Il Punto

L'opinione

Nuoro, capitale dell’industria nel centro Sardegna

Il barone delle industrie nuoresi che lo studioso Paolo Fadda ha dedicato a Francesco Guiso Gallisai è un libro intenso, documentato, ricco di storia e di passioni. Al centro del racconto l’epopea di una famiglia che ha rivoluzionato la storia di Nuoro e della provincia attivando il processo di modernizzazione del capoluogo barbaricino e trasformando Nuoro da paesone rurale in città industriale.

Operativo dagli ultimi decenni dell’Ottocento al 1970, il gruppo industriale dei Guiso-Gallisai portò a Nuoro lavoro e sviluppo nei duri anni della guerra. Dalla produzione di energia elettrica al mulino attorno al quale si sviluppa il primo pastificio industriale della zona; dalle fabbriche di ceramica e di ghiaccio alle miniere di talco a Orani, il lascito per il centro Sardegna è stato importante: 27 i paesi serviti dall’energia prodotta dalla centrale elettrica sul Cedrino; circa 1600 i dipendenti; porta a Nuoro la rete di illuminazione pubblica; avvia le bonifiche in Baronia e con il sogno di «industrializzare l’agricoltura» dà vita alla moderna azienda agro-zootecnica San Martino tra Nuoro e Irgoli; apre il cine-teatro Eliseo e costruisce l’asilo-scuola materna gestito ancora oggi dalle Vincenziane.

Nuoro, capitale dell’industria nel centro Sardegna

La mia generazione

La mia generazione non ha mai visto la 131 finita e senza lavori per non parlare della 125 o della a Sassari Olbia. La mia generazione conta le vittime dopo le alluvioni e fa parte degli angeli del fango nel mentre che ovunque si continua a parlare, esclusivamente a parlare, di prevenzione. La mia generazione riceve in eredità un'amministrazione dei beni pubblici che, sotto tutti i profili, nell'arco di circa 70 anni di storia repubblicana (specie se paragonati ad esempio alla storia cristiana), ha sciupato i patrimoni ambientale, storico artistico e culturale (solo per citarne alcuni), in maniera ad oggi direi quanto meno preoccupante se non irreversibile. La mia generazione sta vedendo, nonostante gli encomiabili sforzi di tantissimi docenti, una pubblica istruzione che appartiene a un altra era geologica, perché i ragazzi fanno cose che già difficilmente ora gli possono servire. E cosi via.

La mia generazione

Banditi a Orgosolo

Ci mancava una bella notizia di Orgosolo, di quelle di cronaca nera. Era da un po' che il paese dei murales (e non solo) non usciva alla ribalta. E come al solito si parla di banditi. Quei banditi che ho avuto modo di conoscere anche io, sin da tempi remoti quando a Orgosolo ci andavo e non conoscevo nessuno, quando ancora facebook non esisteva e quando vivevo all'estero. Assieme a me li conobbero anche amici spagnoli, francesi, italiani. Gente che di Orgosolo non aveva mai sentito parlare e che io volevo fargli vedere.

Banditi a Orgosolo

Sfatare i luoghi comuni: l'innovazione nell'isola che non c'è

Parlare di innovazione in Sardegna sembra un paradosso. Abituati come siamo a considerarci arretrati, fuori dalla Storia, isolati, facciamo fatica a pensarci dentro i fenomeni economici e culturali della contemporaneità. Così come parlare di reti sociali, di economia delle relazioni suona dissonante rispetto alla nostra presunta propensione alla divisione. Eppure si tratta di stereotipi infondati, privi di appigli storici. È una mitologia deprimente e autoassolutoria quella che domina la nostra percezione di noi stessi. Sgomberare il campo da questa falsa coscienza è altrettanto importante che generare pratiche virtuose in termini economici e sociali. Le due necessità vanno a braccetto.

Sfatare i luoghi comuni: l'innovazione nell'isola che non c'è
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