Manuela e Mario, due artisti che si incontrano e danno origine ad un progetto musicale che dal 2019 si sta facendo conoscere ed apprezzare in Sardegna. Due entità dal background dissimile ma complementare, hanno creato “Cantico del Mare”.
Manuela e Mario, due artisti che si incontrano e danno origine ad un progetto musicale che dal 2019 si sta facendo conoscere ed apprezzare in Sardegna. Due entità dal background dissimile ma complementare, hanno creato “Cantico del Mare”.
Maggie S. Lorelli, musicista e scrittrice nata ad Alghero, ha iniziato lo studio della musica a sei anni, in un primo momento apprendendo la tecnica del clarinetto e in seguito del pianoforte.
L’artista te lo immagini così: capelli che non riescono a essere disciplinati, aria assente, e uno sguardo in perenne affanno a cercare di scrutare tutto intorno. Mentre negli occhi sfreccia quel tormento che non si può risolvere, ma con quell’incanto di chi li ha appena aperti. A momenti placido come il mare il mattino presto, ma, come il mare, che un momento dopo con un refolo di vento fa appena increspare.
Giuseppe Fabrizio Lai, classe 1963, è un artista originario di Perdasdefogu. Nei suoi dipinti attinge a una vasta gamma di esperienze pittoriche e culturali, trasportando l’osservatore in una dimensione parallela, fatta di colte rielaborazioni del reale e del sogno. Una figurazione di taglio surrealista intessuta di rimandi e allusioni, in una trama che esprime una creatività poliedrica.
Sono le 17.30, il freddo è pungente e la notte ha iniziato ad avvolgere la città col suo mantello scuro.
Lei arriva all’ora esatta col sorriso sulle labbra. Esordisce scusandosi: “ho avuto qualche difficoltà a trovare un parcheggio” e mi raggiunge al tavolo dove l’aspetto.
Anche la Provincia di Nuoro, dopo circa dieci anni di vuoto amministrativo, ha una Consigliera di Parità. Ad essere eletta, il 23 settembre scorso, è Lorena Paola Urrai, psicoterapeuta villagrandese con un curriculum di tutto rispetto. Urrai sarà affiancata da Maria Chiara Sedda, Consigliera supplente.
In quella serata del 6 agosto a Tokyo, in una notte magica nell’Olimpo delle stelle dello sport, ancora ansimante per l’immane sforzo protratto mezzo minuto addietro, ha osservato trepidante il suo compagno di staffetta tagliare per primo il traguardo. Nientedimeno che quel Filippo Tortu, sardo di origine che vive in Brianza. Incredulo e sorridente, si è messo le mani fra i capelli correndogli incontro, non rendendosi ancora conto della vittoria. Una medaglia d’oro fantastica che avrebbe portato nella sua Oristano. Ha ventun anni Lorenzo Patta, di Samugheo, gareggia per il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza. Era il primo staffettista di quella miracolosa 4x100 maschile.
“Attraverso la scrittura possiamo raggiungere angoli della mente spesso dimenticati, spolverare cassetti rimasti chiusi per troppo tempo, dar voce a quella parte di noi che spesso resta sopita nell’animo, mettere a nudo contraddizioni e conflittualità che ci contraddistinguono, al di là degli stereotipi in cui ci troviamo a vivere. Attraverso la penna ho potuto viaggiare con la fantasia, evadere anche se momentaneamente dai problemi, reali e non, che mi hanno accompagnato negli anni, vivere una vita come qualche volta forse desidererei o avrei desiderato vivere, uscire da me stesso e dar vita ad altri personaggi, creare situazioni, creare vita.”
Quarant’anni fa la tragedia di Vermicino che costò la vita al piccolo Alfredino Rampi, il bambino di sei anni inghiottito da un pozzo artesiano. L’incapacità, l’approssimazione e la scarsità di mezzi dell’apparato di sicurezza di allora non riuscirono a salvarlo. Dopo quarant’anni e quattro mesi è morta l’unica persona che tentò disperatamente di riportarlo a sua madre: Angelino Licheri. Si è spento, povero come ha sempre vissuto, in una casa di riposo di Nettuno, ucciso dalle complicazioni di un diabete che dopo avergli causato la perdita delle gambe e la quasi cecità lo costringeva su una sedia a rotelle.
«Il mio rapporto con la Sardegna è fatto di un amore viscerale, che è nato quando sono partita e si è rafforzato sempre di più negli anni.»
Così Claudia Desogus, scrittrice sarda all’estero, descrive il suo legame con l’Isola, quel senso di appartenenza che quasi ogni sardo – che calpesti o meno le sue strade – porta nel cuore. «Io idolatro e idealizzo la Sardegna,» spiega ancora «anche se sono cosciente di questa mia visione parziale. Riesco a vederne anche i difetti, ma preferisco concentrarmi su tutti i suoi pregi. Mi manca, ma la porto sempre dentro di me. Forse tornerò, ma non credo che sarà prima della pensione.»
La sua è una storia da bomber dimenticato. Non in Francia, dove è considerato una leggenda e conserva gelosamente il record di capocannoniere all-time della Ligue 1, ma in Italia, la sua Patria, e in Argentina, il Paese dove è cresciuto e ha iniziato a giocare a calcio.
Andrea Doro, sassarese classe 1989, aveva svariati modi per esprimere l’amore per la Sardegna e ha preso in considerazione il metodo a lui più congeniale, ovvero attraverso la stesura di un libro. Un racconto armonioso lunghissimo composto da interviste dopo visite personali in giro per i paesini più sperduti ed intriganti della Sardegna.
«Ho sempre disegnato, è il mio modo di esprimermi.»
Alice Roggeri, illustratrice cagliaritana, ci racconta così di una passione, quella per il mondo dell’illustrazione, che dura da sempre. Autrice di due libri, “Fungaia” e “Matite, mostrilli e nuvolette: impara a colorare”, la Roggeri collabora con diversi scrittori curando la parte artistica dei loro lavori. Presto le sue opere saranno esposte in una mostra che affiancherà il IX Congresso nazionale del SISS. Noi di Tottus in Pari l’abbiamo intervistata per saperne di più.