Ci sono quelle storie che si raccontano sulla carta, intrise di parole e descrizioni e quelle che vivono nelle sfumature di una foto, frutto di uno scatto curioso e indagatore. E sono queste ultime quelle che, con rara raffinatezza è riuscito a raccontare il fotografo milanese Ferdinando Longhi, artista dell’immagine quotato a livello internazionale che dal 2 al 5 settembre (H. 10-13, 17-21) con i suoi scatti in esposizione nella suggestiva Casa delle Dame, a pochi passi dal castello della Fava di Posada. Inaugurata il 2 settembre da Antonello Domenico Cabras, uno dei più promettenti ricercatori italiani nel campo della ricerca medica,  “Amarcord Sardinia”, realizzata col patrocinio del comune di Posada e con la collaborazione della Pro Loco, è una finestra aperta sugli anni Settanta nella Baronia che non ti aspetti.

Non scenari da vacanza 2.0, bensì ritratti di vita quotidiana riassunti con lunghe panoramiche e istantanee che cristallizzano il lavoro di una vita. Ecco pascoli e feste, volti e tradizioni, frutto di una selezione tra le centinaia di foto scattate da Ferdinando Longhi tra il 1968 e il 1978 quando scoprì l’inaspettato in quella Sardegna di gioia e lavoro, di pescatori e stradine bianche, di signore coperte di abiti scuri e bambini scalzi.

Il mio incontro è stato fortuito e quasi ostile – racconta Longhi -. Era il 1968, il tempo del banditismo di Mesina e amici e conoscenti mi davano del matto nell’apprendere che andavo in questa isola semisconosciuta della quale la gran parte della gente aveva una idea del tutto sbagliata”. E mentre c’era chi, a vederlo arrivare con la sua Hasselblad 6x6, si chiudeva in casa apostrofandolo come “s’istranzu”, pian piano la diffidenza fece spazio all’integrazione del fotografo che, allora, tempi lontani dalla velocità del digitale, ritrasse un mondo senza pensare che, a distanza di quasi mezzo secolo, quegli scatti analogici, realizzati su lastra e stampati con l’ingraditore e gli acidi di sviluppo e fissaggio, sarebbero stati parte di un racconto di storia corale come quella che, in questi giorni, rivive Posada.

Non è la prima volta che Longhi racconta la Sardegna. Questa è la terza mostra dedicata (le precedenti a Milano e Torpè) all'Isola da parte del fotografo milanese. Ma, come sottolinea mentre anticipa alcuni dei prossimi appuntamenti (uno di questi alla Triennale di Venezia, in autunno), "l'archivio è vasto e ci sono ancora tanti paesaggi e volti di quell'Amarcord Sardinia che aspettano di essere scoperti". 

 

 

Autore dell'articolo
Mariella Cortes
Author: Mariella Cortes
Curiosa per natura, alla perenne ricerca di luoghi da scoprire, persone da raccontare e storie da ritrovare. 30 anni, laureata in Lettere e Comunicazione Multimediale, con radici a Desulo espanse a Sassari dove nel 2004 ho iniziato la carriera di giornalista (Albo dei pubblicisti) per carta, tv e radio. Il master in Marketing Territoriale mi ha portata a Milano, prima al Touring Club Italiano e poi al Sardegna Store dove per due anni ho raccontato la mia terra. Collaboratrice dell’Unione Sarda per cultura e spettacoli, lavoro a Milano come consulente nel marketing territoriale, nell’organizzazione eventi e nella formazione. FocuSardegna è il filo rosso con la mia terra che ha sempre qualcosa di dire, anche nei silenzi del vento che accarezza le rocce con i suoi profumi.
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