Dio romano, affine al greco Ares. Figlio di Giunone (l’Era degli Elleni) nel mondo romano era la divinità che presiedeva alla guerra. Era anche una divinità della primavera (perché il periodo della guerra iniziava con la fine dell’inverno) e della giovinezza (la guerra è soprattutto attività destinata ai giovani). Secondo la tradizione M. era il padre di Romolo e Remo generati  dall’unione con la Rea Silivia; avrebbe egli stesso inviato ai figli esposti sul Palatino una lupa perché li allattasse. Oltre ai Romani anche alcune genti italiche ritenevano di discendere da Marte, da cui trassero il nome (i Marsi, i Marrucini, i Mamertini). Il culto di M. in Sardegna non ha lasciato tracce evidenti.

Un tempio consacrato al dio della guerra, accanto ad uno per Esculapio, doveva esistere a Karales, in cui risulta epigraficamente attestato un quartiere, il vicus Marti et Aesculapi, di ignota localizzazione. A M. era legato il collegio militare dei Martenses al quale appartenevano tre compagni d’arme che lasciarono una dedica ad Ercole iscritta in un miliario trovato nei pressi di Biora. Un culto specifico doveva svolgersi a Martis, centro dell’Anglona, che secondo M. Pittau (I nomi di paesi, città, regioni, monti, fiumi della Sardegna, Cagliari 1997) potrebbe aver derivato il proprio nome dalla presenza in loco di un Fanum Martis, “tempietto di Marte”.


Rubrica "Sardinia Antiqua" a cura del Prof. Attilio Mastino  

testo tratto da: "La Sardegna. Enciclopedia Brigaglia" 

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