Aristianis è il nome bizantino, sopravvissuto nella forma medioevale Aristanis, della città di Oristano. La sua derivazione dal nome dei praedia Aristana, i terreni della famiglia degli Aristii, in età romana imperaiale è probabile, mentre nelle false carte d' Arborea  Aristanis prendeva il nome da una inesistente  principessa Aristana del Giudicato d' Arborea. La prima fonte a menzionare Aristianis è la Descriptio Orbis Romani  di Giorgio di Cipro, che segna la nuovo insediamento bizantino lungo un itinerario che da Chrysopolis-Forum Traiani ( Fordongianus) reca attraverso  Aristianis alla limne  (stagno di Cabras)  fino alla fortezza di Tharros (Kastron tou Taron).

 

Lo scavo del sagrato della Cattedrale di Oristano, nel 1987, ha evidenziato un cimitero bizantino, a  fosse rettangolari, rivestite di lastre di arenaria e basalto, con copertura a lastre, destinate a deposizioni multiple, senza oggetti di corredo o di ornamento personale.  Il coemeterium  altomedievale del sagrato del duomo oristanese può agevolmente riferirsi ad una ecclesia forse già  intitolata all' Assunta, destinata a divenire cattedrale all' atto della traslazione della sede episcopale tarrense in Oristano nella seconda metà dell' XI secolo, nel 1070 secondo un antiquus codex manuscriptus  citato dall' umanista sardo G. F. Fara nel 1580. Altre presenze bizantine sono state individuate nel corso dello scavo della torre di Portixedda all' estremità nord orientale della cinta muraria medioevale: si tratta di ceramica graffita a pettine caratteristica del VI-VII secolo.  Finalmente nel corso dei recentissimi scavi nell'area centromeridionale del centro storico in corrispondenza della Porta Mari e della Torre di San Filippo si è acquisita, tra i residui di un livello di riempimento postmedioevale una fibbia di bronzo bizantina, simile ad esempio dell' agro  di Tharros, ma anche di Sala in Mauretania Tingitana. 

I dati suesposti parrebbero indicare, in attesa di più ampi riscontri stratigrafici, che Aristianis rappresentò da una fase alta bizantina un nuovo dinamico centro, dotato di forza propulsiva, al contrario della vecchia Othoca-Santa Giusta, al cui territorium  dovette in origine appartenere l' area di Oristano. A questa Aristianis bizantina riportiamo due exagia (tessere) del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, una del v(ir) c(larissimus) Basilius, l' altra di un Victor.

A cura del Prof. Attilio Mastino


 

Bibl.

G. Nieddu, R.. Zucca, Othoca. una città sulla laguna, Oristano 1991, pp. 93-104.

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