Il Punto

L'opinione

Il potere liberatorio della bellezza

Quante volte avete sentito il concetto di “bellezza” nelle ultime settimane? C’è un appassionato, disperato, bisogno di bellezza. E volendo parlare di questo concetto ci si accorge immediatamente di quanto sia complicato. Possiamo pensare alla bellezza come un processo composto da numerosi elementi: stupore, entusiasmo, passione, amore per la cultura, desiderio di scoprire e tanto cuore. E a volte si può riuscire a “fare bellezza” anche quando, osservando il clima che circonda la nostra società, in questo particolare momento storico, si può parlare di tutto tranne che di bellezza. 

Il potere liberatorio della bellezza

Cinque consigli letterari per una vacanza in Sardegna

Sardegna, terra di suggestioni, meraviglie naturali, storia e cultura. Terra variegata, fatta di contrasti irresistibili esaltati dalla nostra letteratura. 

Ecco, allora,  alcuni consigli letterari per scoprire una Sardegna insolita e lasciarsi trascinare dal fascino di un'Isola irresistibile.

1) ESSERE TRAVOLTI DAL CONTRASTO ENTROTERRA - COSTE 
Come suggerisce Marcello Fois nel libro "In Sardegna non c'è il mare", dovete provare il fascino dell'entroterra sardo. «Il territorio barbaricino rifiuta, direi quasi geneticamente, il concetto di "divertimentificio", la costa barbaricina rifiuta la condizione di "Caraibi del Mediterraneo", che tanto piace ai tour operators improvvisati e ai turisti da gossip. Chi passasse per mare dalla costa gallurese, quella dove è sempre estate, a quella barbaricina dove le stagioni si alternano, vedrebbe a occhio nudo la differenza. La Barbagia ha quella profondità di territorio vivo, che differenzia il viaggiatore dal vacanziere. Se veniste da queste parti, dunque, dove sono nato io, dovreste affrontare il tratto più straordinario dell'intera strada statale 131, dal mare fino all'interno, salendo appena sareste gratificati nella vista e nell'olfatto. Da Olbia a Nuoro tutto profuma».

2) VIVERE IL CARNEVALE ESTIVO

Il carnevale, in Sardegna, non è un appuntamento riservato solo al freddo inverno, potete viverlo anche d'estate. A Orotelli, ad esempio, ogni anno si svolge la sfilata dei Thurpos. Lo scrittore Salvatore Cambosu, descrive con minuzia queste figure della tradizione: «Partiti a cavallo alla prima alba, imbacuccati nei loro cappotti di orbace nero, con i cappucci puntuti rialzati sembravano gente di inferno. Neri anche i cavalli, finchè non fu come se qualcuno fosse riuscito a incendiare, a levante il bosco umido. Era l'aurora».

3) INCONTRARE PERSONE ZEN
Se cerchi la pace e la tranquillità questa è l'isola giusta. Il Prof. Giulio Giacobbe, nel libro "Come diventare un Buddha in 5 settimane" scriveva: «Non occorre andare il Cina o in Giappone per incontrare persone zen. Basta andare in Sardegna. Un giorno a Orgosolo incontrai un pastore. Gli chiesi: "Cosa fa tutto il giorno?" "Guardo le pecore". "E a cosa pensa?" "A cosa devo pensare? Che non me le rubino!". La presenza nella realtà non ha bisogno di spiegazioni».

4) VISITARE LE CHIESETTE CAMPESTRI DALLA TRADIZIONE LEGGENDARIA
Grazia Deledda diceva che «Non c'è Madonna che non abbia la sua storia, e quasi tutte le chiese, specialmente le chiesette di campagna, le piccole chiese brune perdute nelle pianure desolate o nei monti solitari, e che hanno l'impronta delle costruzioni pisane o andaluse, sono circondate da una tradizione semplice o leggendaria».

5) PROVARE IL NEPENTE DI OLIENA, POESIA DELLA TERRA

Il consiglio arriva direttamente dal vate Gabriele D'Annunzio: «Non conoscete il Nepente d’Oliena neppure per fama? Ahi, lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i Sardi chiamano Domos de Janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo».

Avvertimento: al rientro, i vostri bagagli peseranno di più - di profumi, di bellezze, di sapori, di avventure, di emozioni.

 


Questo è il nostro ultimo editoriale prima della pausa estiva. Riprenderemo a Settembre. Vi auguriamo un magnifico agosto!

Cinque consigli letterari per una vacanza in Sardegna

Muoiono lentamente piccoli centri sotto gli occhi di chi ancora ci vive

Piccoli centri destinati all’estinzione e un’Isola che lentamente ma imperturbabilmente si svuota. Sintomi di una tendenza che si fa preoccupante ed è destinata a mutare la morfologia urbana del territorio. 

Se storicamente la Sardegna risultava spopolata nelle coste e maggiormente popolata nelle zone interne (questo per via della malaria e dei frequenti attacchi dal mare) da diverse decadi la tendenza è ormai invertita. Le logiche dell’emigrazione vedono persone spostarsi verso centri maggiormente attrattivi e popolati lasciando scoperte le zone più interne e isolate. A fuggire, però, non sono solamente uomini e donne in cerca di un avvenire migliore. A fuggire è soprattutto lo Stato che in virtù di logiche prettamente numerarie abbandona al proprio destino territori già deboli.

Muoiono lentamente piccoli centri sotto gli occhi di chi ancora ci vive

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici, osservando quanta poca considerazione abbiamo della loro grande civiltà e del patrimonio culturale che ci hanno inconsapevolmente regalato.
Certamente penserebbero che siamo pazzi, che viviamo completamente sconnessi dalla spiritualità, fondamento della loro vita e del loro modo di essere, inseguendo Dea Ignoranza e Dio Denaro.

