Il suo obiettivo è quello di apprendere il più possibile le origini e la storia della Sardegna. Ed è lo stesso spassionato risultato che si prefigge di far comprendere alle nuove generazioni, cittadini di un domani sempre più complesso da tratteggiare in un’isola compassata, e sempre meno attenti a quello che il passato dovrebbe trasmettere soprattutto sotto il profilo culturale.

 

Si perché Belinda Boeddu,  laureata in Materie Letterarie all’Università di Cagliari con una tesi in Storia del giornalismo, che è stata inserita all’interno del volume Donne del giornalismo italiano. Da Eleonora Fonseca Pimentel a Ilaria Alpi. Dizionario storico bio-bibliografico, edito dalla Franco Angeli,  è un’amante della cultura in tutte le sue forme: artistiche, letterarie e storico-archeologiche.

Nata e cresciuta a Ghilarza, il paese reso celebre per aver dato i natali ad Antonio Gramsci, l’intellettuale che ha trasmesso impronte indelebili nella storia politica dell’Italia, Belinda cerca nel suo piccolo di afferrare granelli di eredità del famoso pensatore, da distribuire nel migliore dei modi, cercando di organizzare e partecipare agli eventi culturali per contribuire a rendere vitale e operoso tutto il territorio.

Proprio in quest’ ottica, ha fondato insieme alla sorella Pamela e ad un’amica, l’associazione culturale AttivaMente, che si è vincolata negli anni in differenti attività ludiche, di promozione sociale, di laboratori didattici nelle scuole, mostre e presentazioni di libri. 

“Ho proposto diversi scrittori sardi, perché penso sia giusto diffondere e far apprendere le nostre ricchezze letterarie nel panorama nazionale, oltre quelle già note al grande pubblico, visto che la produzione letteraria degli ultimi anni ci ha regalato nomi di scrittori di buon livello, che raccontano una Sardegna diversa e non stereotipata. Ciò che vorrei è allargare il bacino di pubblico, coinvolgendo maggiormente i ragazzi a questi eventi, perché noto un certo disinteresse nelle nuove leve verso la lettura.”

Belinda ama leggere da sempre, sia per sognare ad occhi aperti con i libri e sia per ampliare le sue consapevolezze formative. Questo amore lo mette in pratica tutti i giorni con il suo lavoro che brevemente ci descrive:

“Da qualche anno ho aperto il centro privato di Assistenza Didattica AlphaBeta, nel quale aiuto bambini e ragazzi a studiare, a colmare lacune ed acquisire un metodo di studio semplice ma efficace. Molti di loro hanno delle oggettive difficoltà di apprendimento, altri invece, scarsa autostima e carente interesse per ciò che può dargli la scuola e si lasciano trascinare giorno dopo giorno nel disinteresse totale. È per questo che  cerco di  motivarli, di farli ridere mentre studiano, per far capire loro che l’istruzione deve essere gioia e non costrizione, crescita personale e non il fine per un mero voto di valutazione.” 

Belinda Boeddu ha pubblicato per Logus Mondi Interattivi un E-book Ghilarza. Storia, cultura e tradizione, scaricabile dal sito istituzionale del Comune e nei maggiori store.

“E’ un omaggio al mio paese, i cui contenuti sono il risultato di una ricerca bibliografica e fonti già esistenti sul territorio, che ho voluto riunire in un unico testo per una semplice ed immediata consultazione. Vengono descritti i maggiori monumenti storici, archeologici e artistici attraverso una visibilità innovativa e dinamica ed inoltre al suo interno vi sono delle risorse aggiuntive che permettono di geolocalizzare il monumento, oltre che reperire maggiori informazioni in ogni momento dal pc, tablet e smartphone, grazie ai link presenti”.

Attualmente con una collega sta preparando un laboratorio didattico per la Scuola Primaria, sulla Sardegna Romana mentre lo scorso anno scorso ha trattato, sempre nella stessa classe, la Sardegna nuragica.

“I bambini, che magari hanno visto Roma, Parigi e Barcellona, spesso non hanno mai visitato il Nuraghe Losa a pochi chilometri dalle nostre case, o sanno ben poco dell’importanza di Fordongianus nell’età romana. Il nostro intento è proprio quello di invogliarli e sensibilizzarli a guardarsi attorno, e cogliere ciò che di bello e unico c’è nella nostra isola, ma non gli prestiamo la giusta considerazione”.

Massimiliano Perlato