Gildo Motroni Deledda a Venezia c’è da poco, pochissimo. È al primo anno di economia e vive fra ponti, campielli e canali. Belli, sì, ma distanti. Troppo, forse, da un ragazzo sassarese di vent’anni che nella sua città è diventato grande e poi, col tempo, ragioniere. E soprattutto membro del circolo “Silvio Pellico”, una fucina cattolica di belle idee e di belle teste. È qui che incontra per la prima volta l’amico della vita, Remo Branca, con il quale si batterà per le cause più grandi e più nobili del Novecento.