Il Punto

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Elogio delle piccole cose

di MARIA GIOVANNA DESSI'

 

Le piccole cose sono quelle che vediamo con una grande apertura dello sguardo

e alle quali decidiamo di dedicare il nostro tempo.

Non è semplice trovarle, come quando decidiamo in piena notte di fotografare le stelle,

i pianeti o la luna.  Per vedere le piccole cose nella vita di tutti giorni è importante camminare lentamente, con le gambe e con il cuore. Provare a osservare con occhi nuovi ciò che circonda, leggere negli sguardi, capire le sfumature dei colori, sentire il profumo che ci circonda, non dare nulla per scontato.

Le piccole cose nascondono grandi segreti. Possono farci viaggiare nel tempo e nello spazio.

Ci permettono di nutrire la nostra curiosità, di imparare a conoscerci meglio e a comprendere gli altri.

Elogio delle piccole cose

Il tempo di chi non c'è più

di EMILIANO DEIANA*

Parlare della morte non è di moda. Forse non lo è mai stato. Forse non lo sarà mai. 

Eppure, in questo tempo mediano, in questo Medioevo pandemico tornano alla ribalta i morti, le loro storie, le loro vicende minime, gli affetti, i lasciti, le assenze, il vuoto, la lontananza, la distanza messa fra le spoglie e il ricordo di ciò che è stato e mai più sarà. Quante volte abbiamo sentito, in questi lunghi mesi che sembran secoli, le sirene delle ambulanze allontanarsi da città e paesi e il pensiero che si allunga nel suono ansiogeno della domanda: ci rivedremo ancora? O nel terrore asintomatico o cortisonico che fa soffiare la certezza di dire: non ci vedremo più!

Il tempo di chi non c'è più

Cambiare la scuola per cambiare la Sardegna

di DANILO LAMPIS*

Uno dei principali indicatori per valutare lo stato di salute di una democrazia e del suo sistema economico e sociale, è il numero di persone che vengono perse dalla scuola e dal sistema formativo nel suo complesso. La Sardegna non è in forma: se dovessimo mutuare il linguaggio utilizzato per la crisi epidemiologica, viviamo nella zona rossa per quanto riguarda i tassi di abbandono scolastico e povertà educativa.

Cambiare la scuola per cambiare la Sardegna

Cosa è rimasto ai sardi della Sardegna

di LAURA FOIS*

Se dovessi scrivere un pezzo per il finale di quest’anno, probabilmente sarebbe meglio consegnarlo a qualche testata, blog o post di Facebook alle 23:59 del 31 dicembre. L’ultimo minuto disponibile, l’ultimo istante di un 2020 che si è portato via dai più grandi (da Kobe Bryant a Maradona, ma la lista è lunga) ai comuni mortali. Perché mai come quest’anno la morte, la rabbia, la tristezza, la frustrazione, la perdita e la solitudine sono state così evidenti.

Cosa è rimasto ai sardi della Sardegna

Salvatore Farina, un uomo, un gigante

Di MATTEO PORRU

Il più grande di tutti non lo ricorda nessuno, o quasi. Perchè Salvatore Farina, in settantadue anni e quasi altrettante opere e con infiniti sgambetti del destino, è stato davvero il più grande e prolifico autore sardo dell’Ottocento. Di più: Farina è riuscito, con coraggio e uno stile elegante e armonioso, a raccontare l’uomo, le sue crisi e le sue contraddizioni, senza la scienza verista ma con una profonda coscienza umana, scavando dentro il mondo e dentro se stesso riga dopo riga. È un’arte per l’arte, la sua scrittura, e un gigantesco atto di fede e di rivalsa. 

Salvatore Farina, un uomo, un gigante

La Sardegna degli stereotipi comincia dall’arrivo

Di Sara Muggittu*

Dall’accoglienza in aeroporto alla commercializzazione del folklore in nome di una decantata e usurata idea dell’ospitalità sarda.

Il 2020 è proprio un anno da cancellare in tutti i sensi, compreso quello turistico. 

Tra le tante cose che non mi sono mancate c'è sicuramente il teatrino desolante delle nostre tradizioni, allestito in strada o nelle piazze. E non solo lì.

La Sardegna degli stereotipi comincia dall’arrivo

Destinazione Sardegna

di ALBERTO MARCEDDU*

Di dove sei? Italia. 

Di dove? L'isola, Sardegna. 

Sicilia? No, Sardegna.  

