Il Punto

L'opinione

Benvenuto Lobina, le mani, Po cantu biddanoa 

*DI MATTEO PORRU

Mancano due giorni a capodanno ma quel capodanno, Benvenuto Lobina, non lo festeggia. Perchè, il 29 dicembre 1993, lo porta via una leucemia fulminante, che lo divora da dentro, in qualche mese. Abbastanza dolore per spegnere qualunque essere umano, qualunque. Ma non lui che, nonostante il sangue sporco che lo sta consumando, continua a scrivere un romanzo, il secondo: si chiama Bonas tardas, Magestà, ma non riuscirà a finirlo.

Benvenuto Lobina, le mani, Po cantu biddanoa 

Scorie da incubo in Marmilla

di Marco Sideri*

Vittorio Emanuele Orlando nel 1919, all’indomani della Grande Guerra: “L’Italia ha contratto verso la Sardegna un grande debito di riconoscenza e questo debito pagherà…”

Scorie da incubo in Marmilla

No ai rifiuti tossici nell'Isola

di Matteo Marteddu*

Percorriamo la Sardegna sui sentieri, da nord, a sud, al centro. Montagne e colline. Innumerevoli sentieri sono marchiati dal segno indelebile del carbone. Piazzole annerite, dal Supramonte d’Ogliastra, di Barbagia e dalla Gallura fissano ancora il timbro di certificazione della barbarie devastante i 400 mila ettari di foreste tra ottocento e novecento.

No ai rifiuti tossici nell'Isola

Sardegna pattumiera d'Italia?

Dopo la pubblicazione del documento per la consultazione pubblica del "Progetto preliminare per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico",  Regioni, Enti Locali e portatori di interesse qualificati, hanno sessanta giorni per formulare osservazioni e proposte tecniche in forma scritta e non anonima secondo le modalità indicate sul sito depositonazionale.itRegioni, Enti Locali, portatori di interesse qualificati. Avete letto bene.

Sardegna pattumiera d'Italia?

Enrico Costa, pane e storie 

* di Matteo Porru

È il 1851 e il bambino con gli occhi grandi che da qualche settimana lavora al panificio Costa a Cagliari si chiama Enrico, ha dieci anni e già tante cose da dimenticare. Suo padre, Domenico, avrebbe vissuto di musica, se solo avesse portato a casa abbastanza denaro da riuscire a sfamare le due bocche che lo aspettavano a casa e le altre due che sarebbero venute dopo, anche se da svezzare. E se solo la vita gliene avesse dato l’occasione, se non l’avesse fatto scomparire troppo presto, senza dargli nemmeno il tempo di tornare nella sua Liguria.

Enrico Costa, pane e storie 

L'economia sarda dopo il Covid-19

DI ANTONELLO MENNE

 

Proviamo a fare il punto, come nella migliore tradizione di FocuSardegna.

Qual è lo stato di salute dell’economia sarda? Il Covid lascerà macerie e farà esplodere contraddizioni ora del tutto nascoste dai provvedimenti assistenzialistici del governo centrale. Mentre scriviamo, non siamo in grado di misurare gli effetti devastanti della pandemia. Li vedremo da qui a qualche mese. Con l’avanzare della vaccinazione verranno meno le provvidenze in tutti i settori e il mercato si riaprirà al suo percorso. Le economie deboli avranno il più alto tasso di decrescita, i territori con infrastrutture più fragili faticheranno a ripartire.

L'economia sarda dopo il Covid-19

Agitu Ideo Guideta, un sogno spezzato

DI MARGHERITA ZURRU*

Parlava perfettamente l’italiano, con un curioso accento trentino-etiope, appreso quando giovane studente, era arrivata in Italia per la prima volta, per frequentare sociologia all’università di Trento.

