare a Propriano - sul mare - per mangiare un boccone.
*DI MATTEO PORRU
Il mondo, visto da Lula, è fatto di alberi e nuvole. Che poi Antonio Mura mica c’è nato, a Lula. È nato a Bono, in pieno ottobre, nel 1908. A Lula ci cresce, con lo zio Giovanni Antonio, che di lavoro fa il sacerdote ma di vocazione ne ha anche un’altra: scrive, tra l’altro non male. Pubblica un romanzo, La tanca fiorita, per i tipi di una casa editrice di Milano, nel 1935, ma Antonio ha già ventisette anni, una laurea in pedagogia con una tesi complicatissima sull’opera hegeliana, l’abilitazione all’insegnamento di storia e filosofia e parecchi testi pronti da pubblicare. C’è un solo modo per non cadere nell’omonimia con lo zio: cambiare nome. Ed è quello che fa: aggiunge il cognome della madre, usa diminutivi, gioca con le crasi. Di fatto, quest’uomo si firmerà come Antonino Mura Ena, Antonio Mura Ena e Antonio Murena: uno e trino. Insegna all’Istituto Magistrale di Nuoro, poi scavalca il Tirreno e si trasferisce a Roma e prende una cattedra al Collegio di Santa Maria.
*DI MARCO SECHI
Durante la pandemia influenzale il dibattito sulla scienza è divenuto celebre nell’opinione pubblica e spesso ci siamo ritrovati a mettere in discussione l’opportunità delle cure mediche, come ad esempio quella del vaccino. Generalmente, si è tentato di dare nuova forza alla dignità della medicina, ma comunque ci si è sempre ritrovati a dover rispondere alle continue insinuazioni dei cosiddetti negazionisti. Costoro rifiutano aprioristicamente qualunque risultato che derivi da uno studio accademico, senza analizzare le questioni nel merito, ma sulla base di un pregiudizio che fa dipendere la scienza dalle decisioni di una presunta élite esclusiva.
*Di MARCELLO FOIS
Vorrei che si cominciasse a discutere della faccenda “cosa fare di ciò che è rimasto della casa di Bustianu?” senza troppi manicheismi e senza la tendenza locale ad estremizzare. Quando si estremizza è solo perché manca il materiale storico, scientifico, psicologico, etico per mettere in campo gli argomenti. E occorre considerare la realtà così com’è non per destino cinico e baro, ma perché frutto di altre, precedenti, diatribe alla nuorese, cioè frutto di discussioni accesissime, ma prive di sostanza.
Di Emiliano Deiana
Nel Continente si profila la costituzione, con la larghissima base parlamentare, di un Governo Istituzionale guidato dal Prof. Mario Draghi. Non interessa, in questa sede, fare l’analisi della genesi né della palingenesi delle istituzioni italiane, ma cambiare - per un attimo - il punto di visuale e di prospettiva. Se guardiamo specularmente l’arco costituzionale che potrebbe sostenere il Governo Draghi (M5S, PD, Lega, Forza Italia, UdC, LeU, Italia Viva, Azione e +Europa) e la composizione del Consiglio Regionale della Sardegna, si può facilmente verificare che la gran parte delle forze di maggioranza (PSd’Az, Lega, UdC, Forza Italia) e di minoranza (M5S, PD, LeU) si rispecchiano nella nuova compagine governativa.
Di Emiliano Deiana
Dal dibattito pubblico, come sempre dopo le grandi fiammate, la ‘questione dei pastori’ sembra sia stata espulsa. Il prezzo del latte - oggi come nel gennaio 2019 - lo fa il mercato e non le promesse elettorali. Le difficoltà strutturali del mondo delle campagne sono le medesime di allora, le strade rurali (insieme a quelle provinciali) in uno stato di indecoroso abbandono, le forme di cooperazione soffrono dei medesimi ritardi e incapacità di due anni fa, i tavoli di filiera che pure hanno prodotto idee sembrano fermi rispetto alla velocità con cui il mondo evolve, così come appare in un endemico ritardo la discussione sulla nuova PAC 2021-2027 legata, ancora troppo, non agli investimenti e all’innovazione, ma alle misure di ‘glaciazione’ (indennità compensativa e benessere animale).