Il Punto

Il punto

Impossibile non amare la Sardegna e i sardi. Emozionante lettera di un turista vicentino in vacanza

Sono da poco rientrato da due settimane trascorse in giro per la Sardegna. Non ho scritto nulla sui miei spazi social durante i miei giorni nell’isola. Ho lasciato parlare le molte immagini fotografiche, abbagliato da ciò che vedevo, sentivo, odoravo, gustavo e toccavo. Perché l'isola mi è esplosa intorno, e inevitabilmente mi è esplosa anche dentro. Ma poi il risultato di queste deflagrazioni necessita di tempo per posarsi e decantare e ci vorrà ancora ulteriore tempo per coglierne appieno l'essenza e la persistenza. 

Impossibile non amare la Sardegna e i sardi. Emozionante lettera di un turista vicentino in vacanza

Chi ama la Sardegna...lo sa!

4 giugno ore 5,40 ingresso porto Olbia.Chi ama la Sardegna arriva in nave con la propria auto,magari facendo enormi sacrifici..prenotando in inverno per risparmiare. Ma poi quando è sbarcato si mette in viaggio alla ricerca non solo delle spiagge e del mare fantastico ma sopratutto dei paesi interni dove si trova il vero artigianato locale e i veri prodotti locali genuini.

Chi ama la Sardegna...lo sa!

La Poesia: "Uno scorcio di Sardegna"

Da Capo Teulada, lembo estremo poetico

il mar Tirreno che si riflette sulle bianche

spiagge e le dune, gobbe al sole mai stanche

né esausto agli occhi un caldo saturo cuore

d’ isola il suo patrimonio assolato di colore.

Giare e tacchi colline come in un quadrante

d’orologio una clessidra vasta e pianeggiante;

rocce di calcare e di dolomia

come sul Gennargentu catena coi rifugi

al vento l’aria pettinando la Taxus baccata

i pochi residui della vita sulla morte

che speranza sui rami, dell’altura prospera

e procrea l’aria  di Sardegna che

del vento spira la sua porta, su “ pietre spaccate “

cima rotonda e spoglia Punta La Marmora

coi suoi nevai di temperatura l’altitudine.

FABIO STRINATI

La Poesia: "Uno scorcio di Sardegna"

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici, osservando quanta poca considerazione abbiamo della loro grande civiltà e del patrimonio culturale che ci hanno inconsapevolmente regalato.
Certamente penserebbero che siamo pazzi, che viviamo completamente sconnessi dalla spiritualità, fondamento della loro vita e del loro modo di essere, inseguendo Dea Ignoranza e Dio Denaro.

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici

La mia Sardegna

365 giorni..questi i lunghi giorni che mi separano da LEI, da viaggio a viaggio. Ogni anno l’estate dovrà scorrere in fretta per accogliere, al più presto, SETTEMBRE…quel mese che per me, ormai, significa SARDEGNA! Il lungo viaggio in traghetto è il mio dormiveglia, un momento di sospensione  finchè, alle prime luci dell’alba o allo spuntare della luna, riesco a scorgere- nonostante la miopia- la sagoma di Tavolara che, imponente, sembra aspettarmi con impazienza e salutarmi…in quell’attimo mi si gonfia il cuore e mi abbandono al mio SOGNO. Sogno che da qualche anno è diventato nostro, perché la meraviglia è ancora più bella in due. Non so spiegarmi la natura o l’intensità di questo legame con l’isola anche se, velatamente ed in sordina, ha sempre fatto parte della mia vita.

La mia Sardegna

FocuSardegna, la rinascita di un'idea

Che cosa significa, oggi, fare un giornale on line? Che cosa significa rimodulare un’idea, tenendo fede alla sua origine, alla sua identità ma con un taglio più moderno?

Ce lo siamo domandato più e più volte, in questi sei anni da quando, nel 2013, Focusardegna ha visto la luce. 

In questi anni siamo cresciuti e abbiamo mantenuto salda la nostra brand awareness sui social, abbiamo continuato, sul sito, a raccontare la nostra idea di Sardegna, i suoi protagonisti, i suoi luoghi e le sue meraviglie, le sue criticità e le sue eccellenze.

