Simone Ruscio analizza l’evoluzione dell’allevamento sardo nella seconda metà del 900

Simone Ruscio analizza l’evoluzione dell’allevamento sardo nella seconda metà del 900

Simone Ruscio, classe 1993, di origini sarde, vive a Ciampino nell’hinterland di Roma. La Sardegna è la terra della mamma, nata a Gairo in provincia di Nuoro, giunta nella Capitale alla ricerca di un’adeguata formazione in campo sanitario al di là del Tirreno, pur continuando a mantenere un forte radicamento verso l’isola, trasmesso anche al figlio.

Simone stesso si sente per ragioni identitarie, sardo nell’intimo e come tale è sempre stato appassionato di storia e cultura dell’isola.

“Ogni volta che devo realizzare un lavoro legato ai miei studi - riferisce Simone - cerco sempre di trattare argomenti legati alla mia amata Sardegna”.

Un plauso per Simone Ruscio che con ragguardevoli capacità dottrinali, ha conseguito una decina di giorni fa il dottorato con un corso di studi specifico in Scienze Storiche con una Laurea Magistrale all’Università ‘La Sapienza’ di Roma con una tesi sull’evoluzione dell’allevamento sardo nella seconda metà del Novecento.

“In particolare - sottolinea Simone con enfasi - ho strutturato la tesi medesima in tre capitoli, di cui il primo tratta l’allevamento e la società pastorale nella Sardegna antecedente l’epoca dei grandi cambiamenti nei trent’anni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale; il secondo capitolo invece riguarda proprio la suddetta stagione riformatrice e l’ultimo capitolo infine tratta in maniera sintetica dell’allevamento odierno”.

Alla discussione ha ricevuto i complimenti della commissione per la concretezza del lavoro redatto per una tesi estremamente particolareggiata e complessa, con la stesura di oltre 200 pagine, e per aver trattato argomenti molto diversi tra loro compresa la differenza di genere nella Sardegna preindustriale, così come ha voluto evidenziare l’autore, chiamando in causa l’era precedente dello sviluppo del secondo dopoguerra, oltre gli aspetti etico-ambientali dell’allevamento moderno.

In aula a ‘La Sapienza’ era presente anche un docente di origini sarde che ha espressamente richiesto a Simone di documentare gli effetti del fenomeno dell’emigrazione sarda in continente durante il secondo dopoguerra fino agli anni ’70 compresi. Una tematica questa, ben presente e ragionata in maniera sintomatica nella tesi.

Simone Ruscio ha voluto raccontare le difficoltà del lavoro elaborato, frutto di un lungo percorso di ricerca dall’incommensurabile complessità.

“Ho cercato fonti molto diverse tra loro – sostiene - sia come argomentazioni sia come trattati datati nel tempo. Infatti tra i vari testi da me consultati ce n’è addirittura uno antecedente la seconda guerra mondiale”.

Come redattore dell’articolo dedicato a Simone, mi rende orgoglioso menzionare il fatto che, tra i libri e le varie riviste consultate, ha preso spunto anche da alcuni pezzi pubblicati della testata Tottus in Pari.

“Per esempio – chiosa Ruscio - l’interessante articolo di Carlo Maxia sugli usi civici, pubblicato nel 2019.  Inoltre ho preso spunto anche da alcuni eventi, come la visione dell’interessante docufilm ‘Oltre il Mare’ di Irio Pusceddu, promossi dal circolo dei sardi Grazia Deledda, che tra l’altro ha sede proprio nel Comune di Ciampino in cui risiedo attualmente e perciò ringrazio tale associazione e il suo Presidente Pierluigi Frigau”.

L’estenuante lavoro di ricerca di Simone si è avvalso anche dei numerosi consigli ottenuti da amici e parenti sardi.

“A riguardo – evidenzia Simone con soddisfazione - sono molto orgoglioso di aver inserito nella tesi delle personali interviste ad ex pastori sardi che hanno svolto tale attività soprattutto durante l’epoca preindustriale dell’allevamento sardo, quando era prevalentemente in voga la transumanza e altri sistemi storici della pastorizia”.

Quando Simone pensa alla terra sarda, non immagina solo le vacanze estive, le meraviglie del suo mare, il sole cocente, il profumo degli arbusti. Pondera soprattutto la semplicità delle sue genti, sincere e generose, orgogliose nel senso di appartenenza, ostentata con fierezza.

Se la Sardegna è cultura, magia e speranza, ha l’incantevole caratteristica di far diventare propri i figli nati altrove per valori trasmessi dagli affetti più vicini.

“Mi piacerebbe un giorno – dice Simone – trasferirmi nell’isola e vivere in quel fantastico contesto perché ne apprezzo ogni peculiarità. Penso al suo patrimonio storico culturale per esempio”.

Valori importanti per Ruscio: il concetto di cultura è riconducibile a due aspetti fondamentali come la tradizione e l’innovazione. La conservazione di questi aspetti, sono il passaggio fondamentale per l’arricchimento interiore legato alla conoscenza del territorio.

“Fin da quando sono piccino – riferisce Simone della sua particolare passione per l’approccio e lo studio della lingua sarda – trascorro lunghi periodi dell’anno a Gairo e sono un abituale frequentatore delle gare poetiche di poesia estemporanea, perché mi piacciono, per migliorare la conoscenza della lingua sarda e perché mio zio Bruno Agus è uno tra i più importanti cantadores”.

 

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