Gennaio 23, 2019

    Login to your account

    Username *
    Password *
    Remember Me

    Sardegna Ieri

    Sardegna Ieri
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Per risalire il sentiero che si arrampica sul pendio snodandosi tra i sassi lavici avvolti nella macchia mediterranea, bisognava camminare a passo svelto, per almeno mezzora; si svoltava poi a destra dove si apriva un’imponente muraglia costellata di torri con all’interno un borgo. Ma bisognava ancora salire i 32 scalini in pietra lavorata e arrivare così a un pianerottolo  dal quale ancora, una volta superato il ponte levatoio si giungeva all’interno di una rocca che nel tempo ha assunto tratti quasi mitici: il castello di Acquafredda. Ci troviamo a circa tre chilometri da Siliqua, in cima a un cono vulcanico, a 253 m. sul livello del mare; sotto di noi, ai piedi della collina, sorge la chiesa di S. Barbara di Acquafredda e, ancora,  davanti ai nostri occhi, a 360° un panorama immenso che permette di dominare visivamente l’antica curadorìa del Cixerri che comprendeva 39 paesi o ville. A testimoniare per la prima volta l’esistenza della villa di Acquafredda è la donazione vittorina del 1089 in cui il giudice di Cagliari Costantino II donava ai monaci Vittorini di Marsiglia una serie di chiese fra le quali la “ecclesiam sanctae barbare de aqua frigida”.  Fu una fonte di acqua freschissima a dare infatti il nome al borgo prima e  al castello poi.

    Sardegna Ieri
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    In qualunque punto della Sardegna voi siate, non avrete difficoltà a trovare nuraghi: ce ne sono più di settemila sparsi per tutta l’isola, distribuiti equamente da nord a sud e da est a ovest, in pianura come in collina. Dovete solo individuare quello meglio conservato nella vostra zona. Prima di raggiungerlo, procuratevi della carta (un foglio di giornale andrà benissimo) e dei fiammiferi. Arrivati al nuraghe, cercate di corrompere il custode in qualche modo, con questo libro alla mano ad esempio, e dite che vi mando io. Se ci riuscite , una volta entrati mettetevi al centro della camera e date fuoco al foglio di giornale: lo vedrete levitare.

    Sardegna Ieri
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

    Il nostro grande Maestro dell’archeologia sarda, il Prof. Giovanni Lilliu, nelle pagine conclusive del suo lavoro del 1977 “Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica”, additando la straordinaria importanza del sito di Monte Prama, rivolgeva al Soprintendente Professor Barreca “l’invito di voler tener ben presente il luogo di M. Prama per un esteso e definitivo scavo scientifico per il quale l’Istituto di Antichità archeologia e arte della Facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari è disposto fin d’ora, a dare la propria direzione in collaborazione con la Soprintendenza”.

    Share