Arte e Cultura

Dal folklore autentico al folklore turistico

Oggi le distanze fra le varie parti del mondo si sono accorciate e grazie ai mass-media è possibile instaurare fra diverse aree del nostro pianeta una fitta rete di comunicazioni che ci fanno sentire sempre più membri di una comunità globale. Tuttavia occorre ricordare come le radici e le tradizioni profonde di ogni popolo non possono essere scardinate da una cultura di massa, ma rappresentano una risorsa importante da salvaguardare nella loro individualità.

Dal folklore autentico al folklore turistico

L'Isola delle Storie. E nel tempo di un attimo è saudade

Sono passate poche ore dalla conclusione del Festival Letterario Isola delle Storie numero sedici. La sensazione è quella di esservi ancora all’interno. Solo chi resta conosce il suono del silenzio successivo al Festival. Un silenzio fatto anche di immagini, di persone, di vezzi e di sguardi pensierosi, nelle attese e negli incontri. Nei chiacchiericci lungo le vie, negli intermezzi musicali e nelle voci degli autori propagarsi per il centro storico, come attrattori magnetici.

L'Isola delle Storie. E nel tempo di un attimo è saudade

Civic'Art alla sua seconda edizione a San Sperate. Festival di musica, teatro e cinema

Al via domenica 14 aprile San Sperate la seconda edizione della rassegna Civic'Art, manifestazione organizzata e promossa dalla Scuola Civica di San Sperate, che per due mesi ospiterà nel Paese Museo numerosi eventi musicali e attività collaterali per sostenere la neonata associazione Clean Coast Sardinia, giovane realtà attivamente impegnata in azioni e campagne a tutela dell'ambiente, tra le quali la pulizia delle coste e del mare dall'inquinamento dilagante (tema più che mai vivo e attuale in Sardegna, dopo la recente morte del capodoglio a Cala Romantica a causa dell'ingestione di ben venti chilogrammi di plastica).

Civic'Art alla sua seconda edizione a San Sperate. Festival di musica, teatro e cinema

Il ritratto di Medea

 Al ritratto di Medea Taci, amica e compagna di giochi, alle opere e alla vita di Amedeo Modigliani, a un'incredibile palette di colori e suggestioni e a quelle donne eteree e senza tempo, si ispira la nuova tavolozza di colori di Antonio Marras per dipingere la collezione del prossimo autunno inverno.

Il ritratto di Medea

Ma quando esce “Le tigri del Gocèano”? Intervista a Vanni Lai, finalista Premio Italo Calvino

“Le Tigri del Gocèano di Vanni Lai. Una Sardegna ben reale dell’inverno 1955-56 è lo scenario della sua narrazione presenta tratti spiazzanti, quasi distopici. Qui, ancora una volta, la tradizione sarda ci presenta un frutto della sua inesausta vitalità. Il passato che non passa si concretizza nella densa tragedia annunciata con la sua vittima sacrificale, un giovane bandito senza scampo: per lui non c’è più posto nel mondo”. (Giuria – Premio Italo Calvino 2017)

Ma quando esce “Le tigri del Gocèano”? Intervista a Vanni Lai, finalista Premio Italo Calvino

"E ogni giorno, guarderemo il mare...e ci ameremo, ci ameremo..."

Chissà quali erano i pensieri di Romane Worg, mentre dall’Asinara cercava di far volare il suo sguardo regale oltre il mare, oltre la terra e poi di nuovo oltre il mare. E quante volte avrà lasciato che i pensieri le avvolgessero la testa, come farfalle o felci di un bosco. Quante volte avrà lasciato che i piedi, sulla sabbia di una terra non sua, ripensassero alla sua casa.

"E ogni giorno, guarderemo il mare...e ci ameremo, ci ameremo..."

Il Fuori Salone 2018 di Antonio Marras: creatività, dettagli ed elogio della lentezza.

E’ frenesia e velocità, la settimana del Salone del Mobile di Milano. È ricerca forsennata della foto, del dettaglio, della story e del selfie perfetto. È brindisi veloci e incontri fugaci con l’innovazione e l’allestimento ricercato, da cercare nei vari distretti della città protagonisti del Fuori Salone, lesti, di via in via, di vernissage in vernissage.  Eppure c’è, in questi giorni dedicati al mondo del design dove tutto scorre senza sosta, un momento atteso in cui ritrovare la bellezza di un luogo dove tutto diventa etereo e lento.

Il Fuori Salone 2018 di Antonio Marras: creatività, dettagli ed elogio della lentezza.

Giulia Achenza: vi racconto la mia Sardegna, culla della bellezza

Un mondo onirico, fatto di fotogrammi di luoghi in cui sappiamo di non essere mai stati ma per cui vien facile provare quella nostalgia della lontananza che i tedeschi chiamano "Fernweh". Un mondo in cui i personaggi si fondono con la natura e con la casa che, spesso sono uno stesso corpo. Un mondo di ricerca attenta e collaborazioni importanti che fanno di Giulia Achenza, classe 1989, una delle videomaker più promettenti della nuova generazione.

Giulia Achenza: vi racconto la mia Sardegna, culla della bellezza

Michele D'Amore: scrittore sul "Fronte del fuoco"

Ci sono libri che profumano di mare, coraggio e libertà. Di spensieratezza e voglia di vacanze. Di quelle giornate lunghissime da trascorrere lasciando che lo sguardo si perda tra onde e cielo. Sono quei libri che ti fanno sospirare, perché vorresti che oggi, in queste giornate d’autunno e quasi inverno, fosse ancora un po' ieri e fosse ancora Sardegna e feste in piazza, e canti e risate e quel buon profumo che il mare sardo lascia, anche a distanza di mesi sul tuo asciugamano. Sono libri che rendono più dolce la partenza e ti fanno pensare, per un attimo, che sia ancora ieri. Libri che, nelle loro pagine, apparentemente così leggere, hanno tutto il peso di una guerra da combattere.

Michele D'Amore: scrittore sul "Fronte del fuoco"

Incontri ravvicinati con la fotografia di Archivio Marras

La prima volta che ho sentito parlare di Archivio Marras non sapevo nemmeno di chi si trattasse. Osservando alcune immagini trovavo una realtà, quella dei boschi del Gennargentu, nel modo in cui l'ho sempre vista attraverso i filtri dei miei occhi, come se loro stessi le avessero concretamente sviluppate in quella maniera.

Incontri ravvicinati con la fotografia di Archivio Marras

Antonio Marras, i sogni, la moda e la seconda vita di un teatro

 Un teatro non dovrebbe mai smettere di essere tale. Nessun abbandono e nessun insolente schiaffo del passar del tempo può cancellarne le storie, i personaggi, gli applausi e fischi, i bis e tutto quello che le sue mura sono riuscite a custodire.

Antonio Marras, nella sua costante ricerca della seconda vita segreta delle cose, arriva in quello che vent’anni fa fu il grandioso Teatro Lirico di Milano, a due passi dalle guglie del Duomo e decide di restituire a quelle mura, chiuse dal 1999, la magia di un sipario che si apre davanti a un pubblico da grandi occasioni.

Antonio Marras, i sogni, la moda e la seconda vita di un teatro
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