È sempre questa la risposta che si riceve quando si parla dell'isola sarda ad un extraeuropeo. Nessuno ci conosce, eppure siamo al centro del Mediterraneo. Siamo al quarantatreesimo posto tra  le isole più grandi al mondo. 

Destinazione Sardegna

Quattro passi in questo tempo di mezzo


Di Emiliano Deiana

Cammino per le strade vuote. 

La via lastricata si srotola mentre procedo, avanzando. 

Il Corso è identico a come lo ricordavo, identiche le pietre, le case, identici gli occhi delle case nelle cui viscere la vita accade: l’amore, la malattia, la violenza, le lacerazioni, le speranze, la morte. 

Tutto accade, lì, nel silenzio. 

Quattro passi in questo tempo di mezzo

FocuSardegna a più voci 

In questo momento storico che ci vede impegnati ad affrontare una crisi sanitaria, economica e sociale, dai contorni sempre più incerti, sono fondamentali 3 cose: dialogo, approfondimento, suggestione

Per questo, abbiamo deciso di chiudere l’anno accendendo i riflettori su tutte e tre. 

FocuSardegna avvia una nuova linea editoriale. Lo fa rimarcando ancora di più la sua identità: uno luogo di dialogo aperto alla libera partecipazione.

FocuSardegna a più voci 

Un parco residenziale chiamato Sardegna

Ci sono due modi per affrontare i problemi del turismo nell’isola.

1) Porsi dalla parte del viaggiatore, di colui che sbarca in uno dei porti o aeroporti, che deve raggiungere la meta designata, che necessita di strade o di servizi di trasporto pubblico adeguati, che ha bisogno d’informazioni e supporti di assistenza adeguati e strutture ricettive idonee alle più disparate esigenze.

2) Oppure porsi nei panni di chi, questo tipo di risposte, deve, prima o poi, offrirle in termini reali e tangibili, ma per questo motivo deve avere la possibilità di effettuare con una certa lungimiranza investimenti adeguati, disporre di una mano d’opera preparata, non essere oberato da diseconomie che rendono fin dall’inizio perdente qualsiasi iniziativa.

Un parco residenziale chiamato Sardegna

Per la ripresa: meno burocrazia ed erogazioni di denaro più rapide alle imprese

In questi giorni si registra, tra gli osservatori politici, istituzionali accademici ed economici, il quasi unanime convincimento che la sola via di uscita dalla situazione che attraversiamo presupponga un massiccio intervento finanziario pubblico in campo economico e, al tempo stesso, la momentanea sospensione di norme sui bilanci pubblici che, ormai palesemente, impediscono adeguate misure di politica economica e che, per tale ragione, dovrebbero giustificatamente essere passibili di deroghe.

Per la ripresa: meno burocrazia ed erogazioni di denaro più rapide alle imprese

Una nuova libertà:#tuttoquellochefaremo

Sono cresciuto a Sassari. Una città in cui lo spirito urbano e moderno si coniuga con i valori della Sardegna. Le tradizioni come i Candelieri e la Cavalcata Sarda si uniscono alla parte più moderna della città. La passeggiata in Via Roma, l’arrivo in Piazza d’Italia, quante volte abbiamo camminato in queste strade. Ma l’anima della città in cui mi piace passeggiare ogni volta che torno è il centro storico: Piazza Santa Caterina, il Duomo, le vie in cui ci sconsigliano di camminare perché pericolose. Ma cosa è pericoloso di fronte al virus che tutto livella?

Una nuova libertà:#tuttoquellochefaremo

Quel viaggio sul Trenino Verde: #tuttoquellochefaremo

Il 4 Marzo, data per me importante, finalmente i 40 anni. Torta, amici, nipoti e parenti. Una domenica in arrivo con tantissimi viaggiatori. È da mesi che abbiamo organizzato questi viaggi, i turisti sono euforici, ogni giorno mi scrivono chiedendo maggiori dettagli. “Che bello, domenica finalmente saremo su quel trenino, un viaggio che abbiamo tanto desiderato.”

Il 4 Marzo, pomeriggio, soffio le candeline, taglio della torta. 

“Mamma, dice che sospendono l’attività didattica!”

Ore 20.00 la notizia diventa ufficiale, sospese le attività didattiche sino al 15 Marzo.

Il 5 Marzo leggiamo il decreto, iniziamo a prendere tutte le precauzioni, iniziamo ad annullare il viaggio dell’8 marzo.

Quel viaggio sul Trenino Verde: #tuttoquellochefaremo
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