Gennaio 23, 2019

    Login to your account

    Username *
    Password *
    Remember Me

    Tradizioni

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Il carnevale di Bosa, chiamato “Carrasegare Osincu” è unico nel suo genere in Sardegna; contrariamente ai tragici carnevali delle zone interne dell’isola vi trionfano la libertà, la fantasia e l’esplicita ironia a carattere sessuale. Il personaggio pringipale è Gioldzi: il “Re Giorgio”, il simbolo del carnevale, rappresentato da un pupazzo di stracci e paglia, con una botte per pancia. S’Attittadora è la prefica che recita le lamentazioni funebri; è vestita a lutto, il viso dipinto di nero con s’oltigiu brusiadu (sughero bruciato), e indossa sa bunnedda (la gonna lunga), s’isciacca (il bustino), e s’isciallu cun sas randas (lo scialle con le frange).

    Tags: ,

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    La giostra equestre di Oristano è l’ultima corsa all’anello della Sardegna e una delle poche che si corrono in Europa. È uno spettacolo teatrale, con il suo spazio scenico, i suoi attori e spettatori, il suo canovaccio. E i suoi registi: il gremio degli agricoltori nella Sartiglia della domenica, quello dei falegnami nella Sartiglia del martedì di Carnevale. Tutto ha inizio il 2 di febbraio, festa della Candelora, durante la quale vengono nominati i Componidores delle rispettive Sartiglie. Su Componidori, deciderà a quali cavalieri dare l’onore della spada per la discesa alla stella. 

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Il Carnevale di Samugheo s’inserisce nelle celebrazioni carnevalesche degli ambienti agro-pastorali della Sardegna. Presenta alcune varianti originali che ne spiegano le antichissime origini. Su Mamutzone indossa pantaloni di fustagno, o velluto nero, e pelli di capra; i gambali di cuoio sono ricoperti da pelli di capra. Annodati alla vita porta campaneddas e trinitos (sonagli) e al petto dei campanacci in ottone o bronzo. Nasconde le sembianze umane sotto uno strato di fuliggine di sughero bruciato. Il copricapo è piuttosto originale: si tratta di un recipiente di sughero (su casiddu o su moju), rivestito di lana di capra e con delle corna caprine, a volte bovine. Alcuni Mamutzones portano un bastone; un tempo pare venisse avvolto con pervinca o edera, a somiglianza del “Tirso“, il bastone del dio Bacco o Dioniso. S’Urtzu: è la vittima della rappresentazione. Indossa una pelle di caprone nero, completa della testa; porta sul petto pelli di capretto e pesanti campanacci.

    Share