Il Punto

L'opinione

Sa variedade de mesania in sa limba sarda: s’ arborense

Su sardu de  oe podet esset dividiu po comodidade de istudiu in tres calidades differentes, bidu e comente sa limba nosta s’este cumpria finas a oe a pustis de is apportos limbisticos benios da atterue: Logudorese a Nord, Campidanese a Sud, Arborense o variedade de mesu o Limba de mesania in sa zona de su zentru isolanu. Contributos limbisticos de medas partes addeni de s’isula, arribbadas cun is colonizzatziones, anta renniu possibile sa formazione de custa limba neolatina meda curiosa, sa prus antiga de i limbas de tottu su logu de sa Romania limbistica, sa prus a costaos de su modellu latinu:

Sa variedade de mesania in sa limba sarda: s’ arborense

Senza la terra perdiamo tutto

Nel 1849 gli abitanti di Santu Lussurgiu si rivoltarono contro la borghesia agraria che con l’Editto delle Chiudende si era impossessata dei migliori terreni. Tre manifestanti morirono uccisi dai proprietari. In seguito terreni comuni vennero divisi in lotti e dati ai poveri. Per qualche tempo su quelle aree non venne chiesta nessuna imposta. Qualche anno dopo l’esattore comunale si presentò con le cartelle per la riscossione. Pochi tra quei contadini e pastori poterono onorarle; gli altri rivolsero ai grandi proprietari chiedendo loro l’acquisto di quei lotti.

Senza la terra perdiamo tutto

Nuoro, capitale dell’industria nel centro Sardegna

Il barone delle industrie nuoresi che lo studioso Paolo Fadda ha dedicato a Francesco Guiso Gallisai è un libro intenso, documentato, ricco di storia e di passioni. Al centro del racconto l’epopea di una famiglia che ha rivoluzionato la storia di Nuoro e della provincia attivando il processo di modernizzazione del capoluogo barbaricino e trasformando Nuoro da paesone rurale in città industriale.

Operativo dagli ultimi decenni dell’Ottocento al 1970, il gruppo industriale dei Guiso-Gallisai portò a Nuoro lavoro e sviluppo nei duri anni della guerra. Dalla produzione di energia elettrica al mulino attorno al quale si sviluppa il primo pastificio industriale della zona; dalle fabbriche di ceramica e di ghiaccio alle miniere di talco a Orani, il lascito per il centro Sardegna è stato importante: 27 i paesi serviti dall’energia prodotta dalla centrale elettrica sul Cedrino; circa 1600 i dipendenti; porta a Nuoro la rete di illuminazione pubblica; avvia le bonifiche in Baronia e con il sogno di «industrializzare l’agricoltura» dà vita alla moderna azienda agro-zootecnica San Martino tra Nuoro e Irgoli; apre il cine-teatro Eliseo e costruisce l’asilo-scuola materna gestito ancora oggi dalle Vincenziane.

Nuoro, capitale dell’industria nel centro Sardegna

La mia generazione

La mia generazione non ha mai visto la 131 finita e senza lavori per non parlare della 125 o della a Sassari Olbia. La mia generazione conta le vittime dopo le alluvioni e fa parte degli angeli del fango nel mentre che ovunque si continua a parlare, esclusivamente a parlare, di prevenzione. La mia generazione riceve in eredità un'amministrazione dei beni pubblici che, sotto tutti i profili, nell'arco di circa 70 anni di storia repubblicana (specie se paragonati ad esempio alla storia cristiana), ha sciupato i patrimoni ambientale, storico artistico e culturale (solo per citarne alcuni), in maniera ad oggi direi quanto meno preoccupante se non irreversibile. La mia generazione sta vedendo, nonostante gli encomiabili sforzi di tantissimi docenti, una pubblica istruzione che appartiene a un altra era geologica, perché i ragazzi fanno cose che già difficilmente ora gli possono servire. E cosi via.

La mia generazione
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