Il tempio del Sardus Pater ad Antas venne edificato su un modesto rilievo (m. 363 sul livello del mare) che costituisce l’estremità delle falde meridionali del Monte Conca S’Omu, nel territorio di Fluminimaggiore. L’edificio si presenta orientato da sud-est a nord-ovest, con l’accesso al podio mediante una lunga scalinata. Questa gradinata insiste sull’area dell’originario tempio punico dedicato a Sid. Il tempio di Sid dovette mantenersi sino ad età tardo repubblicana (I secolo a.C.).

Tale inquadramento cronologico è suggerito sia dal frammento di ceramica a vernice nera con l’iscrizione neopunica votiva graffita A(don) S(id), sia, soprattutto, dai dati stratigrafici. Lo scavo dell’area di culto ha evidenziato nel livello sottostante la pavimentazione in cocciopesto della gradinata del tempio romano, elementi architettonici del precedente sacello punico (due capitelli ionici), un frammento di iscrizione cartaginese del III sec. a.C., un frammento di vaso a pareti sottili del II secolo a.C. ed un frammento di statuina di Musa in marmo della seconda metà del II secolo a.C. L’attribuzione della costruzione del tempio del Sardus Pater al periodo augusteo si basa sia sull’analisi della struttura architettonica e della sua decorazione, sia sul favore che Ottaviano Augusto riservò al culto di questa divinità locale (vd. M. Azio Balbo).

L’edificio di età romana, che mantiene l’orientamento del precedente tempio punico, si articola in una scalinata e nel podio elevato e si suddivide longitudinalmente in pronao, cella e adyton bipartito; il pronao presenta quattro colonne sul prospetto e due sui lati; le colonne, in calcare locale, hanno basi attiche e capitelli ionici; il tempio era inoltre coronato da un frontone triangolare, già sconosciuto agli esploratori ottocenteschi. Tra il 217 ed il 213 d.C. il tempio subì un profondo restauro promosso sotto Caracalla, testimoniato dall’iscrizione dell’epistilio. La presenza del nome di Caracalla all’inizio dell’iscrizione è da interpretarsi come una associazione tra il culto di una divinità indigena, quella di Sardus Pater, ed il culto imperiale.

A cura del Prof. Attilio Mastino su Sardinia Antiqua


[F. Barreca, Il tempio di Antas e il culto del Sardus Pater, Iglesias 1975; G. Sotgiu, Le iscrizioni latine del tempio del Sardus Pater ad Antas, “Studi Sardi” XXI, 1968-1970, pp. 7-20; R. Zucca, Il tempio di Antas, Sassari 1989]

 

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