Gent.mo Presidente

Francesco Pigliaru

facendo seguito a ciò che l’Associazione Prospettiva Donna di Olbia le scrive, anche l’Associazione Onda Rosa di Nuoro vorrebbe esprimerle alcune gravissime preoccupazioni che riguardano la libertà di noi donne tutte.

 

Come senz’altro saprà tutti i Centri Antiviolenza della Regione Sardegna che lei presiede sono a rischio di chiusura immediata.

A dicembre del 2015 a tutti i centri antiviolenza, tranne Nuoro, sono stati erogati una parte dei finanziamenti relativi al 2014.

Si trattava di città in propaganda elettorale o particolarmente vicine al suo partito.

Il 30 giugno del 2016 anche Nuoro ha avuto il suo finanziamento ma decurtato di 46.503,39 da noi già spesi e attentamente documentati al Comune di Nuoro e da loro approvati perché attinenti al progetto.

Questo decreta per noi la nostra morte.

Ma dalle politiche che la sua giunta sta mettendo in atto mi rendo perfettamente conto che lei ne sarebbe più che felice.

Mi spiego meglio.

Il lavoro dei Centri Antiviolenza è un agire politico in quanto cambiare il percorso di vita delle donne è rivoluzione.

I Centri Antiviolenza sono in contatto costante e quotidiano con la sofferenza delle donne ed è proprio unitamente alle donne che cerchiamo la forza e insieme facciamo progetti condivisi.

La nostra Regione che lei oggi presiede sta mettendo in atto ciò che a noi donne non serve: curarci e proteggerci calpestando la volontà di noi donne tutte.

Ciò che manca totalmente alla sua politica, ai suoi assessori e ai suoi dirigenti è la consapevolezza che noi donne siamo i soggetti imprevisti della sua legislatura.

Dal vostro agire quotidiano in relazione alla violenza maschile emerge chiaramente la vostra totale incompetenza rispetto alle origini della violenza maschile, che non è il frutto della follia o dell’inadeguatezza delle donne, come in tavoli pubblici affermate e sostenete, ma di un sistema.

La rappresentazione della violenza di genere, come la RAS ha fatto il 21 luglio nel tavolo permanente contro la violenza sulle donne organizzato dalla commissione regionale per le pari opportunità, affidata agli “esperti”, avvocati, psicologi, carabinieri, questure, prefetti e politicanti vari della sua giunta, tra i quali il suo portavoce, ci indica chiaramente che della violenza date una lettura opposta e neutra a quella dei saperi delle donne e dei Centri Antiviolenza.

La Sua politica sta svalutando la storia, le esperienze e le pratiche di noi donne tutte.

Non è un caso infatti che i dirigenti all’assessorato alla Sanità ci stiano decurtando i soldi da noi già spesi e attentamente rendicontati nel 2013 e nel 2014.

Probabilmente Lei non è a conoscenza di niente, ma se così fosse, questo per noi donne è ancora più grave.

Le chiediamo un suo tempestivo intervento sui suoi assessori e dirigenti affinchè  in Sardegna sia applicata la legge regionale n.7/08 e la Convenzione di Istanbul.

Cordiali saluti

Luisanna Porcu