*DI MARCO SECHI
Da tanto tempo subiamo degli spettacoli di dubbio gusto, spesso elaborati col supporto dell’ambiente del folklore, sintomo di un popolo sardo che avrebbe sempre voluto e probabilmente ancora vorrebbe esserci, ma che non è mai riuscito a costituirsi, a rappresentarsi. Essi si configurano come il ripetersi di una malsana abitudine, manifestata spesso in esibizioni goffe, carnevalate, celebrazioni di feticci, per rivendicare un sedicente “orgoglio nazionale sardo”, senza alcun fondamento concreto.


