Gennaio 24, 2019

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    L'intervista

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    Roberto Petza è uno dei più apprezzati talenti della gastronomia nazionale con riconoscimenti di carattere internazionale. Nato a San Gavino Monreale nel 1968,  dopo il diploma conseguito all’Istituto Alberghiero di Alghero lo chef decide di affinare la propria esperienza con una lunga permanenza nei migliori ristoranti in Italia e all’estero. Alla fine degli anni Novanta rientra in Sardegna inaugurando il ristorante “S’apposentu” e “S’apposentu al teatro lirico di Cagliari” raccogliendo grandi consensi.  Nel 2010 dà vita all’Accademia dell’alta Cucina Sarda nel paese della pasta, Siddi dove trasferisce, all’interno di una villa liberty dei primi del Novecento, il suo ristorante: nascono così  L’Accademia Casa Puddu e S’apposentu di Casa Puddu che vanta attualmente una stella Michelin e tre forchette Gambero Rosso. Il successo dello chef stellato e il suo apprezzamento da parte di amanti della buona cucina, grandi gourmet e note guide gastronomiche nazionali e internazionali ha le sue fondamenta nel suo essere portavoce di un’arte della gastronomia che mette al primo posto il rispetto della tradizione e dei prodotti locali.

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    Paola Bacchiddu, è una giornalista di origini sassaresi. Sin da bambina vive in diverse città italiane con la famiglia e dopo una parentesi cagliaritana, si stabilisce a Milano,  dove si forma e studia, conseguendo la laurea in lettere moderne all’Università degli Studi di Milano. Ha lavorato come giornalista, video maker, web video reporter, co-founder e stockholder con diverse testate tra cui Panorama, L’Espresso, Il Foglio, Agenda Digitale, Linkiesta e L’Unione Sarda. Responsabile comunicazione per la lista Tsipras nel 2014, a partire da settembre dello stesso anno fa parte della squadra di Michele Santoro nel programma televisivo Servizio Pubblico. Attualmente vive tra Milano e Roma e si occupa della rubrica di politica “La velina” sul quotidiano online Affaritaliani.
    Con lei parleremo del suo percorso professionale, di giornalismo, e del suo duplice amore per la Sardegna e Milano.

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    Salvatore Mereu, regista sardo, classe 1965, si laurea al Dams di Bologna, studia cinematografia a Roma, e dirige tre cortometraggi, prima di vincere nel 2004 il David di Donatello come miglior regista esordiente col suo primo lungometraggio, Ballo a tre passi, un film diviso in quattro episodi che dipinge in un modo nuovo e intenso la sua Sardegna. Nel 2008 ha portato al festival di Berlino Sonetàula, dal romanzo di Giuseppe Fiori, girato in due versioni, una per le sale e due puntate per la televisione. Nel 2010 realizza Tajabone, girato in una scuola media della periferia di Cagliari con attori gli stessi piccoli studenti. Costato solo 10.000 euro, alla mostra di Venezia vince lo Uk-Italy Creative Industries Award - Best Innovative Budget, il premio che si assegna al film più innovativo e di qualità in rapporto alla scarsità del budget con il quale è stato prodotto e il risultato ottenuto.

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