FocuSardegna, la rinascita di un'idea

Ecco svelato il problema del prezzo del latte ovino in Sardegna

Ieri la manifestazione dei pastori si è chiusa con la promessa, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore all'agricoltura e dei capigruppo, di destinare 35 milioni alle ragioni e alle richieste del Movimento Pastori sardi.
La prima domanda, tralasciando le questioni di metodo a cui purtroppo sono tristemente abituato, è sempre la solita: dove li troviamo?
Dubito si tratti di risorse dimenticate in qualche meandro del bilancio, un po' come quando capita di trovare una banconota sgualcita nelle giacche invernali riposte nell'armadio al cambio di stagione.

Ecco svelato il problema del prezzo del latte ovino in Sardegna

La vita dei pastori è la vita della nostra terra

Come non rivolgere un pensiero a Fabrizio Argiolas, il pastore rimasto ustionato nel tentativo di mettere in salvo il suo gregge dalle fiamme. 

Fabrizio ha messo a rischio la sua vita per la sua vita: le sue pecore.  

E' forse difficile da comprendere per chi non vive in prima persona l'essere pastore o per chi è lontano dal mondo delle campagne ma ritengo che, almeno una parola di conforto, un incoraggiamento, un abbraccio sentito Fabrizio lo meriti, in mezzo al frastuono - social e non - che spesso risuona indebitamente. 

Siamo talmente presi dalla frenesia delle nostre giornate che raramente riusciamo a fermarci sopra un pensiero, o un fatto. Oggi tutto scorre velocissimo e la sera spesso arriva senza aver vissuto un attimo di silenzio. 

La vita dei pastori è la vita della nostra terra, la loro storia la nostra storia di sardi. Credo che oggi la Sardegna sia chiamata a fermarsi almeno un attimo e a riflettere sul gesto di Fabrizio, di straordinaria bellezza nella sua ordinarietà. 

E' bello pensare e sperare di poter avere sempre qualcuno che ci dedichi la stessa cura e attenzione che Fabrizio ha rivolto al suo gregge. 

La storia della Salvezza, nella Bibbia, è ricchissima di immagini e simboli relativi alla figura del pastore.

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (Sal 23,1-4). 

Ecco, oggi è bello soffermarsi un attimo in silenzio su quanto accaduto a Fabrizio, un pastore sardo, che ha messo a rischio la sua vita per la sua vita. Rispetto e ammirazione. Ed un augurio di pronta guarigione. 

La vita dei pastori è la vita della nostra terra

Che emozione, Fabio

Che emozione Fabio, quando nella prima tappa con arrivo in salita di questo tour, hai sfidato quel 20% di pendenza e, alzandoti sui pedali, hai danzato sino all’arrivo di Planche des Belles Filles. Un trionfo in solitaria e per distacco, indossando la maglia tricolore come Vincenzo Nibali nel 2014.

Che emozione Fabio, quando in quell’ultimo e interminabile rettilineo in salita di Peyragudes, prendesti il coraggio in mano e sfidasti tutti. 350 metri di pura sofferenza, te lo si leggeva in faccia. Uno sprint al cadiopalma che ci ha tenuti con il fiato sospeso. Arrivasti secondo, ma fu il trionfo.

Che emozione Fabio, quando hai indossato quella maglia. Come Nibali, come Pantani. Quel colore che intonava perfettamente con il tuo sorriso. Eri lì, in alto, dove mai nessun altro sardo era stato. C’eri tu, ma è come se ci fossimo stati tutti noi.

Poi arrivarono le Alpi. Tanti chilometri sulle gambe e una squadra decimata da cadute e ritiri. Sei spesso rimasto solo a combattere contro corridori ben più attrezzati. E nel vederti combattere sino alla fine, devastato dalla stanchezza ma senza mai arrenderti, non fu solo emozione, fu soprattutto orgoglio.

Coraggio Fabio, fai tesoro di questo quinto posto, perché noi lo sappiamo, prima o poi, come la Vuelta, anche il Giro e il Tour saranno tuoi. E noi, come sempre, saremo lì a fare il tifo per te.

 

 

Che emozione, Fabio
Image