Maggio 19, 2019

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    La voce del lettore

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    Tutte le retoriche e sciovinismi, ingigantimenti e sardismi, sono comprese. Un sardo che vince una delle tappe più impegnative e importanti, l’erta di Montecampione, nel Giro d’Italia. Non era mai accaduto. Ieri si ballava davanti alla tv. Di tensione, perché quei tre chilometri prima del traguardo non finivano mai. Fabio Aru da Villacidro, il “Paese d’ombre” del grande Giuseppe Dessì, aveva dato un colpo di reni e uno dietro l’altro se li era bevuti tutti i ciclisti che sono e aspirano alla maglia rosa. Un sardo, scopriremo poi che misura 1,81 di altezza, uno che ha fatto il liceo classico, uno che ancora deve compiere 24 anni.

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    Sono figlia, sorella, nipote di allevatori, e la mia riflessione nasce soprattutto dal confronto con tante altre persone che affrontano ogni giorno la realtà delle campagne e non hanno tempo da perdere con le iniziative politiche pseudo-animaliste della Signora Brambilla. Persone dagli sguardi severi e profondi che nascondono vividi sorrisi e che quotidianamente si misurano con gli stessi problemi: costi di farmaci, mangimi ed energia troppo elevati, prezzi dei prodotti sempre più bassi, burocrazia, premi non liquidati, bluetongue, disastri ambientali ed Equitalia. Problemi che spesso si è chiamati a risolvere da soli, abbandonati, in primis, dalle associazioni di categoria perché anche al loro interno conta più la parola del politico che quella del pastore che dovrebbero rappresentare e tutelare.

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    Nelle ultime ore i tg ci hanno bombardato con servizi che sponsorizzavano la proposta di legge della Brambilla contro la macellazione di animali da carne sotto i sei mesi. Premetto che non ho nessuna stima politica e personale per la Signora in questione e non mi interessa sensibilizzarla sui problemi di un comparto in ginocchio, soprattutto in Sardegna, dove sono numerose le aziende che a causa di Equitalia, incendi ed alluvioni non navigano in buone acque. Per molti di voi sarà stato un servizio come un altro, una delle tante notizie spazzatura a cui anche i principali tg ci hanno abituati. Bene, per me non è solo lo sproloquio di una rossa onorevole, mi sento in dovere di scrivere tutte le cose che mi vengono in mente e consapevole di non poter competere con il risalto mediatico che hanno le amichette del Berlusca, mi invoco dunque al buon senso del singolo consumatore.

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