Per la sensibilità contemporanea la vendetta appartiene al passato, a contesti marginali o “primitivi” dove lo Stato non arriva e la legge viene sostituita dalla forza.
Per la sensibilità contemporanea la vendetta appartiene al passato, a contesti marginali o “primitivi” dove lo Stato non arriva e la legge viene sostituita dalla forza.
I fari sono, da sempre, simboli metaforici di speranza, presenza, luce e ricerca.
Tra paganesimo e cristianità, niente cambia tutto si trasforma.
A Bonorva, vicino a Sassari, c’è un luogo magico dove paganesimo e cristianità si sono fusi, sovrapposti nel tempo, dove al culto, e alla devozione per i defunti, rituali ancestrali e arcaici si sono susseguite le celebrazioni delle messe paleocristiane, un luogo della continuità, dove tutto si è trasformato e nulla è cambiato. Una delle prime chiese nel tempo delle persecuzioni, un tempio cristiano costruito in uno spazio pagano simbolo dell’evoluzione della sacralità nel tempo, che niente cancella e tutto trasforma.
Un versante scosceso da percorrere per circa 2,5 km, caldo e afa, una leggera brezza che aiuta nella salita e conforta nella fatica, un panorama mozzafiato che spinge ad andare avanti, a vedere cosa c’è oltre, a vedere cosa c’è in cima.
Siamo diretti alla necropoli di Sa Pala Larga, un antichissimo luogo di sepoltura difficilmente accessibile, nascosto, protetto e che oggi, in via eccezionale e sotto il vigile controllo della Soprintendenza Archeologica, potrà essere visitato da studiosi ed appassionati.
Questo periodo vi potrà sembrare scontato che questo ‘strano scrittore’, scomparso per qualche tempo dalla scena della rivista, riemerga con un articolo che parla di morti e fantasmi e leggende sarde al riguardo. Premetto però che, secondo me, non c’è mai niente di scontato né ci sono tempi adeguati o inadeguati, magari tempi opportuni o inopportuni.
Comunque credo vi accontenterete.
DI MARCELLO DERUDAS*
Donne del Cielo e della terra: luci sacre e ombre diaboliche nella Sardegna di fine Ottocento
La storia che stiamo per raccontare è ambientata nella cittadina di Ossi, alla fine del XIX secolo. Come in ogni paese della hispanidad che si rispetti, anche qui il culto alla Vergine Assunta (14 e 15 agosto) è sentitissimo.
*Di Alessandra Derriu
Quando migliaia di anni fa in Sardegna vengono scavate le domus de janas (case delle fate o case delle streghe), per accogliere le sepolture dei defunti, queste diventano abitazioni, a specchio di quelle del mondo dei vivi, con porte verso l’aldilà, per l’aldilà, un mondo di pietra per ospitare i morti e favorire il loro passaggio. Abbiamo visto nell’’articolo precedente “Janas e fate, sibille e streghe porte e donne magiche in Sardegna” come la tradizione popolare da tombe-case dei morti le identifichi come dimore abitate da creature leggendarie di piccola statura che tessevano, cantavano, panificavano, predicevano il futuro, avevano il dono della profezia, le janas. In seguito le janas divennero le streghe.
Alcuni concetti si sono affermati concordemente: uno di questi è che gli uomini siano stati privilegiati, con i condizionamenti del paese d’origine e dell’epoca, nei ruoli di comando. La donna è un essere ragionevole e sensibile, ma si è spesso trovata in una situazione di dipendenza e di essere, o addirittura sentirsi, inferiore all’uomo, essendo obiettivamente più debole e più portata al sacrificio.
Di Alessandra Derriu*
In Sardegna, come altrove, il vino è protagonista ed ingrediente principe di diverse pratiche magico-superstiziose, utilizzate a scopi curativi, contro il malocchio, nelle fatture e legature d’amore. Non a caso, mai per caso. I rituali, testimoniati nei documenti dei Tribunali dell’Inquisizione, dal Medioevo all’epoca Moderna, uniscono conoscenze legate alla medicina popolare, antichissime credenze e culti pagani ad una forte religiosità e devozione.
Di Alessandra Derriu*
Conoscere il futuro è da sempre un’idea che affascina l’uomo, lo rapisce, lo illude. Dalla notte dei tempi diverse pratiche hanno accompagnato la Nostra Storia, tutte volte a svelare ciò che ancora doveva accadere. Non è nella natura umana sapere in anticipo il proprio destino, e se questo non accade, vi è una ragione. Conoscere la meta porta inevitabilmente ad influenzare il viaggio, a programmare le tappe, a gestire gli eventi, invece, la vita deve scorrere, il passato deve essere lasciato andare, il presente vissuto, il futuro arrivare.
Di Alessandra Derriu
Sepolture scavate nella roccia sono presenti in tutta la Sardegna: la tradizione popolare le chiama Domus de janas (case delle fate o case delle streghe), da tombe-case dei morti a dimore abitate da creature leggendarie di piccola statura che tessevano, cantavano, panificavano, predicevano il futuro, avevano il dono della profezia.
Di Alessandra Derriu
La parola può essere evocativa, può avere la capacità di guarire, di curare, di placare gli animi, di liberare dalla sofferenza, di salvare, di dare conforto ma anche di condannare. Con la parola si prega, si benedice e si maledice. La parola è dunque la nostra chiave di accesso al mondo, all’altro, il mezzo, la porta dalla quale possiamo lasciar passare il bene o il male: ci può convincere, ammaliare, stregare, allontanare ed avvicinare.
La penisola, stretta e lunga tre chilometri, è bagnata ad ovest dal Mar Sardo, che lì tutti chiamano Mar Vivo perché più aperto e vigoroso, frustato spesso dal maestrale. Ma sulla costa orientale le acque del golfo di Oristano, il cosiddetto Mar Morto, riparato dal vento, garantivano approdi sicuri.