Marzo 24, 2019

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    Da Capo Teulada, lembo estremo poetico

    il mar Tirreno che si riflette sulle bianche

    spiagge e le dune, gobbe al sole mai stanche

    né esausto agli occhi un caldo saturo cuore

    d’ isola il suo patrimonio assolato di colore.

    Giare e tacchi colline come in un quadrante

    d’orologio una clessidra vasta e pianeggiante;

    rocce di calcare e di dolomia

    come sul Gennargentu catena coi rifugi

    al vento l’aria pettinando la Taxus baccata

    i pochi residui della vita sulla morte

    che speranza sui rami, dell’altura prospera

    e procrea l’aria  di Sardegna che

    del vento spira la sua porta, su “ pietre spaccate “

    cima rotonda e spoglia Punta La Marmora

    coi suoi nevai di temperatura l’altitudine.

    FABIO STRINATI

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    Sono da poco rientrato da due settimane trascorse in giro per la Sardegna. Non ho scritto nulla sui miei spazi social durante i miei giorni nell’isola. Ho lasciato parlare le molte immagini fotografiche, abbagliato da ciò che vedevo, sentivo, odoravo, gustavo e toccavo. Perché l'isola mi è esplosa intorno, e inevitabilmente mi è esplosa anche dentro. Ma poi il risultato di queste deflagrazioni necessita di tempo per posarsi e decantare e ci vorrà ancora ulteriore tempo per coglierne appieno l'essenza e la persistenza. 

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    Con molto stupore e disappunto abbiamo appreso la notizia che l’ ASL di Oristano presso l’ospedale San Martino ha predisposto l’ambulatorio infermieristico per intensità di cure ai diabetici. Il modello innovativo – come dichiarato - si basa sulla valorizzazione della figura dell’infermiere, sulla maggiore sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza. Sono spiacente sottolineare che tale modello non è stato sottoposto alle organizzazioni dei diabetici ADIG Sarda.

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