Raccontare la storia e l'arte partendo da un dettaglio curioso, inedito e irresistibile. Partirà venerdì 21 maggio "Pillole di storia e d'arte", la nuova rubrica FocuSardegna a firma di Marcello Derudas.
Raccontare la storia e l'arte partendo da un dettaglio curioso, inedito e irresistibile. Partirà venerdì 21 maggio "Pillole di storia e d'arte", la nuova rubrica FocuSardegna a firma di Marcello Derudas.
Sul piroscafo nero che è appena partito da Fiume c’è un bambino che stringe la mano alla madre e piange forte. Ha paura. Ne ha tanta anche lei, perché suo marito è rimasto al fronte e non sa se lo rivedrà vivo. La terra si fa lontana, il mare è sempre mosso e la nave scende e sale, sale e scende. La madre guarda il cielo. Orlando Biddau, suo figlio, guarda le onde.
*DI MATTEO PORRU
Fra il palazzo di Città e Porta Sant’Antonio, a Sassari, c’è un bambino che piange. È il 1925, è giugno, è estate, fa caldo. È un maschietto, le dice l’ostetrica, ed è bellissimo. Si chiama Aldo e fa rumore come può per dire a tutti che è venuto al mondo. Da piccolo respira aria di bottega, segue le mani e i pensieri dei genitori che sulla carta sono artigiani ma di fatto creano oggetti, nel laboratorio di famiglia, in piena Città Vecchia. Adora quel lavoro, quel dar forma alle cose. Gli sembra una magia. I Salis non navigano nell’oro, due mani in più non guasterebbero e studiare non costa poco ma Aldo si sdoppia e fa entrambe le cose. Non bene, all’inizio. Di fatto tutto decolla dallo scientifico in poi.
Di Angelica Grivèl Serra*
Essere giovani non è una scusa è il nome che porta l’opera prima di Danilo Lampis, e già dall’entità severa del titolo si evince come le pagine di cui il libro consta, echeggeranno di una voce tagliente e di uno spirito scabro. Edito da Castelvecchi, il volume è di fattura leggera, così come lo stile di cui si dota la penna dell’autore, che sfreccia di rigo in rigo con brevi caratterizzazioni, a dare solo uno schizzo sommario delle figure descritte: concreta è l’idea di permettere ai personaggi che animano la trama d’introdursi al lettore progressivamente, soprattutto attraverso la dimensione frizzante del dialogo.
Questa storia inizia con un viaggio. Il viaggio di un pellegrino che diventa percorso collettivo e che, tappa dopo tappa, parla al cuore e alle vite di tutti noi.
* DI MATTEO PORRU
Sua madre non risponde. Se ne sta seduta, immobile, sulla poltrona. Ormai cieca, ormai vedova. Tasta le due fedi che ha al dito da qualche ora, sapendo che quella del suo Sebastiano, lei, Giuseppina, non la toglierà mai. La vita non le darà pace: entro qualche anno se ne andranno per sempre anche i due figli grandi e lo faranno lontano, lontanissimo, oltre due oceani. Le restano poche, care cose: la piccola casa in via Barisone, gli odori e i rumori di sempre, le uniche cose in cui credere, e la figlia Mariangela, quella che le sta seduta a fianco e che le ha chiesto come sta.
*DI MATTEO PORRU
È il ventitré aprile del 1926 e a Bonnannaro c’è la festa di San Giorgio. Sul palco del paese salgono tre uomini ma a noi ne interessano due. Funziona così: si esibiranno con dei versi improvvisati a tema. Vale tutto, sia essere riflessivi che dissacranti. Il più apprezzato vince. Funziona così da trent’anni, da quando il poeta Antonio Cubeddu inaugurò la prima stagione delle gare poetiche, che per la prima volta uscivano dal piccolo mondo dei sos tzilleris e conquistavano un pubblico nuovo, popolare, ben più grande dei pochi eletti dei circoli letterari di fine Ottocento.
Cosa ci fanno due legionari romani a Noddule? Semplice! Divertono e fanno conoscere la storia di questo importante complesso archeologico attraverso le loro avventure. Tizio e Caio. Due romani a Noddule è la storia illustrata da Giulia Gazzaniga e Antonello Angheleddu con l’intento di raccontare in modo esilarante, ma storicamente attendibile, l’area archeologica tra Nuoro e Orune, tra le più importanti della Sardegna. Non solo un modo per educare ma anche per suscitare interesse e curiosità in vista della riapertura alle visite in presenza. Con Giulia abbiamo fatto una chiacchierata per scoprire le avventure di Tizio e Caio.
A pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Poesia, proclamata per il 21 marzo, dopo la decisione presa a riguardo dall’Unesco nel 1999, ho ricevuto il libro di Daniela Puddu, che alla prosa dal del ‘tu’ da sempre.
DI MATTEO PORRU
Quando le dicono che è un maschietto, Anna Maria Frau sorride. Non ha una mano da stringere, una bocca da baciare, un uomo da guardare che il neonato, un domani, chiamerà papà. Il nome lo deve scegliere da sola. Anzi, l’ha già scelto. Si chiamerà Angelino. Lo sente piangere, lo vede sorridere, gli conta le dita aprendogli i pugni, pensa alla vita che lo aspetta, che darà il meglio per lui. Ma non riuscirà, Anna Maria, a vederlo grande: la morte la porta via senza rumore e lo fa veloce, due anni più tardi. Le dà solo il tempo di sistemare il bambino, di darlo a una coppia di paese, di Bortigali. Ne avranno cura.
*DI MATTEO PORRU
Scano di Montiferro non arriva a duemila anime. Una di queste non è mai morta. No, non è un miracolo e nemmeno magia nera. È una storia che continua a esistere, è un ricordo che dà forma a un fantasma. Un uomo senza nome, non uno certo almeno, e senza una data di nascita o di morte. Della sua vita non si sa nulla, dei suoi avi ancora meno.
L’energia vitale di Valeria Pecora è un tutt’uno con l’energia trascinante della sua scrittura e delle sue iniziative. Valeria nasce a Cagliari il 6 aprile 1982. Laureata in Storia dell’arte e specializzata in arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, con "Mimma" nel 2017 conquista il Premio letterario “Antonio Gramsci”, sezione in lingua italiana, riconoscimento prestigioso dedicato alle opere inedite scritte da autori sardi. Valeria torna spesso ad Arbus, dove c’è la famiglia che l’aspetta. Ed è proprio nel piccolo paese del sud Sardegna, tra mare e miniere, che nasce il suo progetto “Ti abbraccio con la poesia”, ispirato dall’iniziativa "Adotta un manifesto” della casa editrice pugliese, Anima Mundi. Così ha deciso di portare la poesia in strada, in modo che possano leggerla tutti, per venire a soccorrerci in questo difficile periodo pandemico.
Parlare di Sardegna trasversalmente tramite la narrazione della giovane protagonista, Alma Doria, che proviene dal Brasile, di padre originario di Castelsardo, è il leit motiv delle due pubblicazioni di Paola Tola, sarda trapiantata a Roma, dove si è laureata in Filosofia e in Scienza della Formazione, è insegnante di lettere.