"Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli.
- Marco Sideri*-
-Mariella Cortes*-
Alla fine di un’estate purtroppo andata male, nello sbandierare “ Vado in Sardegna!” mi sono divertita a guardare di cosa si accendevano le pagliuzze negli occhi di chi mi stava di fronte: Costa Smeralda, Stintino, La Maddalena, spiaggette bianche, mari da sogno. Non sono riuscita a vederci nemmeno un piccolissimo villaggio nuragico, una launeddas, un antico costume…figurarsi una pecora sarda!
"Tra qualche giorno lascio questa meravigliosa isola per rientrare a casa in "continente". Ho fatto con mio marito un bellissimo percorso in moto da Alghero a San Pietro, lungo la costa della Sardegna occidentale, entrando anche all'interno fino alla Barbagia. Amiamo tutto di quest'isola che tentiamo di riscoprire ogni anno per terra e per mare in un totale incanto di sensi.
- Simone Tatti*-
-Antonello Menne*-
-Mariella Cortes*-
Tre casi recenti indicano che per le fondazioni bancarie le lezioni della crisi sembrano essere servite a poco. Continuano a perpetuare un sistema in cui la politica ha un ruolo primario di controllo sul sistema bancario. I rischi per l’economia italiana.
-Mariella Cortes*-
Da anni oramai si dibatte in merito a quali azioni si possano intraprendere per favorire lo sviluppo economico della Sardegna. L’analisi storica è inclemente, le politiche industriali anni ’50 e ’60 non hanno funzionato, i casi Alcoa – Portoscuso sono punte di un iceberg che caratterizza tutto il territorio sardo (la Nuova Sardegna riporta che ogni giorno in Sardegna muoiono 27 imprese).