Per Claudia Desogus, ‘Il viaggio incantato – racconti di Janas, Surbiles e altre figure leggendarie della tradizione sarda’ è stato uno straordinario ed incisivo esordio letterario. Edito dalla sassarese Catartica Edizioni (http://www.catarticaedizioni.com/), la pubblicazione è un assortimento di fiabe intrise di leggende e di figure fantastiche che popolano la storia e danno vita alle leggende dell’isola. Un percorso fatato e pieno di misteri in una Sardegna tanto affascinante quanto lontana.

“La genesi del libro è stata abbastanza lunga – ci racconta Claudia -. Non so se agli altri emigrati succeda la stessa cosa. Io penso di sì, almeno alla maggior parte: ci si ammala sempre un po’ del ‘mal di Sardegna’. È una patologia molto graduale, subdola. Si inizia a poco a poco ad essere più consapevoli delle proprie origini e della propria identità. Si comincia ad idealizzarne alcuni aspetti. E inevitabilmente segue la voglia di saperne di più, la curiosità per le proprie radici. Ho iniziato quindi, quasi per caso, a leggere libri sul folclore e sulle leggende sarde e mi si è letteralmente aperto un universo. Un mondo affascinante, popolato da creature strane e meravigliose, come fate, vampiri, draghi, ma viste attraverso una lente particolare: la cultura sarda. Quando vivevo in Sardegna praticamente non conoscevo questa realtà. L’ho trovata bellissima e da lì è nata l’idea di scrivere un libro di fiabe. Inoltre mi faceva e mi fa rabbia che questo aspetto così particolare della nostra cultura fosse praticamente sconosciuto, soprattutto al di fuori della Sardegna. Quindi ho scelto in qualche modo di farmene ambasciatrice.”

Da qui l’idea di scrivere ‘Il viaggio incantato’ con una fisionomia fiabesca per renderlo più accessibile anche ai più giovani, in modo da trasmettere loro questo sapere così speciale. “E ho deciso principalmente di rivolgermi ai non-sardi perché vivo fuori dalla Sardegna - aggiunge Claudia -. Credo che ogni emigrato sardo possa diventare nel suo piccolo “messaggero della Sardegna” a livello culturale. E penso sia molto importante che ognuno di noi dia un contributo. Perché la Sardegna è una terra unica al mondo e merita di essere conosciuta.”

Claudia Desogus ha vissuto in Sardegna sino alla fine degli studi. Al termine dell’università (Laurea in Lingue e Letterature straniere) si trasferisce per alcuni anni in Olanda. Dopo una breve parentesi a Ferrara dove consegue un Master in Giornalismo, si sposta a Bruxelles per lavorare nella comunicazione e, in seguito, nella traduzione. “Sono nata e cresciuta a Cagliari. Non posso dire di avere avuto un’infanzia tradizionale o comunque a stretto contatto con le tradizioni sarde. Forse in questa città si sono un po’ perse e la lingua sarda si parla sempre di meno. Dall’altro lato Cagliari è sempre stata vivace e relativamente aperta e credo che ultimamente stia riscoprendo le proprie radici. È la città che amo di più al mondo. Le sue strade, i suoi colori, i bastioni a strapiombo, l’abbraccio meraviglioso del Golfo degli Angeli: amo tutto di questo luogo, dal caldo soffocante estivo, al vento insopportabile di maestrale.”

Quando il pensiero corre ai luoghi dell’adolescenza, Claudia è un fiume in piena. “Il contatto con le tradizioni sarde l’ho avuto principalmente grazie alle famiglie dei miei genitori che provengono da Villasor e da Iglesias. Ho un meraviglioso ricordo delle processioni in costume sardo a Villasor, della festa di Santa Vitalia, dei pomodori secchi stesi ad asciugare nei cortili, delle campagne assolate e degli alberi di ulivo. Quanto ad Iglesias ho un ricordo bellissimo delle cerimonie della settimana santa, del costume tipico da “baballotto” che indossavo da bambina per ogni venerdì santo.  Questi ricordi sono incredibilmente preziosi e li porto con me ovunque.”

Le reminiscenze più forti ed inebrianti legate alla Sardegna, sono sicuramente quelle dell’estate. “È sufficiente chiudere gli occhi per rivedere il mare, sentirne la carezza sulla riva, perdersi nei suoi incredibili colori, nella natura e in tutti i profumi mediterranei. I miei avevano una casa dalle parti di Santa Margherita di Pula e passavo lì tutte le estati. Anche adesso ci torno appena posso e mi rendo conto di avere avuto una fortuna incredibile a crescere in Sardegna, una fortuna che noi sardi spesso diamo per scontata e della quale ci rendiamo conto soltanto quando ce ne andiamo”.

Da sempre appassionata di scrittura, ha ottenuto in passato diversi riconoscimenti e premi letterari (Giovani scrittori 2005, Finalista Penna d’autore 2006) con racconti dedicati all’infanzia. Attualmente vive e lavora nella capitale del Belgio, cuore dell’Europa, è sposata e madre di una bambina. “Ho sempre desiderato viaggiare perciò dopo l’università sono partita per Amsterdam per uno stage all’Istituto italiano di cultura. Avevo deciso di rimanere, dato che avevo trovato lavoro con una facilità incredibile, cosa quasi impossibile in Sardegna. Poi ho incontrato mio marito che è originario di Bruxelles e mi ha convinta a venire qui dove vivo ancora adesso. Bruxelles è una città meravigliosa e offre molte opportunità. Tuttavia non escludo l’idea di trasferirmi in altri luoghi. In Sardegna tornerò per la pensione.”

Claudia ha avuto molte esperienze di lavoro con persone di altre nazionalità e con tanti altri italiani. “La cosa buffa – evidenzia sorridendo - è che i non-italiani mi dicevano spesso ‘sei troppo riservata per essere italiana’ e gli italiani mi avevano appiccicato addosso l’etichetta ‘sarda, dunque riservata’. È come se il tratto di riservatezza sia immediatamente riconoscibile come ‘sardo’ al di fuori della Sardegna. Non mi ero mai accorta che la riservatezza di carattere fosse così strettamente associata alla nostra isola. Evidentemente è un tratto della nostra terra che mi sono portata dietro inconsapevolmente”.

Intanto oltre a Claudia, ha viaggiato molto anche il suo libro. E tanta strada deve ancora percorrere per far conoscere la Sardegna attraverso le pagine de ‘Il viaggio incantato’ in giro per il mondo.  “Potrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che la Sardegna susciti maggiore interesse al di fuori dall’Italia, piuttosto che nel nostro Paese. Forse perché è vista come più ‘esotica’. Per questo mi piacerebbe tanto presentare il libro anche in altre città italiane. Credo che sia importantissimo che gli altri italiani conoscano questi aspetti così particolari della Sardegna, perché ho l’impressione che molti (non tutti) ne abbiamo una visione un po’ stereotipata. Qui in Belgio l’ho portato al circolo sardo di Genk, dove la comunità di sardi è ancora molto attiva e in una libreria italiana di Bruxelles dove è stato accolto con molto favore da un pubblico di diverse nazionalità. Abbiamo in programma di portarlo in altri circoli sardi del Benelux e quest’estate lo abbiamo presentato a Budoni e a Pula con un ottimo riscontro.

La cosa più emozionante è stata la chiamata dell’Associazione editori sardi a maggio che diceva di aver selezionato il libro per una presentazione al Salone di Torino. Non mi sembrava vero! Torino è stata un’esperienza davvero speciale, che ci ha permesso di portare la magia della Sardegna al centro della scena letteraria italiana!”

Massimiliano Perlato