E’ stato pubblicato postumo il libro bilingue (sardo con testo a fronte in italiano) di Francesco Antonio Are “Su testamentu de sa 'erbeghe”.
E’ stato pubblicato postumo il libro bilingue (sardo con testo a fronte in italiano) di Francesco Antonio Are “Su testamentu de sa 'erbeghe”.
È morta la scrittrice nuorese Maria Giacobbe. Era nata a Nuoro nel 1928. Figlia dell’ingegner Dino Giacobbe (nato nel 1896 e scomparso nel 1975), sardista e antifascista, è stato uno dei fondatori del Partito Sardo d’Azione. Nel 1937 era evaso dalla Sardegna per andare a combattere a fianco dei repubblicani in Spagna per quelle libertà civili che il fascismo aveva tolto all’Italia e che insieme alla Germania nazista stava per togliere al popolo iberico.
Ritrovare Elisa Mele a quasi dieci anni dalla prima intervista, ha l’effetto del tempo che scorre troppo veloce. Emigrata nella lontana Australia per inseguire un sogno, lasciando le campagne dell’oristanese, è approdata a Rainbow Beach un paesino costiero nella regione di Wide Bay – Burnett nel Sud Est del Queensland, dove ha trovato la sua dimensione di donna prima e di mamma poi.
Manuela e Mario, due artisti che si incontrano e danno origine ad un progetto musicale che dal 2019 si sta facendo conoscere ed apprezzare in Sardegna. Due entità dal background dissimile ma complementare, hanno creato “Cantico del Mare”.
Maggie S. Lorelli, musicista e scrittrice nata ad Alghero, ha iniziato lo studio della musica a sei anni, in un primo momento apprendendo la tecnica del clarinetto e in seguito del pianoforte.
L’artista te lo immagini così: capelli che non riescono a essere disciplinati, aria assente, e uno sguardo in perenne affanno a cercare di scrutare tutto intorno. Mentre negli occhi sfreccia quel tormento che non si può risolvere, ma con quell’incanto di chi li ha appena aperti. A momenti placido come il mare il mattino presto, ma, come il mare, che un momento dopo con un refolo di vento fa appena increspare.
Giuseppe Fabrizio Lai, classe 1963, è un artista originario di Perdasdefogu. Nei suoi dipinti attinge a una vasta gamma di esperienze pittoriche e culturali, trasportando l’osservatore in una dimensione parallela, fatta di colte rielaborazioni del reale e del sogno. Una figurazione di taglio surrealista intessuta di rimandi e allusioni, in una trama che esprime una creatività poliedrica.
Sono le 17.30, il freddo è pungente e la notte ha iniziato ad avvolgere la città col suo mantello scuro.
Lei arriva all’ora esatta col sorriso sulle labbra. Esordisce scusandosi: “ho avuto qualche difficoltà a trovare un parcheggio” e mi raggiunge al tavolo dove l’aspetto.
Anche la Provincia di Nuoro, dopo circa dieci anni di vuoto amministrativo, ha una Consigliera di Parità. Ad essere eletta, il 23 settembre scorso, è Lorena Paola Urrai, psicoterapeuta villagrandese con un curriculum di tutto rispetto. Urrai sarà affiancata da Maria Chiara Sedda, Consigliera supplente.
In quella serata del 6 agosto a Tokyo, in una notte magica nell’Olimpo delle stelle dello sport, ancora ansimante per l’immane sforzo protratto mezzo minuto addietro, ha osservato trepidante il suo compagno di staffetta tagliare per primo il traguardo. Nientedimeno che quel Filippo Tortu, sardo di origine che vive in Brianza. Incredulo e sorridente, si è messo le mani fra i capelli correndogli incontro, non rendendosi ancora conto della vittoria. Una medaglia d’oro fantastica che avrebbe portato nella sua Oristano. Ha ventun anni Lorenzo Patta, di Samugheo, gareggia per il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza. Era il primo staffettista di quella miracolosa 4x100 maschile.
“Attraverso la scrittura possiamo raggiungere angoli della mente spesso dimenticati, spolverare cassetti rimasti chiusi per troppo tempo, dar voce a quella parte di noi che spesso resta sopita nell’animo, mettere a nudo contraddizioni e conflittualità che ci contraddistinguono, al di là degli stereotipi in cui ci troviamo a vivere. Attraverso la penna ho potuto viaggiare con la fantasia, evadere anche se momentaneamente dai problemi, reali e non, che mi hanno accompagnato negli anni, vivere una vita come qualche volta forse desidererei o avrei desiderato vivere, uscire da me stesso e dar vita ad altri personaggi, creare situazioni, creare vita.”
Quarant’anni fa la tragedia di Vermicino che costò la vita al piccolo Alfredino Rampi, il bambino di sei anni inghiottito da un pozzo artesiano. L’incapacità, l’approssimazione e la scarsità di mezzi dell’apparato di sicurezza di allora non riuscirono a salvarlo. Dopo quarant’anni e quattro mesi è morta l’unica persona che tentò disperatamente di riportarlo a sua madre: Angelino Licheri. Si è spento, povero come ha sempre vissuto, in una casa di riposo di Nettuno, ucciso dalle complicazioni di un diabete che dopo avergli causato la perdita delle gambe e la quasi cecità lo costringeva su una sedia a rotelle.
«Il mio rapporto con la Sardegna è fatto di un amore viscerale, che è nato quando sono partita e si è rafforzato sempre di più negli anni.»
Così Claudia Desogus, scrittrice sarda all’estero, descrive il suo legame con l’Isola, quel senso di appartenenza che quasi ogni sardo – che calpesti o meno le sue strade – porta nel cuore. «Io idolatro e idealizzo la Sardegna,» spiega ancora «anche se sono cosciente di questa mia visione parziale. Riesco a vederne anche i difetti, ma preferisco concentrarmi su tutti i suoi pregi. Mi manca, ma la porto sempre dentro di me. Forse tornerò, ma non credo che sarà prima della pensione.»