Tradizioni

La Sibilla Barbaricina: storia di una donna intera

DI SARA MUGGITTU

A pochi giorni dalla festa della Donna, quasi come un segno che passa tra le mani, riaprì un libro, uno di quelli che custodisco gelosamente.

Forse perché i vecchi racconti e le storie sul nostro paese e sulla Sardegna mi hanno sempre affascinata sin da piccola. Ricordo che a casa di nonna rimanevo ore ad ascoltare e con profonda curiosità non mi risparmiavo di chiedere.

La Sibilla Barbaricina: storia di una donna intera

L'uso dei nodi in Sardegna: dai legamenti d'amore agli involti protettivi

In tutta la Sardegna, come altrove, era uso fare dei nodi a delle cordicelle, che potevano essere di varia materia, per favorire o per impedire rapporti, carnali e non, tra uomini e donne, agevolare matrimoni, dirimere le controversie, legare o slegare le persone, ma anche per fissare un intenzione, una preghiera, un desiderio. Si pensava che in questo modo si potessero legare insieme o separare le persone, che il gesto compiuto in modo simbolico si sarebbe poi ripetuto nella realtà, con la forza del rito e dell’intercessione.

L'uso dei nodi in Sardegna: dai legamenti d'amore agli involti protettivi

La “medicina sacra in Sardegna”, qualche accenno

DI ALESSANDRA DERRIU*

Fin dalla preistoria l’uomo sviluppa “forme” di cura e di medicina e, nel tentativo di alleviare le sofferenze e guarire le malattie, acquisisce, con l’esperienza, saperi e pratiche nuove, in Sardegna come altrove. La “scienza medica” è inizialmente legata al culto, alla magia, al misticismo ed ancestrali credenze. L’arte della guarigione, in passato più che adesso, ma ancora adesso, aveva due anime, una scientifica, razionale, e una sacra, informale e magica, che nel tempo è stata definita superstiziosa e popolare. La prima è la medicina come si intende nell’accezione comune, la seconda, ha un rapporto con il trascendente ed il divino.

La “medicina sacra in Sardegna”, qualche accenno

L'uomo che dà vita alle canne

Ci sono passioni che ti accompagnano per tutta la vita. Nascono inaspettatamente, così, senza un perché, in un giorno come un altro. Si alimentano della tua creatività, del tuo impegno e del tuo entusiasmo. Talvolta riesci a trasformarle in professione, altre, invece, sono destinate a esser coltivare nei ritagli di tempo. Il sabato, la domenica, nelle tarde serate d’inverno in compagnia di un mangianastri e una lampadina da 60 watt.

L'uomo che dà vita alle canne

Riti, tradizioni e luoghi del Solstizio d'inverno

Di Sara Muggittu

Il 21 dicembre in tutto il mondo si celebra il Solstizio d’inverno. E’ il giorno più corto dell’anno: dall’indomani le ore di luce riprenderanno a crescere sino al 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

Una data importante che oggi ha perso parte del valore ricoperto in passato. Ma cosa si celebrava anticamente in questa giornata?

Riti, tradizioni e luoghi del Solstizio d'inverno

Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide

Il Mercure, un brigantino della Repubblica Francese di Napoleone costruito nel 1805, fu ceduto al Regno Italico nel 1809. La notte del 21 febbraio 1812, questa imbarcazione, di scorta, insieme alle gemelle Jena e Mameluck, al vascello Rivoli, ebbe la sventura di incappare, fuori dal porto di Venezia, nella squadra navale inglese Royal Navy. Le due flotte diedero inizio a uno scontro (ricordato come battaglia di Grado), durante il quale il Mercure, sotto i colpi del brigantino inglese Weasel, esplose in mare. Si spezzò in due tronconi: quello di poppa affondò immediatamente, quello di prora si inabissò a circa cento metri di distanza.

Scambiarsi la fede sarda o coltello e maninfide

Origine e significato di alcuni "Carrasegares"

A differenza di altre maschere barbaricine, quelle di Tonara, Gavoi, Ovodda e Fonni, fatta esclusione per s'urthu, non hanno particolari connotazioni se non quelle che manifestano. E' da escludere, con ogni probabilità, qualsiasi richiamo a riti, simboli e figurazioni misteriose. E' probabile che s'urhtu (maschera d'animale presente a Samugheo, Sarule e Ulatirso) sia l'animale che scendendo a valle dalle vette innevate, annunci l'incombente primavera.

Origine e significato di alcuni "Carrasegares"
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