Suonare le musiche scritte appositamente per i miei ensemble mi dà una certa soddisfazione, perché sento che è stato colto qualcosa di me che non riuscivo ad esprimere e che viene fuori attraverso il suono dalle mie dita.

Così s’introduce Margherita Sussarellu, musicista e scrittrice. Nata ad Alghero, ha iniziato lo studio della musica a sei anni, in un primo momento apprendendo la tecnica del clarinetto e in seguito del pianoforte. Dopo aver ottenuto brillantemente la laurea di primo livello di Pianoforte presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi” di Torino, si è laureata in Lettere, indirizzo musicologico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino con una tesi sulla musica pianistica del compositore Alfredo Casella.

“Ho iniziato a studiare musica sin da piccola – ci racconta Margherita -, tanto che per frequentare il Conservatorio in città a Sassari, per evitare di viaggiare, i miei genitori, con molti sacrifici, a 11 anni mi hanno fatto vivere in un pensionato insieme a delle universitarie. Così piccola, insieme a ragazze molto più grandi, è stata un'esperienza piuttosto difficile: mi facevano guardare i film di Dario Argento, che mi terrorizzavano, e ascoltare i Doors. Dopo il Liceo scientifico, frequentato parallelamente al Conservatorio, sono partita per il Piemonte, per completare gli studi col mio Maestro di pianoforte che da Sassari era tornato nel suo Piemonte. Ho sempre portato avanti percorsi di studio paralleli: oltre al Conservatorio ho frequentato prima Scienze Politiche, la politica è uno dei miei interessi più spiccati, conseguendo poi la Laurea in Lettere ad indirizzo musicale con il massimo dei voti e la lode. Sono orgogliosa di dire che mentre frequentavo Conservatorio e Università insieme, per aiutare i miei genitori nel mantenermi agli studi, facevo diversi umili lavori.”

Margherita si è poi trasferita a Roma dove fra le altre attività ha conseguito la Laurea in Didattica della Musica presso il Conservatorio "Santa Cecilia" e, dopo aver partecipato a numerosi corsi di perfezionamento pianistico, ha svolto attività concertistica come pianista e in varie formazioni da camera.

“Subito dopo la laurea – evidenzia Margherita - sono stata scelta fra centinaia di candidati per una formazione retribuita di due anni come manager delle librerie Feltrinelli. Sono stata in varie città italiane e ho assimilato dalle basi il prezioso lavoro del librario, fino agli aspetti manageriali. Approdata a Roma ho lasciato la carriera manageriale. Mi ero follemente innamorata della bellezza di Roma, città che mi ha fatto sentire veramente accolta e non volevo più spostarmi. Qui ho fatto altre importanti esperienze per la mia formazione: come un training da giornalista presso l'agenzia di stampa Adnkronos, e una lunga collaborazione con Radio Vaticana, dove scrivevo e conducevo programmi musicali. Ho anche scritto per diverse riviste musicali specializzate in musica classica e jazz. Il coronamento è stata la Laurea in Didattica della Musica al Conservatorio di Santa Cecilia, abilitandomi all'insegnamento della musica.”

Alla passione per la musica si abbina quella per la scrittura: Margherita al suo attivo numerosi racconti e ha pubblicato il romanzo d'esordio “Automi” con lo pseudonimo di Maggie S. Lorelli.

“Ho aggiunto la S. perché è il mio cognome puntato, mentre Lorelli è quello di mia madre. La passione per la scrittura viene da lontano. Ho sempre scritto, fin da bambina: fanno sorridere malinconicamente i miei numerosi diari dell'infanzia, ricordano il tipo di scrittura sofferta e tragica dei “Dolori del giovane Werther” [ride]. Dopo aver scritto moltissimi racconti, che magari un giorno pubblicherò, ho deciso di scrivere un romanzo. La mia motivazione interiore è stata, la profonda indignazione provata per la situazione politica italiana dell'ultimo quarto di secolo. Ho sentito l'urgenza di fissare sulla carta le mie idee, che altrimenti sarebbero implose dentro di me. E' nato “Automi”, pubblicato con la casa editrice sarda “Catartica Edizioni”, che ha avuto un discreto successo e critiche molto positive, tanto da incoraggiarmi a scrivere ancora. E' stato molto interessante il periodo delle presentazioni del mio libro, perché ho avuto la possibilità di confrontarmi con altre persone sui temi che mi stavano a cuore, e che sono quelli del romanzo: la manipolazione mentale, il dominio dei poteri forti, l'omologazione dei costumi sociali e del linguaggio che ci rende un po' tutti simili, schiavi dello psico potere del consenso. Automi, appunto. Ne sono nati dibattiti molto interessanti. Ora sono impegnata nella stesura di un nuovo romanzo, a cui tengo moltissimo, e che sto redigendo lentamente ma con costanza, supportata da un editor di grande esperienza che crede in me. I libri, le idee, i progetti musicali sono fondamentali per me: sono i miei figli, la mia consegna al mondo, il senso stesso della mia esistenza. Le idee sono il vero patrimonio dell'umanità, ma sono immateriali. Per questo sento il bisogno di immortalarle su carta: affinché mi sopravvivano.”

