Il Punto

Che belle le vacanze social...o no?

Che belle le vacanze social...o no?

 

 

Saranno 32milioni gli italiani che si stanno o si concederanno una vacanza durante l'estate 2015. Si preannuncia l'anno del rilancio con un incremento rispetto ai sei anni precedenti che hanno visto continue rinunce da parte dei nostri connazionali al momento della scelta della località o del periodo da dedicare alla vacanza. Nel 2014 (dati Istat) i residenti in Italia hanno effettuato oltre 63 milioni di viaggi (-9,5% rispetto al 2013).

Crisi o no, complice il caldo torrido, sono pochi a rinunciare ai piaceri della pausa anche se si vanno a prediligere mete low cost con in testa Paesi che offrono servizi a tariffe particolarmente competitive e dove il fattore trasporto non grava in maniera preponderante sulla spesa finale (come, invece, continua ad accadere per la Sardegna). Di fatto, per DOXA, nel 2015 sarà il il 54% delle famiglie italiane a partire, anche se la maggior parte solo per una settimana o poco più preferendo l'auto (67%) e rimanendo nei confini dello Stivale (74%) rispetto a quelli esteri (18%).

La scelta per chi sta in Italia va senza dubbi sulla spiaggia con la Sardegna al primo posto per l'indagine condotta da Privalia Watch. La corsa alla promozione è partita da tempo, con le immancabili gaffe come quella di chi, pur di promuovere la bellezza della propria terra non esita a inserire fotografie di ben più suggestive località (vedi lo spot della Puglia con Tavolara sullo sfondo). Sono ormai invece in via di estinzione coloro che desistono dal condividere con il mondo ogni aspetto della propria vacanza. Come a dire: ferie si, isolamento no. Tantomeno dai social!

Da due mesi a questa parte chi è ancora in ufficio o cerca un alito di brezza tra le accaldate vie cittadine, sa già tutto sulle località turistiche scelte dai suoi contatti: temperatura dell'acqua, stato della spiaggia e presenze. Nel frattempo, sulle spiagge iniziano a scomparire i racchettoni e a spopolare i bastoni da selfie. Sfida all'ultimo hashtag, alla località più esclusiva, allo scatto più ricercato e al selfie da far invidia. Dov'è finito quel gusto del raccontare tipico del post vacanza?

Ci sarà ancora qualcuno che a settembre inviterà gli amici a casa o al bar per mostrare luoghi, situazioni e aneddoti della propria estate senza sentirsi dire: “Ho già visto sui social?”. Quella particolare dipendenza che ci porta a guardare lo smartphone circa 150 volte al giorno e ad usare Watsapp dodici volte in un'ora, coinvolge, che lo si ammetta o no, tutti noi. Nel 2013 i selfie su Instagram erano 56 milioni, già ampiamente superati dai quasi 300 milioni dell'anno in corso.

E a incentivare questa febbre da condivisione, contribuiscono gli articoli dedicati con tanto di indicazioni tematiche per agevolare o contrastare la dipendenza da social anche in vacanza.

C'è chi consiglia di comunicare i propri contatti il periodo in cui si andrà in vacanza, selezionare gli orari di condivisione ma, anche, istituire un orario della condivisione e selezionare solo alcuni luoghi in cui registrarsi social network day in cui staccare completamente dalla vita virtuale tornando a quella reale. Nel frattempo, su Instagram l'hashtag #summer2015 conta oltre 3 milioni di post, #sardegna2015 cavalca i 6000.

Se da una parte la condivisione costante diviene sinonimo di promozione territoriale, turistica, dall'altra la corsa allo scatto acchiappa like o alla registrazione più ricercata, oltre a ledere una privacy sempre più inesistente annienta il gusto di un racconto personale, non filtrato da uno schermo.

A dati, statistiche e previsioni per l'estate 2015, proviamo allora ad aggiungerne una: ci sarà ancora qualcuno che riuscirà a staccarsi dai social per due settimane e inviare una semplice cartolina ai contatti più stretti? Nel frattempo, buona estate a tutti e....#stayfashion!

*FocuSardegna

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