Ormai ho capito che nei paesi della Barbagia di Seulo le leggende sono di casa. Perche' come gia' mi successe a Seulo ed Esterzili, anche a Sadali qualcosa di misterioso esiste. Gia' il primo impatto col centro storico e' particolare, case disabitate e nuove si sposano in un contesto dove acqua e verde avvolgono il paese. Si passeggia lontani dal silenzio della vita mondana e solo il rumore dell'acqua ti fa compagnia.

Arrivo a Sadali e Fede viene a prendermi con la sorella.
Qui esporrai.
Qui mangerai.
Qui dormirai!

Dormiro' qui!?
Ma e' bellissimo!!!

Il posto si chiama "Le Case del Folletto".
Penso "che bel nome, ci sta benissimo col contesto paesano"
L'affittacamere e' stupendo, e' un insieme di vecchie case che son state ristrutturate senza perdere lo stile di una volta, sia all'esterno che gli arredamenti.

Poggio la valigia e via, esco e vado a visitare il centro storico.
Inizio la salita verso il paese ma oltre all'acqua che scorre nel paese, inizia a scendere anche quella del cielo.
Son costretto a tornare indietro e prendere la macchina per dirigermi verso le pariglie.
I ragazzi del comitato, che distingui da una maglia ROSSA, sono giu' di morale.
Anche la serata precedente e' stata rovinata dall'acqua e la gara poetica e' stata rinviata.
Alcuni sono andati in chiesa a chiedere a San Valentino di non far piovere, la festa e' dedicata a lui.
Ma San Valentino sembra non volerli ascoltare.
Allora loro, senza perdere le speranze, vanno da una Donna del paese, colei che fa la "medicina dell'occhio" e che sembra avere altri poteri.
Non ci crederete ma smise di piovere!!!

E si, qua c'e' qualcosa di strano nell'aria.
Si corrono le pariglie, la notte si fanno gli spettacoli e tutto scorre liscio.
Delle persone del posto mi raccontano che Sadali e' un paese particolare, che a dispetto di molti paesi della Sardegna, questo non e' un paese molto legato alla religione.
Ascolto, mi bevo due birrette e vado a letto.

La mattina "Le Case del Folletto" preparano la colazione.
Si chiacchiera con Daniela, la proprietaria e gli altri ospiti.
Alla fine e' normale che la domanda cade sulla scelta del nome dell'affittacamere.
E allora partono i racconti leggendari.
Della casa di Lorenzo e Francesco, degli oggetti che spariscono e riappaiono, dei passi che si sentono e di quella figura vestita di ROSSO che alcuni vedono aggirarsi.

Ecco ci risiamo! A Esterzili avevo il fantasma in casa e qua ho il folletto.
Avro' modo di conoscerlo stavolta?

Per ora nulla, allora esco e provo a fotografare quel centro storico che l'acqua scesa dal cielo non ha permesso che lo facessi la sera prima.
Ci riesco, e' bello, bellissimo!
La giornata passa, arriva il momento della processione, torna il momento dell'acqua e di qualche pallina di grandine, dei balli.

Ma alla fine a Sadali che son venuto a fare?
Ah si, la mostra.
Mostra che stava dietro il palco, vedevo la "barracca" della festa davanti a me e quei ragazzi del comitato, con la loro maglietta ROSSA addosso, che scorrazzavano veloci da una parte all'altra.
A Sadali sembra che gli abitanti siano un po' piu' schivi degli altri.
Sembra, forse son piu' timidi o chiusi all'inizio, ma che ogni tanto arrivano e ti chiedono se tutto va bene, ti offrono da bere (perche' anche qua siamo in Sardegna e "su cumbidu" e' un rito).

La mostra e' poco frequentata, verso le 23 decido di chiudere e vado incontro alle maglie ROSSE.
Mica posso andare via senza aver conosciuto persone del posto.
Chiacchiero, rido e scherzo, ma torno anche da solo.
Con la coda dell'occhio vedo tutte quelle maglie ROSSE che scorrazzano indomiti da una parte all'altra.

Ma non e' che fossero loro i folletti?...

Matteo Setzu

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