Tradizioni

I personaggi del Carnevale sardo: Su Harrasehare Lodinesu

Su Harrasehare Lodinesu ha da sempre il suo culmine in su Merhulis de lessia (Mercoledì delle Ceneri), nonostante il secolare veto della chiesa cattolica.Il protagonista è su Ziomo, fantoccio di paglia rivestito di stracci; un tempo non aveva fattezze ben precise, ma oggi gli si mette una maschera di legno di pero (o fico) che abbia i lineamenti di una persona della comunità o di un personaggio da tutti conosciuto, distintosi durante l’anno per qualche sproposito o fatto eclatante. Un tempo il pupazzo veniva portato in braccio, mentre oggi è sistemato su un carretto; viene spinto da sas Umpanzìas, corteo di uomini che indossano fardetta (gonna lunga), issallu (scialle), muccadòre (fazzoletto) – gli abiti tipici de sa biuda (la vedova) – hanno il viso dipinto di nero e portano appese al collo le maschere indossate dai fantocci negli anni precedenti. Pilichittos, tzippulas e binu nieddu scaldano le serate della festa.

I personaggi del Carnevale sardo: Su Harrasehare Lodinesu

I personaggi del Carnevale sardo: Don Conte

Il carnevale di Ovodda si distingue da tanti altri carnevali barbaricini perché si svolge in giorno proibito, il Mercoledì delle ceneri, in un clima di allegra sarabanda e follia intorno alla vittima Don Conte: il personaggio centrale del carnevale. Si tratta di un grande fantoccio, brutto e osceno, fatto con uno scheletro di ferro e imbottito di stracci. In genere ha sembianze maschili, con gli attributi sessuali piuttosto accentuati. Può anche caratteristiche ermafrodite, ma mai un aspetto solo femminile. Sos Intintos sono le persone che partecipano alla festa con il volto annerito dalla fuliggine, e accompagnano Don Conte.

I personaggi del Carnevale sardo: Don Conte

I personaggi del Carnevale sardo: Su Battileddu

Il carnevale tradizionale di Lula era un rito arcaico, selvaggio e cruento che contemplava il sacrificio di una vittima in carne e ossa. Su Battileddu è la vittima del carnevale indossa nere pelli di pecora o montone; ha il volto nero di fuliggine, con macchie rosse a simulare il sangue. Sul petto un grappolo di campanacci, sos marrazzos. Sulla testa porta un fazzoletto nero da donna e corna caprine, oltre a sa ’entre or tata, una parte dello stomaco di caprone. Nel petto cela su chentu puzone, una parte di stomaco di ruminante pieno di san gue. Altri Battileddos accompagnano la vittima e sono vestiti di stracci. Sos Battileddos issocatores hanno il ruolo di guardiani del bestiame; altri Battileddos sono buoi aggiogati. Sos Battileddos vestiti da vedove piangono la vittima del carnevale con sos attittos (lamentazioni funebri).

I personaggi del Carnevale sardo: Su Battileddu

I personaggi del Carnevale sardo: Urthos e Buttùdos

Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S’Urthu e Su Buttudu. La prima, è interamente ricoperta di pelle di montone bianco, e costituisce l’epicentro del rito simbolico. Viene tenuto tramite una grossa e pesante catena di ferro da due Buttudos, che lo tengono a bada nel suo tentativo di avventarsi contro la gente. Chi rappresenta S’Urthu, è generalmente una persona forte e agile, tant’è che riesce ad arrampicarsi sui balconi, sui muri e nei posti più impensabili, nel tentativo di sfuggire alla sua sottomissione, creando scompiglio e meraviglia tra la gente.

I personaggi del Carnevale sardo: Urthos e Buttùdos

I personaggi del Carnevale sardo: su Bundu

Il carnevale tradizionale di Orani, è incentrato su una maschera unica e misteriosa, chiamata su Bundu, riportata in auge all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso dopo alcuni anni di accurata ricerca. Incoraggiati dalla Proloco, numerosi artigiani, appassionati delle arti e delle tradizioni, i ricordi degli anziani e della gente del paese, hanno contribuito alla sua riscoperta. Su Bundu è il personaggio principale del carnevale tradizionale. Indossa l’antico abbigliamento tipico del contadino: un lungo e pesante gabbano invernale o un ampio sacco de vresi (d’orbace), sotto il quale indossa la camicia e, spesso, un gilet (su groppette); indossa inoltre pantaloni di velluto e gambali di cuoio.

I personaggi del Carnevale sardo: su Bundu

I personaggi del Carnevale sardo: sos Tumbarinos

Allegria, buon vino, dolci tipici a disposizione di tutti fanno il carnevale a Gavoi. Non esiste una vera e propria maschera, ma c’è la vittima del carnevale. Protagonisti gli strumenti musicali d’origine arcaica, suonati al ritmo del ballo sardo. I personaggi Zizzarrone: è un fantoccio un tempo chiamato “Tiu Zarrone”. Rappresenta la vittima, “su mortu de Harrasehare”. Le persone che suonano gli strumenti musicali, sos Sonadores, indossano abiti di velluto, sos gambales (gambali) e su bonette (coppola). Il loro volto è ricoperto di nera fuliggine. Su Triangulu, ottenuto dalla lavorazione di un pezzo di ferro alla forgia, ha le punte ripiegate verso l’esterno. Il suo suono acuto si erge oltre quello cupo de su Tumbarinu (tamburo). Per i tamburi viene in genere utilizzata la pelle di capra o di cane e sono realizzati interamente a mano con metodi antichi.

