In Sardegna viviamo con una contraddizione gigantesca.
In Sardegna viviamo con una contraddizione gigantesca.
Iglesias, Sulcis, Sardegna interna: noi ci investiamo, lo Stato li abbandona. Ha deciso che devono morire. E lo scrive nero su bianco.
Il filo degli antichi mestieri ancora una volta, mi ha guidata verso una delle fonti inesauribili di conoscenza e di sapere originario che tramandato lungo il corso del tempo, si è tramutato in una figura che era e continua a rivestire, un ruolo di fondamentale importanza, necessario per un percorso sociale, culturale ed educativo: la figura della maestra/o della scuola elementare (oggi scuola primaria), uno dei mestieri più antichi della storia dell’umanità, presente in tutte le culture ed in tutte le epoche.
Il bandolo del filo degli Antichi Mestieri, ancora una volta, mi ha fatto da guida per farmi conoscere una delle figure più antiche nella storia degli antichi mestieri: la Mugnaia (sa Molinaja-Molinarza).
*DI ALBERTO MARCEDDU
377 sono i paesi della Sardegna, sparsi in un territorio troppo vasto. Distanze fisiche oltre che distanze intellettuali, le quali diventano incolmabili quando vi sono vuoti molto più profondi da colmare. Un vuoto chiamato paesitudine, neologismo che introduce solitudine e monotonia dei paesi, dai quali sono andati via tutti. E' andato perfino che vi è rimasto, poichè al paese si vive di rassegnazione e di negativismo seriale, ancor di più nel dopo pandemia.
Siamo apparentemente una società di persone che parlano molto ma in realtà si tratta di logorrea usata come strategia per interrompere l’interlocutore (che non abbiamo tempo di ascoltare!).
Ultimamente in occasione della DAD si è parlato tanto di metodi d’istruzione (o distruzione?). È un argomento che mi ha sempre interessato, ovviamente con gli occhi di uno studente (sebbene per un breve periodo sia stato anche al di là della cattedra e … nel tempo libero spesso aiuti alcuni studenti a studiare).
Tutti cercano affannosamente il plauso pubblico. E i social network da qualche anno, ci hanno fornito un potente ricostituente per il nostro ego ipertrofico: il “like”.
«Gallia est omnis divisa in partes tres» come ben ricordano molti studenti è l’incipit de “De Bello Gallico”, uno dei grandi classici della letteratura latina. Una sorta di diario di guerra, scritto tra il 58 ed il 50 a.C. da Caio Giulio Cesare, impegnato nella campagna di conquista della Gallia dove fornisce un resoconto in terza persona.
Ho letto con grande interesse l’articolo del mio compaesano Giorgio Piras, intitolato “La mia Tiana” e pubblicato qualche giorno fa su Focusardegna.