Nulla dies sine linea. Così ci si riferiva al pittore Apelle che non lasciava passar giorno senza tratteggiare con il pennello qualche linea. E nessuno come Antonio Marras, genio artistico di sangue algherese, potrebbe meglio interpretare questa frase. Una vita, quella di Marras, di continue suggestioni e stimoli, di creazioni espresse e desiderate, di idee e tributi. Impossibile o quasi raccontarne le sfumature. In quel quasi c'è una mostra. Monumentale, densa, ricca di sfumature e sorprese che ha giocato, tra lo scorso autunno e questo inverno (ne abbiamo parlato qui, ndr), negli spazi della Triennale di Milano per accogliere, in un percorso sensoriale, opere, disegni e appunti del Marras che non ti aspetti.