*DI MARCO SECHI
Da tanto tempo subiamo degli spettacoli di dubbio gusto, spesso elaborati col supporto dell’ambiente del folklore, sintomo di un popolo sardo che avrebbe sempre voluto e probabilmente ancora vorrebbe esserci, ma che non è mai riuscito a costituirsi, a rappresentarsi. Essi si configurano come il ripetersi di una malsana abitudine, manifestata spesso in esibizioni goffe, carnevalate, celebrazioni di feticci, per rivendicare un sedicente “orgoglio nazionale sardo”, senza alcun fondamento concreto.
Sono cresciuto a Sassari. Una città in cui lo spirito urbano e moderno si coniuga con i valori della Sardegna. Le tradizioni come i Candelieri e la Cavalcata Sarda si uniscono alla parte più moderna della città. La passeggiata in Via Roma, l’arrivo in Piazza d’Italia, quante volte abbiamo camminato in queste strade. Ma l’anima della città in cui mi piace passeggiare ogni volta che torno è il centro storico: Piazza Santa Caterina, il Duomo, le vie in cui ci sconsigliano di camminare perché pericolose. Ma cosa è pericoloso di fronte al virus che tutto livella?
Il 4 Marzo, data per me importante, finalmente i 40 anni. Torta, amici, nipoti e parenti. Una domenica in arrivo con tantissimi viaggiatori. È da mesi che abbiamo organizzato questi viaggi, i turisti sono euforici, ogni giorno mi scrivono chiedendo maggiori dettagli. “Che bello, domenica finalmente saremo su quel trenino, un viaggio che abbiamo tanto desiderato.”
Il 4 Marzo, pomeriggio, soffio le candeline, taglio della torta.
“Mamma, dice che sospendono l’attività didattica!”
Ore 20.00 la notizia diventa ufficiale, sospese le attività didattiche sino al 15 Marzo.
Il 5 Marzo leggiamo il decreto, iniziamo a prendere tutte le precauzioni, iniziamo ad annullare il viaggio dell’8 marzo.
La Sardegna.. come una donna tutta da amare e da scoprire..
La Sardegna ancora non la vedi e senti già i suoi profumi portati dal vento, l’odore dei mirti e l’inconfondibile profumo d’Elicriso, ti entrano dentro, sono lì, ogni volta, a darti il benvenuto quando torni in alcuni periodi dell’anno.
Avevo poco più di 5 anni, il mio primo viaggio verso quell’Isola misteriosa, era il 1982.
Dalla nave potevo sentire il richiamo di quella terra e fantasticare con gli occhi di un bambino, mi aspettava un nuovo mondo, ma chi poteva immaginare un simile splendore.
Era il lontano 2012 io e Marco decidemmo di andare a fotografare l'alba al Nuraghe Ruinas.
Sono Laura, ho 34 anni, non sono sposata, non ho figli. Ho due genitori anziani e forti e due sorelle, gemelle. Ho sempre vissuto con i miei, un po’ perché c’è bisogno, un po’ perché va bene così. Ho studiato, lavorato, ho sopportato scadenze di contratti e mi sono rimessa a studiare.
In questi giorni avrà luogo a Villacidro la premiazione dei vincitori del Concorso letterario intitolato alla memoria del nostro grande scrittore Giuseppe Dessì. Mi permetto di fare alcune considerazioni sulle modalità di svolgimento di detto concorso.
Romina è morta. A Nùoro. A casa nostra, nella nostra isola. Un'altra vittima di femminicidio, in questa strage che sembra non avere mai fine. E per favore non parlate di gelosia, di tragedia, di dramma, di raptus. Sono crimini efferati compiuti da assassini.
Sono da poco rientrato da due settimane trascorse in giro per la Sardegna. Non ho scritto nulla sui miei spazi social durante i miei giorni nell’isola. Ho lasciato parlare le molte immagini fotografiche, abbagliato da ciò che vedevo, sentivo, odoravo, gustavo e toccavo. Perché l'isola mi è esplosa intorno, e inevitabilmente mi è esplosa anche dentro. Ma poi il risultato di queste deflagrazioni necessita di tempo per posarsi e decantare e ci vorrà ancora ulteriore tempo per coglierne appieno l'essenza e la persistenza.
4 giugno ore 5,40 ingresso porto Olbia.Chi ama la Sardegna arriva in nave con la propria auto,magari facendo enormi sacrifici..prenotando in inverno per risparmiare. Ma poi quando è sbarcato si mette in viaggio alla ricerca non solo delle spiagge e del mare fantastico ma sopratutto dei paesi interni dove si trova il vero artigianato locale e i veri prodotti locali genuini.
Da Capo Teulada, lembo estremo poetico
il mar Tirreno che si riflette sulle bianche
spiagge e le dune, gobbe al sole mai stanche
né esausto agli occhi un caldo saturo cuore
d’ isola il suo patrimonio assolato di colore.
Giare e tacchi colline come in un quadrante
d’orologio una clessidra vasta e pianeggiante;
rocce di calcare e di dolomia
come sul Gennargentu catena coi rifugi
al vento l’aria pettinando la Taxus baccata
i pochi residui della vita sulla morte
che speranza sui rami, dell’altura prospera
e procrea l’aria di Sardegna che
del vento spira la sua porta, su “ pietre spaccate “
cima rotonda e spoglia Punta La Marmora
coi suoi nevai di temperatura l’altitudine.
FABIO STRINATI
365 giorni..questi i lunghi giorni che mi separano da LEI, da viaggio a viaggio. Ogni anno l’estate dovrà scorrere in fretta per accogliere, al più presto, SETTEMBRE…quel mese che per me, ormai, significa SARDEGNA! Il lungo viaggio in traghetto è il mio dormiveglia, un momento di sospensione finchè, alle prime luci dell’alba o allo spuntare della luna, riesco a scorgere- nonostante la miopia- la sagoma di Tavolara che, imponente, sembra aspettarmi con impazienza e salutarmi…in quell’attimo mi si gonfia il cuore e mi abbandono al mio SOGNO. Sogno che da qualche anno è diventato nostro, perché la meraviglia è ancora più bella in due. Non so spiegarmi la natura o l’intensità di questo legame con l’isola anche se, velatamente ed in sordina, ha sempre fatto parte della mia vita.


