di Emiliano Deiana
Cara Sindaca, Caro Sindaco
Ti scrivo oggi per ricordare con te, con l'amministrazione comunale e con la tua comunità Sa die de sa Sardigna.
di Emiliano Deiana
Cara Sindaca, Caro Sindaco
Ti scrivo oggi per ricordare con te, con l'amministrazione comunale e con la tua comunità Sa die de sa Sardigna.
Di Emiliano Deiana*
Qualche settimana fa l’Istat ha pubblicato il “Rapporto sulla competitività e i sistemi produttivi”: un’analisi fondamentale per comprendere lo stato della nostra economia. Un Rapporto che offre uno spaccato drammatico della situazione in un contesto in cui la pandemia da Covid-19 non arretra, il Governo ha annunciato riaperture nonostante il rischio sia elevato, ci si prepara a un nuovo “scostamento di bilancio” da 40 miliardi, si presenterà - finalmente - al Parlamento la versione definitiva del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
*DI MARGHERITA ZURRU
Porto di Livorno, 10 aprile 1991. Inizialmente diedero la colpa alla nebbia. La descrissero impenetrabile, al punto da rendere invisibile l’Agip Abruzzo - una petroliera lunga 350 metri, alta sette piani, perfettamente illuminata – che era alla fonda in quel preciso punto da un giorno intero.
*DI MATTEO PORRU
L’uomo in uniforme che urla dal dolore si chiama Celestino Caddeo, ha ventiquattro anni e una gamba rotta. Anzi, distrutta. Gliela amputeranno presto, pur di salvargli la vita. Ma la vita, quella di prima, non torna più. E non tornano più la carriera militare, i piani per il futuro, la vita grande che aveva davanti. Perchè Celestino, un futuro, lo aveva eccome. Ma un giorno è andato via.
Siamo apparentemente una società di persone che parlano molto ma in realtà si tratta di logorrea usata come strategia per interrompere l’interlocutore (che non abbiamo tempo di ascoltare!).
Ultimamente in occasione della DAD si è parlato tanto di metodi d’istruzione (o distruzione?). È un argomento che mi ha sempre interessato, ovviamente con gli occhi di uno studente (sebbene per un breve periodo sia stato anche al di là della cattedra e … nel tempo libero spesso aiuti alcuni studenti a studiare).
Tutti cercano affannosamente il plauso pubblico. E i social network da qualche anno, ci hanno fornito un potente ricostituente per il nostro ego ipertrofico: il “like”.
«Gallia est omnis divisa in partes tres» come ben ricordano molti studenti è l’incipit de “De Bello Gallico”, uno dei grandi classici della letteratura latina. Una sorta di diario di guerra, scritto tra il 58 ed il 50 a.C. da Caio Giulio Cesare, impegnato nella campagna di conquista della Gallia dove fornisce un resoconto in terza persona.
*DI MATTEO PORRU
C’è un uomo a terra fuori dal tribunale di Nuoro. Si chiama Giuseppe, ha cinquantaquattro anni, gli hanno sparato. È un avvocato, un politico, un padre di un bambino che di anni ne ha dieci e di nome fa Gonario. L’agonia dura due giorni. E il ventuno settembre mille novecento otto del bambino non è rimasto niente, o quasi. Perché Gonario, nella vita che lo attende, sarà il padre che ha perso e che ha amato tanto. Per esserlo, studia e studia ovunque. Prima a Sassari, dove inizia ad appassionarsi alla letteratura italiana, poi a Firenze, al liceo classico Michelangelo. Ma poi arriva la guerra e chiama alle armi e le chiama lontano.
Di Emiliano Deiana
E' una storia che va raccontata. E dalle storie non si scappa. Dalle storie come questa, di una crudezza di carne macellata. Un paese, uno di quelli della Sardegna più nascosta e segreta. Un inverno che pare non finire più tanto è lungo e freddo. Le vie deserte, del paese.
Ho letto con grande interesse l’articolo del mio compaesano Giorgio Piras, intitolato “La mia Tiana” e pubblicato qualche giorno fa su Focusardegna.
DI MARGHERITA ZURRU*
L’otto marzo è Tonina, 83 anni, la patente di guida nel cassetto da 40, sempre rinnovata con cura e tirata fuori quando suo marito, a causa di qualche problemino di salute, non ha più potuto guidare. E siccome la vita l’ha abituata a ben altre sciagure, non si è certo persa d’animo, con granitica risolutezza ha superato le resistenze di figli e nipoti, preso lezioni di guida e speso i suoi risparmi in un’auto con le marce automatiche. Poche settimane dopo, gira libera per le strade della sua città. Vedeste che sguardo fiero sfodera, mentre mi dice: “Me ne sento sessanta, non uno di più”. Vedeste con quanta ammirazione la guarda sua nipote, poco più di vent’anni e tutta una vita di sfide davanti.
Sono nato qui. Non sono in grado di individuare un momento preciso in cui iniziano i ricordi. È una sequenza ininterrotta di raffigurazioni e sensazioni che ti porti dentro. Alcune più nitide e ben definite, altre più sfocate, forse nemmeno reali ma risultato della tua immaginazione e fantasia di bambino.