I personaggi del Carnevale sardo: sos Tumbarinos

I personaggi del Carnevale sardo: sos Thurpos

Il Carnevale tradizionale di Orotelli è caratterizzato da due tipi di maschere: sas mascaras de caddu (maschere a cavallo) e sas mascaras de pè (maschere a piedi): tra queste ultime, sos Thurpos sono i protagonisti. Il termine significa “i ciechi”, “gli storpi”. Portano l’abito di velluto, i gambali di cuoio (sos gambales) e un lungo pastrano (su gabbanu) di nero orbace, un tempo usato dal pastore nel periodo invernale. A tracolla hanno una bandoliera di campanacci. Il viso è nascosto da uno strato di sughero bruciato e da un cappuccio che scende fino al naso. Fra gli abitanti di Orotelli è ancora viva la memoria di altre maschere: Erithajos, Tintinnajos, Burrajos. S’Erithaju (il riccio) indossava un saio bianco con cappuccio e portava una collana di tappi di sughero con aculei di riccio. 

I personaggi del Carnevale sardo: sos Thurpos

I personaggi del Carnevale sardo: Boes e Merdules

Il coinvolgente carnevale di Ottana conserva riti e maschere molto simili a quelli originali. È rappresentato da tre personaggi: Su Merdule, Su Boe e Sa Filonzana. Tutte le maschere di Ottana vengono in genere chiamate “Merdules”. Ma su Merdule vero e proprio indossa bianche pelli di pecora (sas peddes), porta sul capo un fazzoletto femminile nero (su muccadore), e sul viso ha una maschera nera antropomorfa (sa carazza) in legno di pero selvatico, dall’espressione impassibile; sovente la maschera è resa deforme da bocche storte, denti in evidenza o nasi lunghi e adunchi. Ha in mano un bastone (su mazzuccu) e una frusta di cuoio (sa soca). Non porta campanacci. Ha gambali in cuoio (sos gambales) e calza sos cusinzos o bottinos, le scarpe da campagna del pastore. Si suppone che il suo nome sia di origine nuragica: da “mere” (padrone) e “ule” (bue): padrone del bue.

I personaggi del Carnevale sardo: Boes e Merdules

Bois e Fui Janna Morti in contu de Animas e Carrasegare

Tali processioni e rappresentazioni venivano fatte il martedì grasso (martis de coa), e per il Carnevalone (ultima domenica, prima della Quaresima). Tra i personaggi più ricordati ad Escalaplano si ricordano i nomi di tziu Filicinu Pisano, tziu Cogotti, tziu Peppinu Locci, tziu Frorisceddu, tziu Dottoreddu ( che non per caso ha preso questo sopranome). Questa tradizione è scomparsa poco dopo gli anni '50. 

Mi parlate de su " FUI JANNA MORTI "?

Bois e Fui Janna Morti in contu de Animas e Carrasegare

Schierarsi per il Boe o per il Merdule

Qualche anno fa ho scoperto che assistere a un concerto di Vinicio Capossela può essere un’esperienza piuttosto evocativa. A un certo punto della serata il cantautore si è messo in faccia una maschera che aveva, fissato al suo interno, un microfono. Veniva fuori un suono ovattato, e le parole risultavano quasi incomprensibili. Capossela, curvo su se stesso, sbatteva sul pavimento del palco un mazzo di campanacci di ferro. Fu forse proprio questo gesto che, ricordandomi il rito del Mamuthone, mi fece dire alla persona che mi accompagnava: “Secondo me è una maschera sarda”. Eppure, in tutta evidenza, quella maschera bovina non aveva nulla a che fare con la più famosa made in Mamoiada.

Schierarsi per il Boe o per il Merdule

I personaggi del Carnevale sardo: Mamuthones e Issohadores

Il Carnevale di Mamoiada è uno dei più affascinanti della Sardegna, grazie alle sue inquietanti maschere e all’ancora più misteriosa danza che esse inscenano. Sos Mamuthones: portano sa bisera, maschera nera di legno d’ontano o pero selvatico, di fogge antropomorfe. L’espressione è sofferente o impassibile: labbra, naso, zigomi sono pronunciati per nascondere e trasfigurare le sembianze umane. In testa portano su bonette, copricapo maschile, e su muncadore, fazzoletto femminile, marrone o granata. Indossano sas peddhes, mastruca di pelli di pecora, sopra un abito di fustagno o velluto (su belludu); calzano sos husinzos, scarponi del pastore.

I personaggi del Carnevale sardo: Mamuthones e Issohadores

Indossare la maschera del Mamuthone

Una maschera nera dai lineamenti grotteschi, lontani dalle sembianze umane ma al tempo stesso disperatamente umani. Legno di pero selvatico, duro sul volto, a darle forma. Zigomi sporgenti e sguardo che affiora dai fori all’altezza degli occhi. Un altro foro a livello della bocca per il respiro, e la testa cinta da un fazzoletto marrone legato sotto il mento. Mastruche di pecora nera sopra l’abito di velluto e trenta chili di campanacci in ferro che vengono sbattuti coprendo qualsiasi altro suono. E’ così che si conciano i Mamuthones di Mamoiada.

Indossare la maschera del Mamuthone
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