Arte e Cultura

Mariangela Maccioni, la maestra resistente

* DI MATTEO PORRU

Sua madre non risponde. Se ne sta seduta, immobile, sulla poltrona. Ormai cieca, ormai vedova. Tasta le due fedi che ha al dito da qualche ora, sapendo che quella del suo Sebastiano, lei, Giuseppina, non la toglierà mai. La vita non le darà pace: entro qualche anno se ne andranno per sempre anche i due figli grandi e lo faranno lontano, lontanissimo, oltre due oceani. Le restano poche, care cose: la piccola casa in via Barisone, gli odori e i rumori di sempre, le uniche cose in cui credere, e la figlia Mariangela, quella che le sta seduta a fianco e che le ha chiesto come sta.

Mariangela Maccioni, la maestra resistente

Salvatore Budroni, la poesia fatta a voce

*DI MATTEO PORRU

È il ventitré aprile del 1926 e a Bonnannaro c’è la festa di San Giorgio. Sul palco del paese salgono tre uomini ma a noi ne interessano due. Funziona così: si esibiranno con dei versi improvvisati a tema. Vale tutto, sia essere riflessivi che dissacranti. Il più apprezzato vince. Funziona così da trent’anni, da quando il poeta Antonio Cubeddu inaugurò la prima stagione delle gare poetiche, che per la prima volta uscivano dal piccolo mondo dei sos tzilleris e conquistavano un pubblico nuovo, popolare, ben più grande dei pochi eletti dei circoli letterari di fine Ottocento.

Salvatore Budroni, la poesia fatta a voce

Noddule: il sito archeologico in un fumetto

Cosa ci fanno due legionari romani a Noddule? Semplice! Divertono e fanno conoscere la storia di questo importante complesso archeologico attraverso le loro avventure. Tizio e Caio. Due romani a Noddule è la storia illustrata da Giulia Gazzaniga e Antonello Angheleddu con l’intento di raccontare in modo esilarante, ma storicamente attendibile, l’area archeologica tra Nuoro e Orune, tra le più importanti della Sardegna. Non solo un modo per educare ma anche per suscitare interesse e curiosità in vista della riapertura alle visite in presenza. Con Giulia abbiamo fatto una chiacchierata per scoprire le avventure di Tizio e Caio. 

Noddule: il sito archeologico in un fumetto

La breve vita grandiosa di Angelino Frau

DI MATTEO PORRU

Quando le dicono che è un maschietto, Anna Maria Frau sorride. Non ha una mano da stringere, una bocca da baciare, un uomo da guardare che il neonato, un domani, chiamerà papà. Il nome lo deve scegliere da sola. Anzi, l’ha già scelto. Si chiamerà Angelino. Lo sente piangere, lo vede sorridere, gli conta le dita aprendogli i pugni, pensa alla vita che lo aspetta, che darà il meglio per lui. Ma non riuscirà, Anna Maria, a vederlo grande: la morte la porta via senza rumore e lo fa veloce, due anni più tardi. Le dà solo il tempo di sistemare il bambino, di darlo a una coppia di paese, di Bortigali. Ne avranno cura.

La breve vita grandiosa di Angelino Frau

Zizzu Roseddu, restare per sempre

*DI MATTEO PORRU

Scano di Montiferro non arriva a duemila anime. Una di queste non è mai morta. No, non è un miracolo e nemmeno magia nera. È una storia che continua a esistere, è un ricordo che dà forma a un fantasma. Un uomo senza nome, non uno certo almeno, e senza una data di nascita o di morte. Della sua vita non si sa nulla, dei suoi avi ancora meno.

Zizzu Roseddu, restare per sempre

Arbus, dove la poesia è diffusa

L’energia vitale di Valeria Pecora è un tutt’uno con l’energia trascinante della sua scrittura e delle sue iniziative. Valeria nasce a Cagliari il 6 aprile 1982. Laureata in Storia dell’arte e specializzata in arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, con "Mimma" nel 2017 conquista il Premio letterario “Antonio Gramsci”, sezione in lingua italiana, riconoscimento prestigioso dedicato alle opere inedite scritte da autori sardi.  Valeria torna spesso ad Arbus, dove c’è la famiglia che l’aspetta. Ed è proprio nel piccolo paese del sud Sardegna, tra mare e miniere, che nasce il suo progetto “Ti abbraccio con la poesia”, ispirato dall’iniziativa "Adotta un manifesto” della casa editrice pugliese, Anima Mundi. Così ha deciso di portare la poesia in strada, in modo che possano leggerla tutti, per venire a soccorrerci in questo difficile periodo pandemico. 

Arbus, dove la poesia è diffusa

Isla Bonita

Di Emiliano Deiana*

Una canzone di Louise Veronica Ciccone che ti balla nelle orecchie. Un titolo: Isla Bonita. Un romanzo. Un romanzo d’esordio, per la precisione. E il medesimo titolo. Quando sogni San Pedro e sei al Poetto di Cagliari. Quando la ragazza ha gli occhi del colore della sabbia del deserto. Quando una storia ti prende dalla prima all’ultima pagina e, leggera, ti conduce nei tuoi sogni di bambino.

Isla Bonita

Vita e versi di Romano Adriani Lay

Di Matteo Porru*

Il professore che ha appena sgranato gli occhi davanti a un tema di italiano si chiama Filippo Addis e insegna lettere in una scuola media di Sassari.

L’alunno, che il tema l’ha scritto, invece si chiama Romano, è nato nel ’39 a Pisa da genitori sardi, di Ittiri, ed è rimasto in continente fino a quando papà Antonio, carabiniere, è andato in pensione.

Vita e versi di Romano Adriani Lay

Vita, poesia e undighina di Giovanni Maria Asara Sanna

*Di Matteo Porru

L’anziano con la lunga barba bianca che passeggia per Pattada si chiama Giovanni Maria, ma in paese si chiama Juànne. Chissà da quanto si sente chiamare così. Risulta con nomi e cognomi soltanto come consigliere e assessore comunale, e come Limbudu nelle poesie che la poesia, quella sarda, l’hanno stravolta. Ma Juànne è il nome che, per quelle strade del centro, si sente dire da anni, tanti. Ed è quello che gli appartiene.

Vita, poesia e undighina di Giovanni Maria Asara Sanna

Il Museo Nivola di Orani, uno spazio a prova di bambini

*DI VALENTINA LOCHE

Sono di ritorno da un fine settimana formativo, con la Festa Internazionale della Pedagogia Viva. Due giorni di meraviglia, scoperte, consapevolezze, colori ed emozioni. Pedagogia, arte, psicologia, filosofia, neuroscienze, biologia. Il vulcano educativo che dormiva silente dentro di me si è risvegliato magicamente e ha proiettato nella mia testa una nube ricca di idee. Ho il cervello in fiamme, di quei fuochi belli che accendono sogni ed utopie. Pronta a seminare luce e a raccogliere bellezza.

Il Museo Nivola di Orani, uno spazio a prova di bambini
Image