Arte e Cultura

Mamoiada: lo sviluppo territoriale passa per la cultura

Con l’apertura del MATER (Museo dell’archeologia e del territorio) si è concluso un percorso iniziato tredici anni fa con il Museo delle Maschere Mediterranee e proseguito con l’inaugurazione del Museo della Cultura e del lavoro e rappresentante l’ultima tappa di un progetto volto alla formazione di un circuito museale finalizzato alla valorizzazione del territorio, delle tradizioni locali e di tutta la filiera produttiva e artigianale mamoiadina.

I musei di Mamoiada sono chiaramente musei identitari, e, come tali, costituiscono un importante segno di riappropriazione dell’identità e della voglia di pensare a uno sviluppo futuro attingendo al proprio patrimonio e alle proprie radici. Il forte legame con il territorio rende questa tipologia museale uno strumento imprescindibile per lo sviluppo del turismo culturale.

Mamoiada: lo sviluppo territoriale passa per la cultura

La Sardegna rivela i suoi segreti, nel libro-mappa di Massimo Onofri

Impresa ardua trovare un italiano che non sia ancora stato in Sardegna, ecco perché questo libro è dedicato a molti: chi vi ha già trascorso qualche estate, chi ci è nato e crede di conoscerla tutta, chi ha commesso il peccato di trascurarla. Da Porto Torres all'altopiano di Tissi, dalle dolcezze fluviali ai miraggi di mare, dalla Maddalena fino a Cagliari, l'unica vera città dell'isola per popolazione ed estensione, dove questa regione che fu provincia romana "cessa di essere ciò che invece in parte è ancora altrove: una forza del passato".

La Sardegna rivela i suoi segreti, nel libro-mappa di Massimo Onofri

Aria di Sardegna alla Milano Design Week

A pochi giorni da Expo e in attesa di scoprire in che modo la Sardegna farà parlare di sé in occasione dell’attesa Esposizione Universale, i venti della nostra Isola hanno soffiato, leggeri e decisi, anche durante la Milano Design Week. In un fluire costante di eventi, installazioni e incontri, non sono mancati i preziosi contributi regionali. Tra le stelle del design contemporaneo, l’architetto e designer di fama internazionale Roberto Palomba. Nato a Cagliari e definito dal magazine Surface “Il genio della riduzione” ha conquistato il mondo del design con creazioni che hanno ripensato l’idea del bagno in maniera innovativa.

Aria di Sardegna alla Milano Design Week

La vita è un viaggio. Brillante esordio teatrale di Beppe Severgnini

È sobrio ma coinvolgente l’esordio teatrale del giornalista e scrittore Beppe Severgnini. Due generazioni a confronto in un avvicendarsi di botta e risposta che induce i due protagonisti a scontrarsi e poi stimarsi vicendevolmente.

È notte. Ci troviamo nell’aeroporto di Lisbona. I voli sono stati cancellati e uno scambio di battute tra i due è quasi inevitabile. Lui (Severgnini), sarcastico e paternalista, incarna semplicemente se stesso. Personaggio brillante e aperto al dialogo conduce con maestria la linea narrativa. Lei (Marta Isabella Rizi), ventottenne talentuosa ma scoraggiata, è alle prese con importanti scelte di vita: abbandonare o meno un’Europa che non la convince più per trasferirsi in Brasile.

La vita è un viaggio. Brillante esordio teatrale di Beppe Severgnini

Il viaggio di Thomas Münster in Sardegna

Fu una visita non programmata, quella del tedesco Thomas Münster in Sardegna. Durante la seconda guerrra mondiale, l’aereo che lo trasportava precipitò sull’isola. Il radiotelegrafista innamorato della letteratura, contrasse nell’Isola la malaria e quel soggiorno forzato lasciò in lui un segno indelebile che lo portò a farci ritorno più volte, dopo la guerra raccontandone dinamiche, luoghi e volti. Ecco un mondo nuovo, surreale e senza tempo, dove anni e mesi non seguono le logiche del Continente. Inizia, così “Parlane bene” (“Sprich gut von Sardinien”, nell’edizione originale, in tedesco) il racconto semiserio di un viaggio surreale, spesso ironico e altre volte lucidamente obiettivo nel suo essere sorpreso.

Il viaggio di Thomas Münster in Sardegna

Intervista alla scrittrice sarda Alestear Cromwell

Nata a Cagliari, Antonella – Alestear ha vissuto nel capoluogo sardo sin dalla nascita, città di origine del papà Guido Mennella, rappresentante con l’hobby della pittura. Amava disegnare la città in tutte le sue forme: panorami,  scorci, mare e monumenti li metteva su carta in bianco e nero. La madre Olimpia Petrucci, napoletana, segue la stessa passione del padre, ama mettere composizioni floreali su tela. Nell’adolescenza Alestear si appropriava della macchina da scrivere del padre nel suo studio e non si stancava mai di riscrivere i classici prendendo in prestito personaggi cari, o finali che non le erano piaciuti, per cambiarli e spostarli a piacimento. Trasformava con la fantasia tutto sottoforma di film sotto le dita che scorrevano sulla tastiera, tramutandolo in qualcosa di suo. Ha vissuto a Torino per motivi lavorativi prima di rientrare definitivamente a Cagliari. Ha due figli.

