Marzo 02, 2024

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    Arte e Cultura

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    * DI MATTEO PORRU

    Sua madre non risponde. Se ne sta seduta, immobile, sulla poltrona. Ormai cieca, ormai vedova. Tasta le due fedi che ha al dito da qualche ora, sapendo che quella del suo Sebastiano, lei, Giuseppina, non la toglierà mai. La vita non le darà pace: entro qualche anno se ne andranno per sempre anche i due figli grandi e lo faranno lontano, lontanissimo, oltre due oceani. Le restano poche, care cose: la piccola casa in via Barisone, gli odori e i rumori di sempre, le uniche cose in cui credere, e la figlia Mariangela, quella che le sta seduta a fianco e che le ha chiesto come sta.

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    *DI MATTEO PORRU

    È il ventitré aprile del 1926 e a Bonnannaro c’è la festa di San Giorgio. Sul palco del paese salgono tre uomini ma a noi ne interessano due. Funziona così: si esibiranno con dei versi improvvisati a tema. Vale tutto, sia essere riflessivi che dissacranti. Il più apprezzato vince. Funziona così da trent’anni, da quando il poeta Antonio Cubeddu inaugurò la prima stagione delle gare poetiche, che per la prima volta uscivano dal piccolo mondo dei sos tzilleris e conquistavano un pubblico nuovo, popolare, ben più grande dei pochi eletti dei circoli letterari di fine Ottocento.

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    Cosa ci fanno due legionari romani a Noddule? Semplice! Divertono e fanno conoscere la storia di questo importante complesso archeologico attraverso le loro avventure. Tizio e Caio. Due romani a Noddule è la storia illustrata da Giulia Gazzaniga e Antonello Angheleddu con l’intento di raccontare in modo esilarante, ma storicamente attendibile, l’area archeologica tra Nuoro e Orune, tra le più importanti della Sardegna. Non solo un modo per educare ma anche per suscitare interesse e curiosità in vista della riapertura alle visite in presenza. Con Giulia abbiamo fatto una chiacchierata per scoprire le avventure di Tizio e Caio. 

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