Maggio 21, 2019

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    Tradizioni

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    Il vestiario tradizionale di donne e uomini e dei bimbi del paese barbaricino ha subito numerose trasformazioni nel tempo. E' normale che sia così e che le fogge del vestiario cambino. Con il tempo. Con la moda. Con i tessuti usati. Con la disponibilità economica. Con l'abilità di chi li confeziona. Le donne tonaresi avevano un vestiario antico nel 1800 molto più austero e più barbaricino di quello attuale.

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    Nei pressi dell’antica Nora, a ridosso della spiaggia,si trova anche la chiesa dedicata al santo protettore della città di Cagliari, Efisio. Consacrata nell’undicesimo secolo, ogni anno, ai primi di maggio, è meta di una lunghissima processione di fedeli, che vi accorrono rendendo omaggio al simulacro del santo. La tradizionale sagra di Sant’Efisio trae le sue origini da un’antica pestilenza che, nel 1652, dimezzò la popolazione cagliaritana. Vicende simili interessarono anche altre zone dell’isola, che più o meno negli stessi anni videro le proprie comunità decimate dalla peste o dalla malaria.Gli abitanti di Cagliari, mossi dalla disperazione per le perdite consistenti, fecero un voto al santo Efisio di Elia, martire decapitato nella città di Nora intorno al Trecento per essersi rifiutato di rinnegare la propria fede cristiana. La leggenda narra che Efisio, ufficiale romano a capo dell’esercito di Diocleziano, fu mandato in Sardegna proprio per reprimere il cristianesimo che cominciava a diffondersi nell’isola.

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    A Pattada,  sa resolza (il tipico coltello chiamato in certe zone Leppa) è piantata, in maniera simbolica, nel cuore di ogni singolo abitante del paese. Questa, infatti, è l’emblema dell’intera comunità: un borgo di circa 3500 abitanti, quello situato alla maggior altitudine tra tutti i comuni della provincia di Sassari. E’ questo quindi il paese dei coltelli sardi o, per meglio dire, i coltelli sardi più famosi vengono da questo paese, tanto che sono conosciuti anche con il nome di pattadese. La tradizione si perde nella memoria. Secoli di raffinato artigianato che trova origine nella storica vicinanza del paese ai giacimenti di ferro. La transizione verso gli attuali coltelli si ebbe con l’avvento della ghisa, anello di congiunzione tra il vecchio ferro, ormai arrugginito, e l’attuale acciaio, indistruttibile, che costituisce ogni lama moderna realizzata seguendo gli opportuni criteri.

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