E chissà cosa direbbero di noi i nostri antenati nuragici

FocuSardegna, la rinascita di un'idea

Che cosa significa, oggi, fare un giornale on line? Che cosa significa rimodulare un’idea, tenendo fede alla sua origine, alla sua identità ma con un taglio più moderno?

Ce lo siamo domandato più e più volte, in questi sei anni da quando, nel 2013, Focusardegna ha visto la luce. 

In questi anni siamo cresciuti e abbiamo mantenuto salda la nostra brand awareness sui social, abbiamo continuato, sul sito, a raccontare la nostra idea di Sardegna, i suoi protagonisti, i suoi luoghi e le sue meraviglie, le sue criticità e le sue eccellenze.

FocuSardegna, la rinascita di un'idea

Ecco svelato il problema del prezzo del latte ovino in Sardegna

Ieri la manifestazione dei pastori si è chiusa con la promessa, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore all'agricoltura e dei capigruppo, di destinare 35 milioni alle ragioni e alle richieste del Movimento Pastori sardi.
La prima domanda, tralasciando le questioni di metodo a cui purtroppo sono tristemente abituato, è sempre la solita: dove li troviamo?
Dubito si tratti di risorse dimenticate in qualche meandro del bilancio, un po' come quando capita di trovare una banconota sgualcita nelle giacche invernali riposte nell'armadio al cambio di stagione.

Ecco svelato il problema del prezzo del latte ovino in Sardegna

La vita dei pastori è la vita della nostra terra

Come non rivolgere un pensiero a Fabrizio Argiolas, il pastore rimasto ustionato nel tentativo di mettere in salvo il suo gregge dalle fiamme. 

Fabrizio ha messo a rischio la sua vita per la sua vita: le sue pecore.  

E' forse difficile da comprendere per chi non vive in prima persona l'essere pastore o per chi è lontano dal mondo delle campagne ma ritengo che, almeno una parola di conforto, un incoraggiamento, un abbraccio sentito Fabrizio lo meriti, in mezzo al frastuono - social e non - che spesso risuona indebitamente. 

Siamo talmente presi dalla frenesia delle nostre giornate che raramente riusciamo a fermarci sopra un pensiero, o un fatto. Oggi tutto scorre velocissimo e la sera spesso arriva senza aver vissuto un attimo di silenzio. 

La vita dei pastori è la vita della nostra terra, la loro storia la nostra storia di sardi. Credo che oggi la Sardegna sia chiamata a fermarsi almeno un attimo e a riflettere sul gesto di Fabrizio, di straordinaria bellezza nella sua ordinarietà. 

E' bello pensare e sperare di poter avere sempre qualcuno che ci dedichi la stessa cura e attenzione che Fabrizio ha rivolto al suo gregge. 

La storia della Salvezza, nella Bibbia, è ricchissima di immagini e simboli relativi alla figura del pastore.

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (Sal 23,1-4). 

Ecco, oggi è bello soffermarsi un attimo in silenzio su quanto accaduto a Fabrizio, un pastore sardo, che ha messo a rischio la sua vita per la sua vita. Rispetto e ammirazione. Ed un augurio di pronta guarigione. 

La vita dei pastori è la vita della nostra terra

Che emozione, Fabio

Che emozione Fabio, quando nella prima tappa con arrivo in salita di questo tour, hai sfidato quel 20% di pendenza e, alzandoti sui pedali, hai danzato sino all’arrivo di Planche des Belles Filles. Un trionfo in solitaria e per distacco, indossando la maglia tricolore come Vincenzo Nibali nel 2014.

Che emozione Fabio, quando in quell’ultimo e interminabile rettilineo in salita di Peyragudes, prendesti il coraggio in mano e sfidasti tutti. 350 metri di pura sofferenza, te lo si leggeva in faccia. Uno sprint al cadiopalma che ci ha tenuti con il fiato sospeso. Arrivasti secondo, ma fu il trionfo.

Che emozione Fabio, quando hai indossato quella maglia. Come Nibali, come Pantani. Quel colore che intonava perfettamente con il tuo sorriso. Eri lì, in alto, dove mai nessun altro sardo era stato. C’eri tu, ma è come se ci fossimo stati tutti noi.

Poi arrivarono le Alpi. Tanti chilometri sulle gambe e una squadra decimata da cadute e ritiri. Sei spesso rimasto solo a combattere contro corridori ben più attrezzati. E nel vederti combattere sino alla fine, devastato dalla stanchezza ma senza mai arrenderti, non fu solo emozione, fu soprattutto orgoglio.

Coraggio Fabio, fai tesoro di questo quinto posto, perché noi lo sappiamo, prima o poi, come la Vuelta, anche il Giro e il Tour saranno tuoi. E noi, come sempre, saremo lì a fare il tifo per te.

 

 

Che emozione, Fabio

Quando si affronterà seriamente il problema del lavoro?

Ius soli, vaccini, ballottaggi...Vorrei capire se il dibattito pubblico, una volta risolte queste urgenze impellenti, inizierà a incentrarsi seriamente sul problema che più di ogni altro tormenta la maggioranza degli italiani: ossia, il lavoro che non c'è, quello sottopagato, le nuove schiavitù, lo sfruttamento dei più deboli, l'emigrazione giovanile. È il tema dei temi, come mai viene ignorato? C'è un intero popolo dimenticato nei discorsi di chi dovrebbe rappresentarlo: ed è composto dall'esercito dei disoccupati, dagli operai chiamati a lavorare giorno per giorno; da laureati ridotti ad arrangiarsi facendo pulizie per qualche ora.

Quando si affronterà seriamente il problema del lavoro?
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