I neuroni, multiformi cellule del sistema nervoso, sotto il microscopio sembrano una fitta trama di rami intrecciati in un groviglio. In totale ne contiamo quasi cento miliardi e furono osservati per la prima volta da un giovane medico di Pavia, Camillo Golgi, che vinse il premio Nobel per i suoi studi. Da allora sono sempre stati considerati cellule perenni: incapaci cioè di dividersi e rinnovarsi.
Ma oggi grazie alle nuove tecnologie stanno emergendo ulteriori potenzialità: la risonanza magnetica per immagini (Mri) ha consentito la ricostruzione in 3D dell’intera struttura dei neuroni, attraverso la quale si è osservato un accrescimento delle cellule della corteccia cerebrale e un recupero della capacità di differenziarsi.