Tornando a parlare della passione della musica, la ‘multitasking’ Margherita pone in rilievo i suoi progetti.

“La musica è anche il mio lavoro. Mi piace dichiarare che la musica è il marito, e la letteratura è l'amante, perché quest'ultima la coltivo di notte, ritagliandomi del tempo con trasporto e perseveranza. Porto avanti attualmente una serie di progetti in cui credo molto, in particolare “Donne in Musica”, che riguarda la riscoperta e la diffusione di musiche scritte da donne appartenenti a epoche storiche diverse. Questo mio programma cresce col Trio Arcadia di Roma, una formazione che ha una lunga storia e un importante curriculum, e di cui mi onoro di essere diventata da due anni la pianista. Recentemente poi ho fondato il “Musæ Ensemble”, una formazione musicale interamente al femminile, insieme alla violinista del Trio Arcadia e a due eccellenti musiciste del Teatro Comunale di Bologna. Diverse compositrici e compositori attualmente stanno scrivendo appositamente per noi. Collaboriamo con una rete di associazioni femminili in tutto il territorio nazionale e anche all'estero per parlare di donne in positivo, attraverso l'arte, e combattere la violenza con la bellezza. Ho ancora tanti altri progetti in mente, ma correranno tutti in parallelo a questo. Sono inoltre appassionata di musica elettronica e sono laureanda – con l'ennesimo corso di studi - in Musica elettronica al Conservatorio di Sassari. Mi interessa il mondo delle installazioni audiovisive, e al momento ne sto progettando una in collaborazione con un artista visivo le cui opere mi ispirano molto. Quando vivevo a Torino ho anche fatto studi di composizione, per cui ogni tanto mi diletto a scrivere musica, col supporto dell'elettronica, che in quest'epoca per me è fondamentale.”

Margherita Sussarellu è un vulcano di idee e creatività, costantemente indaffarata, dove comunque trova spazio dopo tanto girovagare, la sua Sardegna e la sua gente.

“Tempo fa sognavo ogni notte Alghero, la mia città che amo. Rispetto ai luoghi dove ho vissuto trovo che in Sardegna la qualità della vita sia molto alta: anche solo fare una passeggiata al mare trovo sia un dono della vita. E poiché è una terra bellissima, vorrei che le persone fossero più unite nell'isola, maggiormente collaborative e aperte alle idee altrui, disposte ad abbracciarle e condividerle. Ho collaborato spesso con i Circoli dei Sardi all'estero e trovo che siano animati da un fervido senso di appartenenza alla terra natia. Noi sardi abbiamo una forza e una profondità che a mio parere può lasciare ancora tracce forti nel mondo, come alcuni nostri artisti e pensatori hanno fatto. Del resto è un momento di grande fermento artistico in Sardegna: conosco e apprezzo moltissimi artisti locali, e vorrei che avessero più spazio e possibilità. Mi piacerebbe che gli artisti fossero richiesti per i loro progetti e le loro idee, per la bellezza che possono diffondere in un momento storico in cui questo è di vitale importanza, e non che debbano andare a bussare alle porte di chi detiene il denaro, vedendosele spesso chiudere in faccia. Ma la mortificazione degli artisti trovo che sia un problema di carattere nazionale. La Sardegna e l'Italia intera crescerebbero non solo culturalmente, ma anche economicamente se l'arte fosse maggiormente valorizzata: è la nostra miniera d'oro.”

E così, pur essendo per natura “cittadina del mondo”, per Margherita il desiderio di tornare casa è stato fortissimo.

“Dopo circa 10 anni a Roma però ho sentito forte il richiamo della mia terra, e anche per ragioni familiari, legate alle difficili condizioni di salute di mia madre, ho deciso di tornare in Sardegna. Ho sentito la chiamata del mio mare e la forza di una terra granitica, resistente, come è la natura di noi sardi. La mia mente però non conosce confini geografici, e senza mai sentire il limite dell'isola porto in giro i miei progetti, e sempre più intendo farlo, nella penisola e all'estero. Mi dispiace che noi sardi siamo penalizzati negli spostamenti: l'aggravio economico che dobbiamo sopportare per uscire dai confini dell'isola è a mio parere ingiusto, ed è spesso il motivo principale per cui molte persone rinunciano a viaggiare. Per questo è importante la presenza dei Circoli sardi nel mondo, perché fa sentire noi isolani meno isolati. Amo spostarmi, e quando viaggio mi fa piacere incontrare i miei conterranei, vedere che si fanno valere e portano alta la bandiera dei quattro mori, per poi ritornare a casa: di fronte al mare o, ancora meglio, tuffata dentro il mare, dove naviga e sogna il mio spirito libero. Tornata in Sardegna, dopo aver vinto un concorso nazionale, ho potuto svolgere il lavoro che tuttora faccio e che amo moltissimo: l'insegnante di pianoforte presso il Liceo Musicale di Sassari. Dei miei alunni non parlo quasi mai per il grande rispetto che nutro per i giovani: a loro dono umilmente tutto quello che so e che sono, cercando di trasmettere la passione per la cultura e per l'arte, le ancore di salvezza nel mare umano.”

Massimiliano Perlato