Intervista alla scrittrice sarda Alestear Cromwell

Sedersi ai piedi della più importante donna della storia sarda

Oristano ama raccogliersi intorno alla sua piazza centrale, un tempo detta piazza di Città. Basta seguire il flusso della gente a passeggio e in breve si arriva lì, ai piedi della donna che nell’immaginario di ogni sardo è simbolo di libertà e saggezza: la giudicessa Eleonora D’Arborea. Scolpita nel marmo, sembra governare l’intero spazio circostante, in memoria delle virtù di amministratrice che la storia le attribuisce.  Alla base della sua imponente statua – realizzata dall’artista fiorentino Ulisse Cambi nel 1881 – si trovano due panchine. Sedetevi e guardatevi intorno: vedete il palazzo comunale, con le sue mura da convento del XVII secolo, e gli edifici neoclassici tutt’intorno? Bene.

Sedersi ai piedi della più importante donna della storia sarda

Mannorri, misteri e leggende di un villaggio dimenticato

Si racconta che un giorno d’estate, forse durante la festa dell’Angelo, a Mannorri ebbero inizio le inimicizie. Giuanni Indentiu era un giovane brutto,pariat un’istria, e si innamorò perdutamente di Sa Bella de Mannorri, la più bella ragazza del villaggio”. Potrebbe essere l’incipit per un romanzo d’amore ottocentesco dal finale irrimediabilmente tragico, è invece il primo capitolo di “Mannorri, misteri e leggende di un villaggio dimenticato”pubblicato poche settimane fa da Carlo Delfino Editore.

Mannorri, misteri e leggende di un villaggio dimenticato

Viaggiando Sul Confine di Marco Conti

Cosa accade se percorrendo il proprio personale confine e senza soffermarsi troppo, ci si spinge un passo oltre? Cosa può accomunare vite di differenti estrazioni sociali con colui che, armato di carta e penna, ha voluto raccontarle queste vite?

“Sul confine” di Marco Conti edito da Amico Libro si interroga e risponde a questi quesiti attraverso dieci brevi racconti legati da un velo di solitudine, scuotendo argutamente il mare interiore del lettore. Un libro-specchio di osservazione e confronto nel quale lo svolgersi dei fatti simili a dei cortometraggi, non risulta interrotto da un cambio di scene, ma appare intessuto da una trama di originale continuità e attenzione ai particolari che caratterizza ogni personaggio, ogni loro pensiero e sensazione, portando ad una autoanalisi sulla rispettiva condizione di vita.

Viaggiando Sul Confine di Marco Conti

La Sardegna di ieri vista da Thomas Ashby

In esposizione per la prima volta in Sardegna presso il Museo Archeologico ed Etnografico G. A. Sanna-Padiglione Clemente la mostra fotografica "La Sardegna di Thomas Ashby", inaugurata il 15 maggio 2014 nella British School a Roma.

La mostra è coordinata da Giuseppina Manca di Mores, curatrice del volume per le edizioni di Carlo Delfino di Sassari. Si tratta di un evento di assoluto rilievo, destinato ad avere respiro nel tempo e ad accompagnare in modo autorevole il recupero della memoria nei luoghi e la promozione di vaste zone dell'isola attraverso il suo eccezionale patrimonio culturale e paesaggistico.

La Sardegna di ieri vista da Thomas Ashby

Petali di Cuore: una raccolta di emozioni

Durante questi anni ho intimamente tenuto un diario in cui annotavo poesie e scritti, dettati dallo stato d'animo ma anche scaturiti da emozioni e sensazioni mie e di persone vicine. Ho sempre coltivato il sogno di poter vedere un giorno pubblicati questi elaborati, in particolare le poesie e i racconti per bambini. Per ora ho coronato almeno il sogno di far leggere a tante persone i miei scritti, pezzi di vita, stralci di memorie, i miei “Petali di cuore”, così come li definii proprio in una poesia che ha dato il titolo alla silloge.

Petali di Cuore: una raccolta di emozioni

Ricordare Grazia Deledda (nella sua casa-museo e nella sua chiesetta-mausoleo)

Grazia Deledda è la madre di tutti gli scrittori sardi. E a qualsiasi scribacchino dell’isola che si affanni per contestare questa affermazione io nego insindacabilmente ogni diritto di replica.Maria Grazia Cosima Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871, da Francesca Cambosu e Giovanni Antonio Deledda, imprenditore benestante, proprietario terriero, poeta e uomo politico locale (eletto sindaco di Nuoro nel 1892).

Ricordare Grazia Deledda (nella sua casa-museo e nella sua chiesetta-mausoleo)

Donatella Mineo: una vita in pittura

Quanto sono belle le sue figurine Donatella, racchiuse tra le righe della sua grossa scrittura: la reginetta fiabesca, l’angelo che sembra una campana, la maestra sotto la pioggia con le sue bambine(…) . ma a lei Donatella, dei complimenti sul giornale non gliene importa niente, perciò preferisco farli alla sua maestra. Così scriveva Eugenio Tavolata nella cronaca di Sassari  del 19 luglio del 1950 a proposito di Donatella, una bambina di appena sette anni che aveva vinto un concorso per le scuole elementari con dei disegni mandati dalla maestra.

Donatella Mineo: una vita in pittura
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