Arte e Cultura

Gildo Motroni Deledda, la “sassaresità”

Gildo Motroni Deledda a Venezia c’è da poco, pochissimo. È al primo anno di economia e vive fra ponti, campielli e canali. Belli, sì, ma distanti. Troppo, forse, da un ragazzo sassarese di vent’anni che nella sua città è diventato grande e poi, col tempo, ragioniere. E soprattutto membro del circolo “Silvio Pellico”, una fucina cattolica di belle idee e di belle teste. È qui che incontra per la prima volta l’amico della vita, Remo Branca, con il quale si batterà per le cause più grandi e più nobili del Novecento.

Gildo Motroni Deledda, la “sassaresità”

Nino Demurtas, cento barchette di carta

A Milano il sole tramonta veloce ma nel nuorese ha altri colori.

Nino lo sa e gli mancano tanto.

Gli manca tutto, della sua terra, e non l’avrebbe mai lasciata se il lavoro, in città, fosse stato buono o almeno costante. Gli ha fatto un male cane andare via, da ragazzo, dalla Tonara in cui è nato nel 1933 e dal piccolo mondo che lo ha visto crescere mentre diventavano grandi il corpo e i pensieri, veri e grandi, che fanno disordine e tanto rumore.

Ma ha dovuto.

Nino Demurtas, cento barchette di carta

Maria Chessa Lai, la cura del mondo

A Monti non arriva il rumore del mondo. Ma arriva l’inverno e arriva febbraio.

Maria nasce lì, nel freddo e nel 1922, con il Monte Limbara alle spalle, coperto di neve. Ma c’è solo nata. Perché l’infanzia, quasi tutta, la vive in Toscana, seguendo i tanti movimenti e le caserme del padre maresciallo.

Maria Chessa Lai, la cura del mondo

Il ritorno in libreria di Valentina Usala e l’incontro con il Sommo Poeta

“Felicita, l’accento ce lo mette Dante” è il libro scritto da Valentina Usala in una settimana a marzo, dopo essere trascorso il Dantedì. “Mi sono chiesta – si domanda l’autrice - cosa sarebbe successo se, immaginariamente, Dante fosse tornato sulla Terra per compiere un viaggio, dopo Inferno, Purgatorio e Paradiso, nel settecentesimo anniversario della sua morte, trovando una pandemia in corso. Come a dire che si è giocato male la sua carta, oppure no...è esattamente il contrario”!

Il ritorno in libreria di Valentina Usala e l’incontro con il Sommo Poeta

Vita e opere di Giulio Cossu

*Di Matteo Porru 

Giulio guarda la neve che cade. E quando cade la neve, a Tempio Pausania, sembra che sfiori le case. È perfetta, morbida e lenta. Come la vita, magari. E se cresci negli anni Venti e tuo padre ha fatto una fortuna con il commercio di sughero, c’è una buona probabilità che la vita sia davvero così. E c’è il benessere ideale per assicurarne una bella a Giulio e a suo fratello Fausto, bella e chiara come il bianco che scende dal cielo.

Vita e opere di Giulio Cossu

Vanessa Roggeri racconta La Genesi De Il Battito Dei Ricordi

Torna in libreria Vanessa Roggeri, scrittrice cagliaritana quarantatreenne: il suo romanzo, “Il battito dei ricordi” – il quarto dopo “Il cuore selvatico del ginepro”, “Fiore di fulmine” e “La cercatrice di corallo” –, ci porta in viaggio, come lettori, in Spagna, in Francia e in Italia, tra passato e presente.

Vanessa Roggeri racconta La Genesi De Il Battito Dei Ricordi

Vita, opere e verbi di Padre Luca Cubeddu

In principio era il verbo e Padre Luca lo sa bene.
Anche quello con cui Cubeddu è cresciuto, fin dall’inizio, era uno: lavorare, perchè a Pattada in pieno Settecento quello serve, e serve pure forza nelle braccia per andare nei campi e pascolare le pecore, anche se sei un bambino.

Poi, però, di verbo ne arriva un altro: comporre.

Vita, opere e verbi di Padre Luca Cubeddu

Carlo Demartis: arrivederci, professore

*DI MATTEO PORRU

Arrivederci, professore. Se lo sente dire da più di trent’anni, Carlo Demartis. E da più di trent’anni, fra classico e scientifico, in aula o in presidenza, vede crescere tanti ragazzi di Alghero e di Tempio Pausania. Del suo lavoro gli piace tutto: insegnare, capire gli studenti, trasmettere passione, avere intorno le vite degli altri, farne tesoro, notarle tutte. E fa tutto questo con la delicatezza che ci si aspetta da un uomo discreto, riservato ma mai assente. E che le vite degli altri le ama molto. Anche quando le lascia andare.

Carlo Demartis: arrivederci, professore

Salvatorico Fortunato Pitzolu, tornare a casa

*DI MATTEO PORRU

È il 1924 e il ragazzo che è appena salito sulla nave per Livorno con un biglietto di sola andata si chiama Salvatorico, ha diciassette anni e la vita l’ha lasciato solo. O almeno, lui pensa così, e ha ragione. Ha perso sua madre troppo presto per ricordarsi bene di lei e troppo presto suo padre si è sposato con un’altra donna, e questo lui non l’ha mai accettato. L’infanzia è un tira e molla, l’adolescenza ancora peggio. Le strade di famiglia sembrano divise e Pitzolu prende la sua, che porta oltre il Tirreno, quanto più possibile lontano dal padre e quindi, suo malgrado, da Bolotana, il paese in cui è nato e cresciuto.

Salvatorico Fortunato Pitzolu, tornare a casa

Sebastiano Moretti: Pitanu, Pitanu!

È il 3 giugno del 1868 e la fila di uomini chini con i sacchi in spalla sa già che il mulino della famiglia Moretti a Tresnuraghes sarà fermo anche oggi. I campi di spighe sono ancora tutti nudi, la carestia li ha spogliati in fretta e dura da mesi, più di dieci. E da più di dieci mesi trovare grano, più che difficile, è pura fortuna. Ma prova ad andarci comunque, quella gente, che magari alla fine succede qualcosa. E succede sì. Perchè, quando arrivano, scoprono che donna Marchesa ha partorito, che è un maschietto, che si chiama Sebastiano. E non c’è grano, ma c’è festa. Non che nei mesi dopo ne arrivi tanto, ma basta per riprendere il lavoro e uno stile di vita più sereno. Sebastiano cresce nei campi, fra le spighe. E quando gli urlano Pitanu, Pitanu! lui sorride e torna a casa. 

Sebastiano Moretti: Pitanu, Pitanu!

Vita e opere di Bachisio Raimondo Basolu

Non è facile venire al mondo. Non lo è in pieno Ottocento, non lo è se non sei il primo, non lo è a Bolotana. Ma se ti chiami Basolu, e Basolu a Bolotana nel 1843 vuol dire borghesia, e borghesia vuol dire che economicamente stai molto bene, allora sembra tutto a posto. O quasi.

Vita e opere di Bachisio Raimondo Basolu
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