Maggio 22, 2019

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    Tradizioni

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    Risuona incessante il rumore dei campanacci tra le vie di Leskovac in Serbia. Tra pelli di animali, orbace e volti tinti di nero, le maschere carnevalesche della Sardegna, uniche rappresentati per l’Italia alla manifestazione, conquistano pubblico e giuria ottenendo il premio come migliore rappresentanza nazionale. La Manifestazione, organizzata per l’occasione nella cittadina Serba di Leskovackog, s’inserisce all’interno del circuito regolamentato dalla “Federazione Europea del Carnevale” e nella tappa di inizio Luglio ospitava una rappresentanza di ben 47 gruppi provenienti da tutta Europa. Per la Sardegna erano presenti “Urthos e Buttùdos” di Fonni e l’associazione culturale “Su Sennoreddu e s’Iscusorzu di Teti”

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    L’altra grande celebrazione sassarese è la Cavalcata sarda che, insieme alla Festa di Sant’Efisio di Cagliari e alla sagra del Redentore di Nuoro, fa parte della triade di manifestazioni isolane nelle quali è possibile vedere riuniti tutti gli abiti tradizionali della regione. Il suo carattere prettamente  profano la distingue dalla maggior parte delle altre feste sarde (che sono circa 250). Il nucleo centrale dell’evento è composto dai costumi, dalle danze, dai canti e, soprattutto, dalle cavalleresche acrobazie.La sfilata degli abiti tradizionali occupa tutta la mattinata. Una lunghissima processione  attraversa l’intera città fino a piazza Italia, lasciando una scia di profumi e di colori. Persone di ogni età e sesso percorrono le vie dalla periferia al centro: alcune a piedi, altre a cavallo, altre ancora su carri decorati di fiori e carichi di dolci tipici, di vini e di pietanze.

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