E in Italia è poi dovuta tornare, nel 2010, sfuggendo ad un mandato di arresto spiccato contro di lei dalle autorità del suo paese, l’Etiopia, dove da decenni vige un regime che contrasta con la forza ogni attivismo contro il land grabbing, il fenomeno attraverso cui le multinazionali acquisiscono la disponibilità di gran parte dei terreni coltivabili, sottraendoli ai contadini, per ottenere monocolture da esportare.

Agitu Ideo Guideta, un sogno spezzato

Elisabetta Delogu, l’eleganza del vivere

Di Angelica Grivèl Serra*

Elisabetta fissa il plissé appeso al melograno: ha l'impalpabile consistenza dell'acqua nel compiacere i moti del vento, a seconda del suo virare dal brusco al dolce. È una luna di serico pervinca. Il terso verde delle iridi di Elisabetta è immobile sull'ondeggiare del tessuto, che gioca, in un incessante apparire e dissolversi, tra le trame sottili dei rami dell'albero che rosseggia fuori, nel cortile. È una specie di rapimento estatico cui lei si abbandona per attimi. Ora, però, basta riservargli occhiate! Deve lasciare che i soffi d'aria ne asciughino le cromie. D'altronde, la tintura è ancora fresca. Potrà dirsi pienamente pervinca solo ad asciugatura completa.

Elisabetta Delogu, l’eleganza del vivere

La pandemia da ASTIO19

di EMILIANO DEIANA*

Se ci pensiamo: viviamo nell’epoca della Storia umana in cui si scrive di più (messaggistica, post, commenti etc.). Mai, però, nella Storia si è scritto peggio: lessicalmente, sintatticamente e sentimentalmente.

Ma di cosa si scrive in maniera così compulsiva? A quale sentimento risponde questa forma di scrittura così - per darle una definizione - assoluta? Si scrive, in questo 'tempo dell’astio', per dar voce alla rabbia, al rancore, alla forma di violenza verbale che giaceva, incagliata, in qualche recesso dell’anima.

La pandemia da ASTIO19

Pompeo Calvia, Sassari andata e ritorno

Di MATTEO PORRU

Il campanile della chiesa di Santa Caterina a Mores, un piccolo capolavoro neoclassico, lo progettò Salvatore Calvia e Pompeo, suo figlio, ne era orgogliosissimo. Non tanto per il campanile in sè, ma perchè a farlo era stato suo padre, che in quel borgo sassarese c’era nato e che sarebbe stato il suo principale faro umano e culturale negli anni a venire.

Pompeo Calvia, Sassari andata e ritorno

Piano Casa non è sinonimo di libertà

DI ALBERTO MARCEDDU

Oggi più che mai, ci siamo resi conto di quanto siamo fragili, deboli e insicuri in un pianeta che reagisce costantemente ed in maniera naturale alle catastrofi. Ci abbiamo provato con frasi di buon auspicio, un "ce la faremo" e un "andrà tutto bene". Abbiamo cercato di sentirci meno soli cantando l'Inno di Mameli sul balcone, ricordandoci che ci si può sentire più uniti e vicini anche nella lontananza e nella solitudine, riconoscendo una condizione di appartenenza che non è sufficiente sotto un cielo grigio, nemmeno cantando Nel blu dipinto di blu. Quando viene meno la libertà, tutto crolla, tutto si sgretola e si sbriciola in brevissimo tempo.

Piano Casa non è sinonimo di libertà

Queneau, Calvino, la lingua sarda e il giorno del pregiudizio

di EMILIANO DEIANA*

Non si dovrebbe mai scrivere di sé. 

È una vecchia regola buona, naturalmente, per essere infranta. A maggio è uscito il mio primo romanzo “La morte si nasconde negli orologi” edito dalla sarda-sardissima Maxottantottoedizioni. Sono andato molto in giro a presentarlo e, in ogni occasione, dichiaravo un mio limite e un personale “fallimento”. Quel libro, quella storia avrei voluto scriverla - se avessi avuto tutte le parole a disposizione e un’abilità diversa - nella mia lingua, il gallurese o in sardo.

Queneau, Calvino, la lingua sarda e il giorno del pregiudizio
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