Dopo i progetti sull’espressionismo tedesco e le coppie dell’avanguardia russa, il MAN presenta “L’elica e la luce. Le futuriste. 1912_1944”, una mostra dedicata al futurismo e le donne.

La presenza delle donne nell’arte del Novecento è stata messa in luce da diversi studi a partire dalla fine degli anni settanta. Un caso ancora aperto e controverso è il ruolo delle donne nel futurismo, movimento programmaticamente misogino, che fin dalla sua fondazione proclamava il disprezzo della donna e costruiva una visione dell’arte totalizzante su valori quali la forza, la velocità, la guerra, da cui il genere femminile doveva rimanere escluso.

 


 

“Noi vogliamo glorificare la guerra ,il militarismo, il patriottismo,

l gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna”

(Manifesto del futurismo, 1909). 

 

 

 

La mostra rintraccia - attraverso oltre 100 opere fra dipinti, sculture, carte, tessuti, maquette teatrali e oggetti d'arte applicata - l’operato di queste donne che hanno lavorato dagli anni dieci fino agli anni quaranta, firmando i manifesti teorici del futurismo, partecipando alle mostre, sperimentando innovazioni di stile e di materiali in ambiti trasversali quali le arti decorative, la scenografia, la fotografia e il cinema, ma anche la danza, la letteratura e il teatro.

Figure indipendenti, artiste e intellettuali di primo piano nella ricerca estetica d'inizio secolo.

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Foto Copyright Irene Bosu