L’albero più antico d’Italia si trova in Sardegna

L’albero più antico d’Italia ha oltre 4000 anni e si trova in Sardegna, nel comune di Luras in provincia di Olbia Tempio. È il nonno di tutti gli olivi: si tratta infatti di una Olea europaea, la specie dalla quale derivano le cultivar da olio. In Sardegna lo chiamano il Patriarca o S’Ozzastru (cioè, l’Olivastro) e, secondo diversi esperti, è anche uno dei più antichi di tutta Europa.

Per avere un’idea delle gigantesche dimensioni di questo albero, che dal 1991 è stato dichiarato Monumento naturale, basta dire che la circonferenza del tronco è di undici metri e mezzo, mentre il diametro della chioma ne misura 21 ed è alto 14. Scolpito da nodi, piccole e grandi cavità, il Patriarca ha davvero l’aspetto di un saggio anziano. Segnato dagli anni, ma con le radici ancora ben piantate in una terra in cui di alberi antichi ne sopravvivono ancora molti. Nella località di Santo Baltolu di Carana, sulle sponde del lago Liscia, altri millenari fanno compagnia a S’Ozzastru. 

A pochi metri di distanza, ad esempio, c’è un altro olivo di circa 2000 anni. Antichissimo per noi, un giovanotto per il Patriarca. 

È stato il ministero delle Politiche agricole e forestali (Mipaaf) a riconoscere il primato dell’olivo sardo. Lo stesso ministero sta portando avanti il censimento degli alberi monumentali d’Italia. Previsto dalla legge 10/2013, quella che ha istituito la Giornata nazionale degli alberi ogni 21 novembre, il censimento ha l’obiettivo di costruire una banca dati accessibile a tutti e navigabile su mappa. Gli alberi individuati sono tutelati dalla stessa legge del 2013 e, per quelli considerati beni paesaggistici, scatterà una doppia tutela.
 
Partito nel 2013, è stato gestito dal Corpo Forestale fino al 31 dicembre 2016, quando è stato accorpato all’arma dei Carabinieri. Ora è il Ministero a occuparsene. Ma il censimento è in ritardo e la data del 31 dicembre 2016, quando sarebbe dovuto diventare accessibile a tutti, è stata "bucata". Colpa di alcune regioni, che hanno mandato al Ministero informazioni incomplete e spesso in ritardo, e degli intoppi burocratici dovuti alla soppressione del Corpo Forestale. 

“Finora ci sono state proposte 2000 piante da tutta Italia - spiega Angela Farina, dirigente del Mipaaf, a National Geographic - e ora bisognerà confrontare questi dati con la cartografia che già abbiamo. Quella usata fino ad ora è una mappa per addetti ai lavori, noi dovremo arrivare a uno strumento che sia fruibile da tutti”. Ma la legge 10 del 2013 ha qualche lacuna, che è la stessa dirigente a illustrare: “Le legge prevede il divieto di una serie di azioni che potrebbero danneggiare gli alberi, ma non prevede un sostegno economico per la valorizzazione, la tutela o la cura delle piante. Che sono interamente a carico del proprietario, che sia pubblico o privato”.

 

Riproduzione National Geographic. Articolo originale: CLICCA QUI

 

Fotografia di Gianni Careddu, da Wikimedia

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Author: Focusardegna

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