Luglio 19, 2019

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    Itinerari di viaggio

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    Dal silenzio della sua chiesetta nel cuore del quartiere di Stampace, si risveglia Sant’Efisio. È arrivato il primo maggio, il giorno della grande festa. Quello in cui da tutta la Sardegna i fedeli arrivano a Cagliari per rendere omaggio al santo protettore che liberò la città dalla peste e dai pirati. Il rito si rinnova oggi, come 351 anni fa. Allora (era il 1656) la peste si era diffusa in tutta l’Isola e aveva mietuto oltre 10 mila vittime. I cittadini disperati invocarono il santo: “O Efis libera nos de su mali e ti promitteus una festa manna” (“Efisio, liberaci dalla pestilenza e ti promettiamo grandi festeggiamenti”). Poco tempo dopo, una pioggia battente cadde sulla città liberandola finalmente dal morbo.

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    Acque limpide, spiagge dotate di tutti i servizi, barconi da pesca che costituiscono la principale attività economica. Crocevia della cultura medievale umanistica e rinascimentale, intorno al 1500 la città di Castel Aragonese, oggi Castelsardo, arroccata su un suggestivo promontorio a picco sul mare della costa settentrionale dell’Isola, viveva un richiamo molto forte alla scienza alchemica con un folto nucleo di dotti ecclesiastici che studiavano e applicavano teorie eretiche. Il borgo antico, nella parte alta, era considerato una fortezza inespugnabile.

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    Non so voi, ma per me il Capodanno è l’occasione per visitare un piccolo borgo della mia isola nel quale non sono mai stata, e trascorrere qualche giorno in tranquillità. Né io né Andrea siamo amanti delle feste chiassose, perciò scegliamo accuratamente piccole località, lontane dal caos, e magari con qualche bel punto di interesse culturale in cui perdersi per ore.

    Quest’anno, non mancano le proposte interessanti: ho visto ieri che a Laconi è stato organizzato un Capodanno tra cascate e menhir, con visite guidate al Parco Aymerich ed al Museo delle Statue Menhir; Sassari avrà, al Museo Sanna, una mostra di fotografie dei primi del Novecento, che raccontano la Sardegna con gli occhi (e l’obiettivo) di Thomas Ashby; e spero che anche quest’anno le ragazze di Passu Lebiu propongano un’escursione di due giorni, come l’anno scorso, in montagna… tenetele d’occhio!

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