Marzo 22, 2019

    Login to your account

    Username *
    Password *
    Remember Me

    Tradizioni

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Allegria, buon vino, dolci tipici a disposizione di tutti fanno il carnevale a Gavoi. Non esiste una vera e propria maschera, ma c’è la vittima del carnevale. Protagonisti gli strumenti musicali d’origine arcaica, suonati al ritmo del ballo sardo. I personaggi Zizzarrone: è un fantoccio un tempo chiamato “Tiu Zarrone”. Rappresenta la vittima, “su mortu de Harrasehare”. Le persone che suonano gli strumenti musicali, sos Sonadores, indossano abiti di velluto, sos gambales (gambali) e su bonette (coppola). Il loro volto è ricoperto di nera fuliggine. Su Triangulu, ottenuto dalla lavorazione di un pezzo di ferro alla forgia, ha le punte ripiegate verso l’esterno. Il suo suono acuto si erge oltre quello cupo de su Tumbarinu (tamburo). Per i tamburi viene in genere utilizzata la pelle di capra o di cane e sono realizzati interamente a mano con metodi antichi.

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Il Carnevale tradizionale di Orotelli è caratterizzato da due tipi di maschere: sas mascaras de caddu (maschere a cavallo) e sas mascaras de pè (maschere a piedi): tra queste ultime, sos Thurpos sono i protagonisti. Il termine significa “i ciechi”, “gli storpi”. Portano l’abito di velluto, i gambali di cuoio (sos gambales) e un lungo pastrano (su gabbanu) di nero orbace, un tempo usato dal pastore nel periodo invernale. A tracolla hanno una bandoliera di campanacci. Il viso è nascosto da uno strato di sughero bruciato e da un cappuccio che scende fino al naso. Fra gli abitanti di Orotelli è ancora viva la memoria di altre maschere: Erithajos, Tintinnajos, Burrajos. S’Erithaju (il riccio) indossava un saio bianco con cappuccio e portava una collana di tappi di sughero con aculei di riccio. 

    Tradizioni
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Il coinvolgente carnevale di Ottana conserva riti e maschere molto simili a quelli originali. È rappresentato da tre personaggi: Su Merdule, Su Boe e Sa Filonzana. Tutte le maschere di Ottana vengono in genere chiamate “Merdules”. Ma su Merdule vero e proprio indossa bianche pelli di pecora (sas peddes), porta sul capo un fazzoletto femminile nero (su muccadore), e sul viso ha una maschera nera antropomorfa (sa carazza) in legno di pero selvatico, dall’espressione impassibile; sovente la maschera è resa deforme da bocche storte, denti in evidenza o nasi lunghi e adunchi. Ha in mano un bastone (su mazzuccu) e una frusta di cuoio (sa soca). Non porta campanacci. Ha gambali in cuoio (sos gambales) e calza sos cusinzos o bottinos, le scarpe da campagna del pastore. Si suppone che il suo nome sia di origine nuragica: da “mere” (padrone) e “ule” (bue): padrone del bue.

    Share
    X

    Right Click

    No right click